Da sito Aurora di Alessandro Lattanzio 11/3/2014
1966929Secondo il sito “Crimea News”, in Crimea sarebbe stato abbattuto un drone statunitense, presso il checkpoint da cui gli avevano sparato. Nel frattempo, i golpisti avrebbero ordinato all’esercito ucraino di essere “pronto al combattimento“, secondo il ministro golpista della Difesa Igor Tenjukh. L’ex-ammiraglio ucraino Igor Tenjukh, membro del partito fascista Svoboda, che secondo fonti informate “Non sarebbe sobrio“, chiede di reprimere la Crimea utilizzando artiglieria, aeromobili ed inviando i reggimenti di fanteria motorizzata di Lvov, Chernigov e Zhitomir verso l’istmo di Perekop per presunte “esercitazioni”. Il governo della Crimea accusa che tali ordini sono una manovra d’aggressione, mentre mantiene le vie d’accesso alla penisola sotto il controllo delle proprie truppe. Il 9 marzo nella capitale della Crimea, Simferopoli, sono stati arrestati due provocatori maidanisti, assieme a diversi altri sospetti fermati presso vari punti di controllo nella penisola. In effetti, secondo le forze di autodifesa della Crimea, circa 30 autoveicoli di sostenitori dei golpisti sono stati fermati al confine amministrativo tra l’Ucraina e la Crimea. Le unità crimeane intanto hanno anche occupato, senza incontrare resistenza, altre due caserme militari e l’aeroporto militare della città di Saki, utilizzato anche per le esercitazioni di appontaggio sulle portaerei cinese, russa e indiana. In Russia, parte dei bombardieri strategici Tupolev Tu-160 è stata rischierata presso Borisoglebsk, che ospita il maggiore deposito di armi nucleari russe. Inoltre, secondo fonti confermate, la marina russa avrebbe dispiegato l’8-9 marzo a Sebastopoli alcune batterie di sistemi missilistici antinave K-300P Bastion, in risposta all’arrivo nel Mar Nero del cacciatorpediniere AEGIS statunitense USS Truxtun (DDG-103) mentre due cacciatorpediniere russi della squadra navale del Mediterraneo rientrano per ricongiungersi con la Flotta del Mar Nero. Il sistema K-300P Bastion-P impiega i missili da crociera ipersonici antinave P-800Jakhont (SS-N-26), montati su veicoli trasportatore-erettore-lanciatore (TEL) e dalla gittata di 300 km. LaRossijskaja Gazeta avvertiva, l’11 marzo, che decine di lanciamissili antiaerei portatili Igla erano scomparsi dai depositi dell’80.mo Reggimento Aeromobile ucraino, assieme a diversi fucili d’assalto AK-47 “ritirati dal servizio” e rimasti nelle mani dei terroristi neonazisti di Fazione Destra.
President of Ukraine Viktor Yanukovych addresses nationSempre l’11 marzo, il presidente ucraino Viktor Janukovich, in un breve discorso nella città di Rostov sul Don, dichiarava di essere tutt’ora il presidente nonché capo delle forze armate dell’Ucraina. “Vorrei dire che sono vivo e vegeto“, ha esordito per poi dichiarare che le elezioni presidenziali in programma in Ucraina il 25 maggio sono “assolutamente illegittime” e che qualsiasi governo nato da tali elezioni sarà illegale. “Voglio chiedere ai sostenitori occidentali di tali forze oscure, siete ciechi o avete dimenticato cos’è stato il fascismo? Per quanto ne so, le leggi degli Stati Uniti proibiscono la concessione di aiuti finanziari a qualsiasi Stato in cui il presidente legalmente eletto sia stato rovesciato. Ho intenzione di fare appello a Congresso, Senato e Corte Costituzionale… Kiev è pattugliata da uomini mascherati che indossano bracciali. Vi sono sempre più violenze contro i cittadini ucraini. Hanno licenziato i comandanti dell’esercito che non vogliono usare le forze armate contro la popolazione civile nel sud-est del paese“. Janukovich ha anche accusato i golpisti di voler armare “organizzazioni nazionaliste estremiste“. “Non appena le circostanze lo consentiranno, tornerò sicuramente a Kiev“, ha concluso. Nella scheda per il referendum sull’indipendenza in Crimea, è riportato la seguente frase: “Sei favorevole al ricongiungimento della Crimea con la Russia come soggetto della Federazione Russa?” e “Sostieni il ripristino della Costituzione del 1992 e del relativo status della Repubblica di Crimea in Ucraina?” Tale seconda opzione si riferisce ad una legge che concede alla regione il diritto di determinare quanta autorità delegare a Kiev. Ciò permetterebbe alla Crimea di riprendersi la grande  autonomia che perse unilateralmente durante le varie revisioni costituzionali dal 1992. Anche in tal caso, la Crimea potrebbe stabilire autonomamente un nuovo accordo sulle basi militari russe e la Russia mantenervi le proprie truppe. Comunque, in Crimea le forze russe consolidano le loro posizioni, rendendo un ripensamento praticamente impossibile. Di fronte alla determinazione del Cremlino, sempre più osservatori occidentali iniziano a mettere in discussione le sanzioni che, per inciso, colpiscono anche l’economia occidentale. L’ex-segretario alla Difesa statunitense Robert Gates ritiene che tali misure non scoraggino la Russia, “Le sanzioni proposte, come limiti ai visti e potenziale congelamento dei beni di singoli individui, onestamente non hanno il minimo deterrente su Putin, a mio parere“. L’ex-segretario della Difesa concludeva dicendo che non c’è nulla che le potenze occidentali possano fare in Crimea: la “Crimea è andata!
Il ministero degli Esteri russo ha criticato governi e media occidentali per aver ignorato incidenti allarmanti in Ucraina, tra cui l’assalto a un raduno pro-russo nella città di Kharkov. Circa sette o otto persone mascherate hanno aggredito un raduno nel centro di Kharkov, in cui si invocava il referendum regionale sull’esempio di Crimea per l’adesione alla Russia. “Hanno minacciato di ucciderci. Mi sono coperto la testa, così hanno colpito le mani. Non abbiamo capito cosa stesse succedendo“, dichiara una delle vittime. Gli aggressori hanno sparato diversi colpi ferendo uno degli attivisti filo-russi. Il ministero degli Esteri russo ha inoltre citato la detenzione e la deportazione di sette giornalisti russi. I golpisti ucraini hanno vietato l’accesso al territorio ucraino a circa 3500 russi, tra cui 16 giornalisti. “Il silenzio vergognoso dei nostri partner occidentali, dei gruppi per i diritti umani e dei media stranieri è sconcertante“, dice la nota del ministero. Il 10 marzo il Cremlino ha annunciato che Putin, in una riunione con il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, “è stato informato sulla proposta di soluzione della situazione in Ucraina“, mentre il Cremlino prepara la sua offensiva diplomatica contro le potenze occidentali che cercano d’impedire l’adesione alla Russia della Crimea. “Contatti sono in corso in tutta Europa. Una serie di eventi internazionali ha avuto luogo, dove John Kerry, i ministri degli Esteri dei principali Paesi europei, Francia, Gran Bretagna, Germania, Italia, Spagna e l’alto rappresentante dell’Unione europea Ashton  hanno partecipato“. Il capo della diplomazia russa ha sottolineato di averli “incontrati tutti spiegando la nostra posizione ed esprimendo la volontà di continuare a cercare una soluzione comune che ci permetta di risolvere la situazione in Ucraina“, affermando che “nelle consultazioni multilaterali, i nostri partner hanno espresso il desiderio che noi e gli statunitensi lavorassimo direttamente per trovare un approccio accettabile per tutti“. Parlando al suo omologo statunitense, il ministro russo ha sottolineato che il problema è dovuto all’insistenza che i russi accettino l’impeachment del presidente dell’Ucraina, mentre il Cremlino denuncia il golpe e ciò che n’è derivato, “Tale formula non è particolarmente adatta a nostro avviso, perché presuppone l’esistenza di una controversia tra Russia e Ucraina e riconosce ciò che è accaduto a Kiev come un fatto compiuto“. Sergej Lavrov aveva invitato l’omologo statunitense in Russia, ma l’invito è stato declinato. Infine, Lavrov ha sottolineando che “in collaborazione con il Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa” ha cercato di trovare soluzioni “che tengano conto degli interessi di tutti gli ucraini, senza eccezione“, riferendosi agli ucraini russofoni.
Riguardo al “nuovo governo” a Kiev, secondo la revisione globale delle finanze di Julija Tymoshenko, effettuata nell’ambito di un’indagine dallo studio legale londinese Lawrence Graham, commissionata nel marzo 2013 dal legittimo governo ucraino di Janukovich, l’ex-prima ministra possiede 278 conti bancari in 26 Paesi, molti in banche inglesi. In totale si tratta di oltre 200 milioni di dollari sottratti alle casse dello Stato ucraino dalla metà degli anni ’90 in poi, quando Tymoshenko possedeva l’United Energy Systems che importava gas russo in Ucraina. Tutto ciò non ha nulla a che fare con la condanna poi subita da Tymoshenko. Nel 2004, l’ex-premier Pavel Lazarenko, prossimo di Tymoshenko, fu condannato per riciclaggio di denaro, furto e occultamento di fondi in conti esteri, venendo condannato ad otto anni in una prigione della California. Lazarenko riceveva denaro dalle società di Tymoshenko, tra cui l’United Energy Systems, in cambio Lazarenko, quando era premier dell’Ucraina, le favoriva presso gli enti statali e governativi. Tra i conti di Londra ce n’era uno riservato a Lazarenko, denominato appunto United Energy Systems, con 40 milioni di euro. Secondo un’”analista” legata all’imperialismo, Orisia Lutsevich, impiegata presso il circolo rodhesiano-atlantista Chatham House, “Dopo la rivoluzione arancione Tymoshenko non fece nulla per riformare l’economia e instaurare lo Stato di diritto. Invece si concentrò sulle lotte intestine nella coalizione arancione, per prepararsi alle presidenziali. La maggior parte delle persone di Majdan non ne chiedeva la liberazione“. “Ma i sostenitori salutano Tymoshenko quale eroina per il suo ruolo nella rivoluzione arancione del 2004 e la consideravano una prigioniera politica del governo Janukovich”. Nel frattempo, mentre il capo neonazista Jarosh controlla Kiev, Julija Tymoshenko è partita per la Germania per curare la sua “osteocondrosi”, male incurabile nei tre anni precedenti passati in galera; una “malattia” che non le aveva impedito di apparire sulla Majdan con tacchi da 20 centimetri. Arsenij Jatsenjuk invece è volato Washington con l’oro della banca centrale ucraina, ad incontrare Barack Obama, mentre non è chiaro dove si trovi il ministro battista Aleksandr Turchinov. A Dnepropetrovsk, i golpisti hanno nominato governatore l’oligarca israeliano Igor Kolomojskij, presidente del Consiglio europeo delle comunità ebraiche dal patrimonio personale di 3,654 miliardi di dollari. Il suo gruppo finanziario Privat controlla il canale televisivo 1+1 e la PrivatBank, ed è uno dei finanziatori di Euromajdan. La procura generale russa ha imposto l’amministrazione controllata delle filiali russe di PrivatBank. Il Partito Comunista della Federazione Russa ha chiesto al Procuratore Generale di Mosca d’indagare sui movimenti di tale banca, “perché finanzierebbe anche Pravij Sektor (Fazione Destra) che in Russia è considerata giustamente un’organizzazione terroristica”. Dulcis in fundo, il capo dell’organizzazione clerico-fascista Bratstvo (Fratellanza) Dmitrij Korchinskij ha detto che è necessario creare una “Ucraina cristiano-talebana“.

Fonti:
45e Nord
RussiaToday
Defense-Update
DW
Independent
KomTV
Moon of Alabama
RIAN
RIAN
RussiaToday
Strategika51

 

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