Era nell’aria da qualche anno, e puntualmente eccola. Il Decreto Liberalizzazioni appena emanato dal ‘governo tecnico’ contiene una norma con cui si consente a gruppi privati di edificare e addiritturagestire le nuove strutture carcerarie italiane.
A coronamento di una lunga e monotona campagna mediatica incentrata sulla denuncia delle pessime condizioni  in cui versano i penitenziari italiani (in gran parte causate da un sovraffollamento ovviabile mediante la depenalizzazione di una miriade di reati minori) ecco manifestarsi un decisivo passo versola adozione del modello carcerario a stelle e strisce (molto discutibile).
Scrive Debora Billi sul sito Crisis (fonte):

“Il provvedimento si chiama Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie, ed in sintesi realizza un sogno da tempo coltivato: quello di affidare le carceri ai privati. Si sa, le carceri son piene, mica vorremo un indulto al giorno con tutti i delinquenti che ci sono oggidì. Leggetelo, lo trovate qui.

Non solo si permette ai privati di costruire le carceri, ma si scrive nero su bianco che al fine di assicurare il perseguimento dell’equilibrio economico – finanziario dello investimento, al concessionario è riconosciuta, a titolo di prezzo, una tariffa per lagestione dell’infrastruttura e per i servizi connessi, ad esclusione della custodia.

Questo significa che la gestione carceraria, escluse le guardie, è affidata a privati imprenditori. Riuscite ad immaginare cosa significa ciò in Italia, con infiltrazioni mafiose a tutti i livelli ed in special modo nell’edilizia? Che le carceri saranno gestite dai delinquenti.”

Ed ancora:

“(…) A meno che non si voglia far lavorare a gratis i detenuti, in concorrenza con le aziende, e con il compenso intascato dall’”imprenditore carcerario”. Funziona così, in USA.”

Quest’ultima è forse la prospettiva più inquietante, perché andrebbe a delineare una pericolosa commistione tra giustizia, politica ed affari, dai risvolti potenzialmente devastanti. Chiunque guadagni dalla ‘presa in carico’ e ‘gestione’ di un detenuto – ad esempio – avrà tutto l’interesse nel ‘ricercare’ detenuti con ogni mezzo, lecito e meno lecito.

I rischi insiti nella privatizzazione degli istituti di detenzione sono descritti in QUESTO POST.

Fonte: http://www.anticorpi.info/2012/01/verso-la-fabbrica-dei-detenuti.html

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