Terza bolla della storia o terza bufala dei mercati?

Per Socrate l’unica cosa era sapere di non sapere. Lo stesso si potrebbe dire dello scoppio di questa bolla che stiamo vivendo. Perchè c’è, lo si sa ma si sa anche che potrebbe essere gestita, proprio per evitarne lo scoppio. Che sarebbe disastroso.

Correzione, bolla, crac, nuovi massimi, record…Insomma termini abusati come minimo e sui quali ormai la tensione (e l’attenzione) sono molto alte. Troppe, tanto da far pensare a termini piuttosto abusati. Eppure di bolle in questo secolo, con relativi crolli, ce ne sarebbero stati parecchi.
Ad oggi, secondo Andrew Smithers presidente del Smithers&Co le azioni made in Usa sono per l’80% sopravvalutate. Non sarebbe il solo a dirlo visto che persino Janet Yellen ha ammesso il rischio in alcuni settori. E visto che di bolla de credito sono in parecchi a parlarne l’opinione non farebbe alcuno scalpore se non fosse per un dato in particolare: da quando c’è il monitoraggio, tutte le volte che oltre la metà del mercato azionario è stato sopravvalutato, dopo si è dovuto registrare un crash. Bolle che solo ne 1929 e nel 1999 potevano registrare livelli più alti degli attuali. E nelprimo caso sappiamo tutti cosa accadde. In altre parole secondo i dati di Smithers, ora siamo al centro della terza più grande bolla della storia. E potrà ancora crescere perchè tutto si sta predisponendo al meglio per una crescita ulteriore dei livelli già record delle valutazioni e degli indici. Quindi una bolla che c’è, si vede e si sente ma soprattutto non scoppierà domani.

Buona notizia? Sembra ironico ma la paura potrebbe essere un motivo che spinge a cavalcare l’onda della speculazione invece che evitarla, infatti si dovrebbe sempre prendere un respiro profondo e una pausa di riflessione durante la lettura di qualcosa di profondamente rialzista (o ribassista) ed evitare che l’adrenalina offuschi le capacità raziocinanti dell’individuo. O la sua avidità prenda il sopravvento.

-Fonte: http://www.trend-online.com/prp/bolla-mercati-bufala/#sthash.NhB4FudN.Ohid1vcq.dpuf

Commenta su Facebook