Di  Luciano Garofoli.

L’alone di mistero che aveva circondato, per ben tre anni, i maneggi più o meno oscuri e le trattative coperte da segreto atomico, sembra ormai chiarirsi. Sta nascendo la radiosa alba del nuovo Governo Mondiale sottoposto e dominato dalle élites economiche apolidi e transnazionali: siamo ad un passo dalla realizzazione della tanto agognata Grande Opera!

Greenpeace Netherlands ha pubblicato le 2458 pagine di documenti confidenziali chiarendo il pericolo che incombe come una camera a gas sui popoli dell’Europa.

Non sappiamo se la pubblicazione del documento sia frutto di una serie di casuali circostanze, oppure il medesimo sia arrivato alla filiazione olandese di  Greenpeace, grazie ad una “gola profonda”, oppure fornito da aderenti all’organizzazione, per semplice militanza e spirito di corpo.

 Quello che è evidente è che l’Unione Europea e gli USA intendono creare un mercato unico euro-americano costruito come un vestito su misura di alta sartoria, per le imprese transnazionali. La sua nascita sarà anomala: nessuno infatti, a livelli di alta dirigenza della Comunitaria Europea, pensa assolutamente di prendersi la briga di far esprimere, con il voto, i singoli popoli  che costituiscono parte integrante della Unione Europea. Essi,  in questo modo, diventano soltanto dei semplici spettatori delle loro rispettive esistenze.

Diciamocela tutta, con una fava si prenderanno due piccioni: si ratificherà un Trattato molto “indigesto” per tutti i popoli europei e dall’altra si cancellerà in maniera definitiva quell’ingombrante orpello che è la sovranità popolare strettamente connessa al suffragio universale diretto: cose diventate anacronistiche, dei ferri vecchi di cui le élites mondialiste devono liberarsi al più presto per avere mano libera nella realizzazione dei loro oscuri disegni.

Sir Ralf Dahrendorf già qualche annetto fa faceva notare la intrinseca e stridente contraddizione tra i concetti di democrazia e di libero mercato: l’una cosa esclude categoricamente l’altra. L’élite finanziaria non può essere limitata da leggi coercitive ed anti economiche, burocrazie asfissianti, controlli statali, confini di stato e peggio dogane che ostacolino il libero commercio e la giusta aspirazione delle sane compagnie trans nazionali, a raggiungere profitti sempre più alti  e benessere esclusivo delle upper class.

Per fortuna, nel mondo contemporaneo, è sempre più difficile nascondere a lungo dei segreti, grazie ai nuovi mezzi di comunicazione di massa, alla cultura della trasparenza ed  a coloro che lanciano l’allerta sui pericoli che incombono, mossi da scrupoli di carattere morale od umanitario e filantropico.

Secondo Greenpeace:

“il trattato metterebbe al centro del processo di decisione politica e legislativa gli interessi delle grandi imprese a scapito delle questioni ambientali e della pubblica sanità.”

Il TAFTA (acronimo Trans Atlantic Free Trade Agreement cioè Trattato Commerciale Tran Atlantico di libero scambio ) altro non è che un’ulteriore tappa verso la disintegrazione della sovranità politica delle varie nazioni. Sarebbe il debutto, finalmente, di quella tanto agognata società apolide, ànoma regolata e dominata da Sua Maestà il Mercato!

Le popolazioni insediate nel continente europeo sono entità sovrane e vivono secondo norme politiche consolidate nei secoli talora acquisite per amore o per forza o addirittura attraverso dei processi rivoluzionari. Stiamo forse assistendo alla sovversione della sovranità popolare da parte di coloro che sostengono i grandi interessi finanziari mondiali? Le frontiere sono delle barriere che essi intendono distruggere senza il benestare (consenso) delle grandi moltitudini che compongono i vari popoli, non tanto obbligandoli ad accettare queste cose, ma ignorando assolutamente il loro parere e la loro stessa esistenza.

I documenti resi pubblici da Greenpeace con più di cento osservazioni, che già conoscevamo, rivelano le grandissima debolezza del vecchio Continente nei confronti degli Amerikani.

L’Unione Europea, invano, si agita per cercare di strappare qualche concessione favorevole, quando invece gli USA sono inflessibili ed arroccati sulle loro posizioni, sicuri della loro forza, derivante non solo dalla supremazia politica, ma dalla potenza militare e dall’egemonia economica assoluta e totale. Gli europei  spererebbero di ottenere un maggiore accesso ai mercati americani, o anche il riconoscimento delle loro denominazioni d’origine controllate e garantite. Bella barzelletta: lo Zio Sam se ne infischia e non intende accordare una tale concessione ai suoi “partner” che forse sarebbe meglio chiamare “vassalli”, o peggio subordinati.

Allo stesso modo gli USA risultano estremamente chiusi nel non voler accettare standard assolutamente più rigidi riguardanti norme di protezione sanitaria in materia agricola e vogliono permettere alle loro multinazionali di poter citare in giudizio chi vogliono, sulla base di leggi amerikane, se esse ritengono di essere lese da una decisione presa da una nazione o peggio se gli stati ancora rimangono arroccati intorno al concetto della soppressione del principio di precauzione …

La ratifica del TAFTA sarebbe il de profundis per la sovranità degli Stati nazionali ed il debutto, in gran sfarzo del Governo Mondiale controllato dai grandissimi ed esigui gruppi economici ed anche la nascita della nuova Sovranità Finanziaria che sostituirà qualsiasi altra forma di sovranità: da quella politico statuale a quella monetaria (già da tempo questa espropriata ai popoli e graziosamente regalata  ai banchieri).

Lungi da assicurare la tanto decantata “prosperità universale” o addirittura  “la pace perpetua”, i golem giuridico economici contemporanei stanno preparando invece la nostra definitiva e totale schiavitù. Ma non erano questi i piani stilati già alla fine del 1500 da Comenius? Non era questa la società da lui prefigurata e guidata, tra la felicità di tutti, dagli Illuminati?

Al termine del vertice tenutosi ad Hannover il 25 aprile scorso tra il Presidente amerikano Obama, la Cancelliera del Reich Angela Merkel, il Premier inglese David Cameron, ed il Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, il Presidente Obama si è augurato che i negoziati riguardanti la ratifica del TAFTA possano concludersi  da qui alla fine del 2016.

Viene da chiedersi, perché mai tanta fretta?

In effetti siamo allo spirare del secondo mandato del Presidente, Obama vorrebbe chiudere la sua permanenza di soggiorno alla Casa Bianca con dei fuochi d’artificio, facendo vedere ai suoi Superiori Incogniti che lui ha portato a termine tutti i “compiti a casa” che gli erano stati assegnati, quindi è stato un buon “amministratore” ed un fedele servitore. C’è anche un’altra ragione che giustifica questa sollecitudine: il Congresso americano non sembra (cosa strana davvero) essere molto favorevole sia della ratifica del trattato Trans Pacifico che di quello Trans Atlantico: i due sono sostanzialmente speculari.

Con il delinearsi di una possibile vittoria di un personaggio “eclettico” come Donald Trump alla Convenzione del Partito Repubblicano per la nomina a candidato del GOP alla corsa per l’elezione presidenziale, verrebbe a mancare, in caso di vittoria repubblicana alle elezioni, la possibilità che il trattato passi.

La radiosa alba del NOVUS ORDO SECLORUM vedrebbe una brutta battuta d’arresto. Questo desta preoccupazioni negli esclusivi circoli mondialisti che ormai vedono la Grande Opera giunta in dirittura d’arrivo. Inoltre se gli europei sempre di più stremati dalla crisi economica  e dalla gestione ultra liberista dell’economia mondiale, cominciassero a volgere il proprio sguardo non più verso ovest e l’Atlantico, ma verso est e l’Eurasia?

Per il sogno amerikano di dominio mondiale basato sulla preponderanza dell’economia amerikana, per gli USA sarebbe la fine definitiva  e tombale della loro egemonia e conseguenzialmente la loro rovina in tutti i sensi.

Jacques Myard è deputato e sindaco di Maisson-Lafitte, oltre che Presidente de Cercle Nation e République ed anche membro del gruppo di Amicizia Francia Russia. Egli manifesta delle grosse perplessità sull’impianto del trattato oltre che nella maniera in cui esso è stato concepito e successivamente passato alla fase di realizzazione con negoziati relativi.

Myard afferma con candore, che ancora oggi, quasi alla vigilia della chiusura delle trattative, nessuno sa con precisione cosa davvero contenga questo oggetto misterioso: tutta la trattativa manca assolutamente di trasparenza e di informazione anche nei confronti dei soggetti che politicamente sarebbero preposti alla ratifica di questo trattato.

Il parlamentare francese così racconta:

“In commissione affari europei ho vivamente protestato contro le condizioni ultra restrittive che vengono imposte ai parlamentari per la consultazione dello stato di avanzamento delle trattative del trattato. La presa visione di questi documenti avviene in una sala sottoposta ad un grado di massima sicurezza. Ai parlamentari è fatto divieto assoluto di “copiare” documenti su chiavetta USB e possono prendere visione dei medesimi solo in presenza di un funzionario addetto alla sorveglianza e per un tempo estremamente limitato, i testi sono esclusivamente redatti in inglese. Ci troviamo davanti al paradosso che non sono più gli stati sovrani che danno mandato alla Commissione, ma la medesima tiene sotto il suo tallone ferreo gli Stati, essendo essa stessa, in maniera assoluta agli ordini ferrei di Washington”.

Quindi razionalmente che tipo di fretta ci può essere nel ratificare uno strumento politico di questo genere: e perché mai l’Europa dovrebbe prendere ordini dal Presidente degli Stati Uniti, in base a quale tipo di legislazione, o di accordi bilaterali, Presidente per di più alla fine del suo mandato politico?

Certa è una cosa che sia le trattative, sia la strategia politica di adesione è sotto la totale  ed assoluta volontà della Germania. Sono i tedeschi che premono, brigano ed hanno scelto a loro piacimento i negoziatori di questo tavolo diplomatico aperto con Washington. Se poi solo allarghiamo il campo d’indagine vediamo che il commercio internazionale, anche in un momento di crisi come quello che il mondo sta attraversando, marcia a ritmi di crescita del 7% annuo: a cosa serve dotarsi, viene spontaneo chiedersi, di un trattato che più che tale sembra un vero e proprio patto leonino?

Sì perché sotto traccia si intravvede anche la possibilità che il TAFTA venga approvato dal parlamento di Strasburgo e più che ratificato imposto senza recepimento con votazione dai vari parlamenti nazionali: sicuramente l’Italia accetterà questa procedura con tutti i media che saranno in campo ad osannare i grandi e “progressivi vantaggi” derivanti dall’accordo e poi, in chiosa, la formuletta magica sarà sempre la stessa: ce lo chiede l’Europa. Quindi cosa possiamo fare? Ubbidire e basta! In tutte le cose siamo sempre più realisti del re: i nostri ormai esangui interessi nazionali vengono sempre più sviliti, umiliati da una politica masochistica che ci vede sempre far primeggiare gli interessi altrui sui nostri. Mai nemmeno una volta chiediamo contropartite o vantaggi bilaterali siamo sempre prontissimi a firmare tutto quello che svilisca la nostra dignità nazionale ed i nostri sacrosanti interessi.[1]

Abbiamo assistito in Italia ad una censura quasi totale riguardo a questo accordo: in Francia, Polonia, Ungheria ed Austria, per citare degli esempi, se ne sta parlando con maggiore intensità ed attenzione già da molto tempo e con larga partecipazione dell’opinione pubblica noi abbiamo altre priorità: unione civili, verità per Regeni, come fare per accogliere più migranti! La stampa italiana ignora quasi del tutto l’argomento e quando ne parla assistiamo ad un quasi unanime peana di lode e di magnificenza del trattato. Le voci più entusiaste arrivano proprio da Confindustria (in teoria la parte che risulterebbe più lesa e vulnerabile da un accordo del genere) che ritiene, invece, questa una grossa opportunità per la nostra economia: cosa demenziale!

O peggio: da plotone di esecuzione!

Sembra che tra gli “ordini di servizio con priorità assoluta” per il governo Renzi usciti dalla riunione della Trilateral Commission, svoltasi a Roma, la priorità assoluta sia la ratifica da parte del Governo Italiota del TAFTA.

Un altro aspetto quanto mai inquietante è quello riguardante l’adeguamento delle norme sanitarie tra le due rive dell’Atlantico nei settori agricolo e industriale. Obama sostiene che le norme sarebbero innalzate.

Non è proprio così!

Per quanto riguarda il comparto agricolo ci sono dei forti dubbi sul pericolo concernente la qualità dei prodotti provenienti dagli USA che inonderebbero il mercato europeo. Tutti prodotti trattati con massicce dosi di agenti chimici od ormonali: per esempio l’uso massiccio di cloro nell’allevamento delle carni del comparto avicolo, oppure l’uso indiscriminato di ormoni che gli americani adoperano in quello dei bovini, o l’imposizione dei prodotti OMG, o dei semi non riutilizzabili per nuovi raccolti. Oppure anche il massiccio uso di prodotti vitaminici ed integratori nel settore delle paste secche e dei conservanti usati in svariati altri settori.

Altra cosa molto molto preoccupante è la pretesa americana dell’uso in maniera extraterritoriale delle leggi e del diritto statunitense il che comporta tutta una serie di gravissimi vulnus sia nei confronti dei vari diritti nazionali europei (quasi tutti rifacentesi allo ius romanus), sia anche nei confronti del Diritto internazionale o delle Genti.

Oltre Atlantico si sta imponendo la tendenza a travalicare le proprie competenze  giurisdizionali per imporre sanzioni assurde sia a società che a stati sovrani stranieri. I verdetti che escono da tali cause sono stranamente sempre favorevoli alle società o alle istituzioni americane e le sanzioni imposte dai tribunali USA sono diventati un mezzo efficace per fare cassa ed aiutare così a tappare buchi o voragini di bilancio.

Gli USA stanno stravolgendo e letteralmente facendo a pezzi la consuetudine dell’applicazione del Diritto Internazionale.

Per il perseguimento dei loro interessi strategici, militari ed economici vogliono applicare le loro aberrazioni legislative come il diritto di autodifesa preventiva, o il blocco ed il congelamento i beni di governi esteri in tutto il mondo, quando questi confliggano con gli interessi nazionali statunitensi applicati anche in maniera retroattiva su istanza di Fondi spazzatura o di istituzioni finanziarie amerikane (a questo proposito citiamo il sequestro di navi argentine in Africa ed in America per  garantirsi un maggior tasso di interessi sul debito pubblico del paese sud americano rinegoziato con il FMI vere e proprie prevaricazioni ed abusi mascherati da legalità).

Attualmente però comincia a profilarsi una forte opposizione alla stipula del trattato addirittura da parte del Congresso: se infatti la maggioranza non fosse più che qualificata e corposa, gli Stati che compongono l’Unione, non applicherebbero le norme. E ciò dopo tutte le pressioni e i ricatti esercitati sugli europei sarebbe davvero per questi ultimi fare la figura dei servetti sempre proni davanti al padrone amerikano!! Ovviamente se questo avvenisse che senso avrebbe da parte dell’Unione Europea ratificarlo ed imporlo ai consociati?

Pensate che persino Hollande alla vigilia dell’incontro di Hannover, ha dichiarato che nel vertice si sarebbero affrontati dei grandi temi di carattere internazionale, ma ha poi aggiunto che il tema del TAFTA non lo avrebbe affrontato in quanto molto impopolare.

Il che detto da uno come lui così pronto a seguire o ad anticipare addirittura facendo da apripista, tutti i desiderata della politica estera statunitense  è davvero il colmo. Questo tipo di atteggiamento mostra il rifiuto di Hollande di comportarsi da Capo di stato che affronta i problemi e le tematiche in un’ottica di salvaguardia dei suoi interessi nazionali. Eppure caro Monsieur le President sarebbe arrivato il momento di parlare in maniera chiara e guardando dritti negli occhi gli amerikani ponendo dei limiti seri alla loro tracotanza ed arrogante sicumera ed arginando, con ogni mezzo possibile, il loro paranoico e smisurato delirio di potenza. Ma anche per la Francia Repubblicana ormai la politica di indipendenza del generale De Gaulle è solo un pietoso, ingombrante e vergognoso ricordo!

Luciano Garofoli

[1] Un esempio su tutti: quando mai si è vista una nazione ordinare ad una nave privata, navigante in acque internazionali di tornare indietro e di attraccare in un porto (nella fattispecie pratica indiano) straniero e consegnare due suoi militari, poi far passare degli anni prima di intrapprendere la via di un arbitrato internazionale? Talvolta c’è da chiedersi se i nostri governanti non siano dei decerebrati!

Da Blondet & Friends

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