Di Tonguessy per Appello al Popolo

 Lo studio storico del cristianesimo ci offre una straordinaria possibilità: capire come un credo possa diventare la più grande forza politica occidentale. Perchè è sciocco pensare che la chiesa di San Pietro e Paolo non abbia acquisito prima ed usato poi il potere durante questi due millenni.

Se fino al II secolo esistevano numerosi vangeli che differivano anche pesantemente da quelli odierni ufficialmente riconosciuti, dopo il concilio di Nicea (325) si cominciò a strutturare la teologia cristiana secondo rigidi protocolli che misero all’angolo praticamente tutte le eresie creando nel contempo una gerarchia verticale (vescovi, preti e diaconi) che dettava le proprie regole e le faceva rispettare.

Intendo quindi soffermarmi sul rapporto tra la cristianità gerarchizzata ed una particolare eresia: il movimento degli gnostici.

Solo la recente scoperta dei rotoli di Nag Hammadi ha permesso al mondo di avere notizie di prima mano su questo interessantissimo movimento religioso. Dimenticati per quasi 1600 anni, i vangeli gnostici sono ritornati di pubblico dominio solo nel 1945, quando vennero trovati per caso in una grotta dell’alto Egitto. Fino ad allora le uniche informazioni disponibili facevano riferimento agli strali dei vescovi loro avversari cristiani che vedevano nello gnosticismo un “abisso di follia e bestemmia contro Cristo” (Ireneo di Lione nel suo Adversus haereses) al punto di ordinare la distruzione di tutti i loro testi sacri. Purtroppo per la chiesa papale qualcuno pensò bene di sottrarre quelle preziosi testimonianze dalle grinfie della stupidità e affidarle al Tempo.

Non intendo qui discettare sul fascino profondo che questo movimento eretico ha esercitato nel corso della sua intermittente esistenza. Ireneo si trovò a combattere “l’insorgere dello gnosticismo in ambito cristiano, la prima eresia in possesso di un buon impianto dottrinale che affascinava molti cristiani colti” [1] proprio per evitare che tale fascino avesse un peso eccessivo nella teologia cristiana e nelle sue strutture gerarchiche. Scomparvero quindi i primi gnostici per riapparire secoli dopo in Francia e riaprire la questione del fascino delle eresie al punto che Innocenzo III organizzò delle crociate prima e l’Inquisizione dopo per sterminarli nuovamente. “In questi decenni (del XIII sec. Ndr)… si andava formando il primo nucleo dell’organizzazione inquisitoriale” [2]

Voglio invece soffermarmi sui meccanismi che portarono per due volte una parte della cristianità a sopraffare violentemente un’altra parte, e se tali meccanismi sono replicabili e funzionali anche al giorno d’oggi. Ovvero su come sia strutturato certo potere.

Occorre mettere bene in chiaro che il Potere è storicamente un servizio reso alla collettività. Che fosse un capo tribù o uno shamano, l’uomo di potere dell’antichità aveva più svantaggi che vantaggi. Cosa confermata leggendo la biografia di Fools Crow, il più autorevole shamano del secolo scorso morto in miseria dopo avere passato la vita a servire la propria gente, che rappresenta un raro caso di uomo di potere svincolato dai meccanismi del potere moderno (che troppo spesso è sinonimo di abuso).

Le cose per gli uomini di potere cambiarono radicalmente con l’avvento dell’agricoltura che diede loro dei compiti precisi tra cui creare quell’ideologia o teologia che giustificasse il loro ruolo accentratore e la conseguente stratificazione sociale. [3]

Il rapporto tra chiesa centrale e gnostici ci permette di analizzare come e perchè ciò avviene. Il cristianesimo contemporaneo, diversificato e complesso che oggi conosciamo è -forse- in realtà più unanime delle chiese cristiane del I e II secolo. A partire da allora quasi tutti i cristiani -cattolici, protestanti o ortodossi- hanno condiviso tre premesse di base. Primo, accettano il canone del Nuovo Testamento; secondo, professano il credo apostolico; terzo, sostengono forme specifiche di istituzione ecclesiale. Ma queste premesse videro la luce solo verso la fine del II secolo. [4]

I cristiani contemporanei di Ireneo professavano credenze e pratiche religiose spesso radicalmente differenti, ed erano organizzate in modi altrettanti difformi. Per averne un’idea scorrete queste liste:

http://www.eresie.it/it/Apostoli_Donatismo.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Dottrine_cristologiche_dei_primi_secoli

Evidentemente esistevano vari modi per interpretare il messaggio di Cristo, e questo era un serio problema per la creazione di una elite che potesse garantire la supremazia di un ceto (e di una interpretazione dottrinale) rispetto ad altri. Occorreva quindi trovare un metodo per mettere a tacere quelle voci dissonanti.

Gli gnostici di allora, al contrario, erano essenzialmente anarchici e professavano, diversamente dai loro avversari centralisti, metodi e credenze molto differenti, segno della raggiunta maturità spirituale. Ireneo sottolinea come “nessuno è considerato iniziato (maturo) tra loro se non sviluppa qualche enorme invenzione”( Adversus haereses).

Il maestro gnostico Eracleone, ad esempio, afferma che “dapprima si crede per testimonianza altrui” ma poi “si arriva a credere alla verità stessa” (Commentarium in Johannes). Ovviamente tale licenza interpretativa mal si addice a qualsiasi struttura centralista che vive e prospera sull’unicità interpretativa. Occorreva quindi riportare tutta la discussione nell’alveo di qualche dimostrabile teorema universalmente riconoscibile. Bisognava “oggettivare” i canoni per eliminare il soggettivismo gnostico ed ogni difformità interpretativa. La scelta operata cadde sulla resurrezione.

Tertulliano definisce la posizione ortodossa: “ogni credente sperimenterà la resurrezione della carne come Cristo, intimando: bisogna crederci, perchè è assurdo!” (De carne Christi). Conseguentemente chiunque neghi la resurrezione della carne è un eretico, non un cristiano.

Tale dichiarazione di guerra nei confronti di chi crede in modi differenti porta con sé una conseguenza fondamentale: la leadership esclusiva è sostenuta avvallando la successione apostolica dei vescovi. Fu infatti Pietro, secondo la tradizione, il primo testimone della resurrezione e quindi il riconosciuto capo della chiesa. Viene così posta una netta linea di demarcazione tra le varie interpretazioni basandosi unicamente su un dettaglio che, ripeto, se non conforme alla tradizione apostolica diventa eresia. Ciò che gli apostoli scrissero e che non è in alcun modo verificabile a posteriori andava consegnato alle generazioni successive come metodo e valore interpretativo. Sul valore esiste una serie di ottime letture, mentre sul metodo si sottolinea come da ormai 2000 anni l’affidarsi alle gerarchie ecclesiastiche per “vedere il Signore” non sia nient’altro che un sistema di accentramento di potere. L’esatto contrario di ciò che professavano gli gnostici, secondo cui ognuno può “vedere il Signore” (Signore che magari preti e vescovi ignoravano) e l’autorità del suo insegnamento non può essere sclerotizzata all’interno di strutture gerarchiche ma deve restare spontanea, carismatica ed aperta.[5]

La battaglia quindi tra i fondamenti del sistema ortodosso -dottrina, rito e gerarchia- e quelli spontanei ad anarchici dello gnosticismo nascondeva la lotta per il potere e, più nello specifico, la guerra sul senso stesso di potere: accumulo di privilegi contro servizio reso.

Se la chiesa è diventata ciò che abbiamo conosciuto è perchè si è organizzata in un certo modo. La cultura gnostica non prevedeva quel tipo di organizzazione e se fosse sopravvissuta forse avrebbe minato il brillante risultato politico ottenuto. Occorreva quindi eliminarli, dimostrando così di essere guidati da Dio in persona. Famosa la frase del legato pontificio Arnaud Amaury che, durante il massacro di Beziers, così apostrofava chi non sapeva distinguere gli eretici Catari dai fedeli : “Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i suoi”.

Ogni struttura di potere moderno (ed in ovvia contrapposizione con il potere-servizio) si fonda su strutture interpretative analoghe che servono ad un duplice scopo: identificare amici e nemici, e sostenere la propria burocrazia, ovvero la propria struttura di potere.

“Proprio perché non riesce più a detestare le altre religioni, perché le comprende, il cristianesimo è finito: manca sempre più di quella vitalità da cui procede l’intolleranza. E l’intolleranza era la sua ragione d’essere. Per sua disgrazia ha cessato di essere mostruoso”. E. Cioran

Note

[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Ireneo_di_Lione

[2]F.Cardini-M.Montesano “La lunga storia dell’inquisizione” pg.20

[3]http://www.appelloalpopolo.it/?p=3533

[4]E. Pagels “I vangeli gnostici” pg25

[5]E. Pagels “I vangeli gnostici” pg69

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