Politica interna Archive

Dopo le banche ora dobbiamo salvare le coop rosse?

Non si può gestire un evento cooperativo con i criteri del capitalismo avanzato. Se si vogliono fare soldi, non si devono fare le cooperative.

Erri De Luca: abbiamo ucciso il vero made in Italy

Lo scrittore Erri De Luca in una intervista per la Rai punta il dito sugli investimenti sbagliati, sulle opera pubbliche inutili e sulla mancanza di volontà di salvare e valorizzare il vero Made in Italy. Da ascoltare per riflettere.

Partecipate pubbliche, la farsa prosegue

Il decreto originario prevedeva l’obbligo di analitica motivazione in caso di costituzione di una società a partecipazione pubblica o di acquisto.

IL VERO PADRE DI RENZI: MARIO DRAGHI

La faccia tosta di Draghi assume dimensioni macroscopiche se si considera che la pioggia di miliardi del quantitative easing”, e la conseguente inflazione.

LA MINISTRA MADIA, L’ANGELICA ICONA DELL’ODIO DI CATEGORIA

Quando la Corte Costituzionale ha confermato i capilista bloccati e il 3% di sbarramento, ha anche indirettamente decretato la scissioni nei partiti.

PD: RITRATTO DI OLIGARCHIA CORROTTA DAI MILIARDI. PUBBLICI

Chi ha capito in cosa consista la differenza tra Renziani e anti-renziani. Sono due progetti per la nazione alternativi, quelli su cui si sono scontrati?

Banche, ecco il decreto salva risparmio: privatizzare gli utili e socializzare le perdite?

Un intervento a tutto tondo, quello previsto nel salva risparmio, più vicina la nazionalizzazione di alcune banche fra quelle più in difficoltà.

Montecitorio, in arrivo le prime (vere) regole per i lobbisti

La Camera dei deputati avrà presto uno strumento per rendere trasparente quell’attività che spesso trasparente non è: la cosiddetta lobby.

L’Italia si dota della Legge per la guerra

Piuttosto in sordina, il 31 dicembre scorso è entrata in vigore la Legge quadro sulle missioni militari all'estero. La legge già pubblicata sulla GU.

LA CORTE OBBEDISCE

Bloccati i referendum sui diritti dei lavoratori. A voucher e appalti ci penserà il governo con una legge, ad affossare l'articolo 18 ha provveduto la Corte

IL REFERENDUM SUL JOBS ACT ? PRATICAMENTE CANCELLATO DALLA CONSULTA

Si tratta di un’oggettiva bocciatura e difficilmente i quesiti ammessi andranno alle urne. Infatti la normativa sui voucher è già sotto analisi del governo.

Marco Minniti, il ministro USA-NATO che tanto amava il Ponte sullo Stretto

A chi ritiene che il governo Gentiloni sia la fotocopia di quello Renzi, diciamo che No, non è così. E' 10, 100 volte peggio.

Bilancio di Roma, Il ritorno del Controllo Preventivo

di Luigi Oliveri Egregio Titolare, l’iniziativa dell’organo di revisione finanziaria del comune di Roma, che ha espresso un articolato e motivato stop alla bozza di bilancio di previsione merita sicuramente un plauso. Non per il contenuto, che questi pixel non sono in grado di

M5S-RAGGI- ROMA: COSÌ FAN TUTTI…

La bocciatura del Bilancio preventivo 2017 da parte dell’OREF (il Collegio dei Revisori dei Conti del comune di Roma) è uno schiaffo pesante contro la giunta guidata da Virginia Raggi. Sarà vero che questo organismo è ostile alla nuova amministrazione, e che la bocciatura

MINNITI AL MINISTERO DEGLI ATTENTATI “ISLAMICI”

L’uguaglianza non è un’utopia ma un dato di fatto, purtroppo al ribasso. Si può essere il rampollo di una delle più antiche famiglie d’Europa, aver ricevuto tutte le opportunità di istruzione e dimostrarsi comunque un povero deficiente. Molti commentatori si attendevano dal nuovo Presidente

Il M5S e la privatizzazione del controllo degli atti amministrativi

di Luigi Oliveri Egregio Titolare, in questo lungo e indigesto scritto ho espresso la sintetica tesi che il “caso Marra” a Roma è figlio legittimo della madre di tutte le “epocali” riforme devastanti della PA: quella elaborata da Bassanini, nel 1997, fondata sull’esaltazione dello

Uno spettacolo indegno dopo l’urlo del NO

Il «nuovo» governo. Il responso referendario e il suo «valore costituente» Lo spettacolo è francamente inguardabile, a una settimana dal voto che ha travolto Matteo Renzi e il suo governo. Intendo lo spettacolo pubblico, recitato «in alto» dall’intero establishment. Il modo con cui nasce il governo

Il governo ventriloquo

di Fabrizio Casari Leggere la lista del cosiddetto governo Gentiloni è come un deja-vu. Identico, fatto salvo per qualche spostamento di caselle a quello precedente, si propone infatti come proseguimento del renzismo con altro manico. La Boschi, tra i principali artefici della disfatta referendaria,

Crisi governo, è ufficiale: incarico a Gentiloni.

A meno di 24 ore dalla fine delle consultazioni, si sblocca la situazione dell’esecutivo. Ora tempi rapidi per l’insediamento, in vista del Consiglio Europeo di giovedì È ufficiale: Sergio Mattarella ha scelto Paolo Gentiloni per formare il nuovo governo dopo le dimissioni di Renzi.

Ha vinto il “populismo”: ecco perché non dobbiamo temerlo

In Italia ha stravinto il No, con cui i cittadini hanno voltato le spalle all’establishment, chiedendo a gran voce un cambiamento radicale. Una protesta che si unisce a quella dei britannici con la Brexit e degli americani con l’elezione di Trump. Ma dopo anni

Il referendum rottama il rottamatore

di Fabrizio Casari Questo Paese ama la sua Costituzione. La rispetta e la difende contro qualsiasi manipolazione, non importa da dove venga. Considera la sua Carta dei principi, il tessuto connettivo della nostra società e non consente avventure politiche alle sue spalle. Soprattutto quando

IL LATO OSCURO DI UNA GRANDE VITTORIA: ITALIA IN PERICOLO?

Una grande vittoria. La inaspettata partecipazione e l’atteso NO (che, personalmente ho sempre considerato un BASTA!) testimoniano di un popolo assai consapevole e che non ha votato solo di pancia contro il governo renziano o di cuore a difesa della Costituzione, ma anche di

Renzi a casa. E adesso? Ecco gli scenari (e fanno tutti schifo)

Roma, 5 dic – Matteo Renzi ha commesso due errori cruciali: ha impostato il referendum costituzionale come plebiscito su di sé e ha fatto sfoggio di arroganza per tutta la campagna elettorale. Non poteva non perdere. Avesse agito diversamente, poteva anche spuntarla, ma così facendo

Referendum, autoanalisi di un vincitore senza gioia

(E’ colpa mia se siamo diventati indifferenti più poveri più tristi e meno intelligenti) Stanotte ho vinto. Per la prima volta da quando voto è stata una vittoria netta, schiacciante. Eppure ho faticato a prendere sonno. Continuava a tornarmi in testa il Teatro degli Orroriche ci si

Referendum, vince il No. Renzi: “Ho perso, la poltrona che salta è la mia”

Il premier annuncia le sue dimissioni: “L’esperienza del mio governo finisce qui” Matteo Renzi ha appena annunciato le sue dimissioni in seguito ai risultati del referendum che vedono il No nettamente in vantaggio. In diretta da palazzo Chigi, il premier ha difeso il suo

Referendum, exit poll: No in forte vantaggio tra il 57 e il 61%. Renzi parla a mezzanotte

Seggi chiusi alle 23. Le preferenze per il Sì tra il 39 e il 43%. L’affluenza alle urne è stata quasi del 70%. E molte le polemiche per il caso delle matite cancellabili No nettamente avanti negli exit poll del referendum costituzionale. In base

La Sicilia come la Grecia, Massimo Costa: “Licenzieranno centomila persone. Prepariamoci all’Indipendenza”

Ieri l’Ars ha approvato la legge di assestamento di Bilancio con un ennesimo mutuo da 65 milioni di Euro per erogare ai Comuni i soldi scippati dal Governo Renzi. L’indebitamento della Regione ormai supera gli 8 miliardi di Euro. L’indebitamento di tutto il sistema

Referendum: il vero cambiamento è votare NO

Secondo Marcello Foa, esperto di comunicazione e fra i fondatori di questo sito, il 4 dicembre non si votano solo le modifiche alla Costituzione, ma la scelta fra due sistemi di valori politici inconciliabili: quello della conservazione dello status quo esistente e il tentativo

Peggio di così non potrà andare

“E’ inutile, completamente, assolutamente, inutile, perdere ore a spiegare alchimie istituzionali nel tentativo di dimostrare il (discutibile) assunto secondo cui il Sì al referendum del 4 dicembre porterebbe uno Stato più efficiente. Efficiente per far cosa? Per far piovere sulle nostre teste senza scomodi

La Regione siciliana farà un mutuo per pagare altri mutui… E poi alleggerirà i futuri pensionati

Può sembrare una follia, ma è la realtà. Il Governo Renzi ha scippato i soldi alla Regione e ai Comuni dell’Isola. Bisogna trovare 115 milioni di Euro per consentire ai Comuni di pagare le rate dei mutui. Da qui il mutuo di 65 milioni

Per i bookmaker inglesi, il No è al 71,4% contro il 28,6 del Sì …e loro difficilmente sbagliano

Ad 11 giorni esatti dal 4 dicembre, data del referendum costituzionale, in cui saremo chiamati a mettere una croce sul “Sì” o sul “No”, gli unici dati statistici su cui possiamo fare affidamento, sono relativi agli ultimi sondaggi di venerdì 18, poi è calato

Renzi non sa più comunicare. L’avreste mai detto?

Di Marcello Foa Ma perché Renzi non piace più? Perché non riesce più a convincere gli italiani? La mia tesi è che Renzi stia ripetendo gli errori di Hillary Clinton, puntando soprattutto al controllo dei media mainstream. Controlla la Rai, Mediaset lo aiuta, i principali

A chi e a cosa serve il Si al referendum?

Consentitemi di essere tranchant, e quindi di perdere per strada le necessarie sfumature. Non esiste una ragione obiettiva per sostenere la riforma della Costituzione. Non raggiunge nemmeno gli obiettivi che essa stessa si propone (ammesso che siano obiettivi realmente utili, cosa che nego). Non

Lettera di Massimo D’Alema agli italiani all’estero: “la riforma confinerà gli italiani nel mondo in un ambito di esclusiva testimonianza”

Care e cari connazionali, in questi giorni siete chiamati a votare al referendum per decidere se cambiare oppure no la nostra Costituzione. È una decisione importante per la nostra democrazia e la nostra rappresentanza. Per “nostra” intendo anche quella degli italiani nel mondo, cioè

Giù le mani dal grano duro del Sud: la Cun deve essere una e al Sud, altro che Bologna!

Sono stati gli agricoltori del Sud a convincere il Parlamento nazionale a varare la legge che istituisce la Cun, la Commissione per la rilevazione dei prezzi del grano duro. Ora quattro Regioni del Centro Nord – Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche – che