Vicenza, 13 giugno 2014 - Foto di Eros Papadakis

Si è svolto a Vicenza il 13 giugno scorso l’incontro organizzato dall’Associazione italo ellenica A.C.I.E.V dal titolo: “La Grecia al tempo della crisi, origini,situazione attuale e prospettive”.
L’appuntamento è stato aperto da Yorgos Papadakis, Presidente dell’associazione e ha visto la partecipazione di Monia Benini, scrittrice e Dimitrios Deliolanis, giornalista, già corrispondente di ERT, la tv di stato greca, bruscamente chiusa un anno fa.

Dimitris Deliolanis ha raccontato come improvvisamente gli schermi della televisione pubblica siano stati oscurati, mentre i cittadini vivevano smarriti la situazione, dal momento che generalmente un simile provvedimento viene assunto quando è in atto un colpo di stato. Il giornalista ha inoltre fornito dati impressionanti sull’attuale debito pubblico greco, salito sino al 175% del PIL, in ragione del quale si comincia già a parlare negli ambienti istituzionali di un nuovo haircut, ovvero di una nuova manovra, dunque, per evitare il fallimento tecnico. Il deficit attuale greco, inoltre, ha raggiunto i 7,7 miliardi di euro e la troika prevede sia necessaria una nuova ondata di 11.000 licenziamenti di dipendenti pubblici (tenendo conto che la Grecia ha 1/6 degli abitanti dell’Italia).

Monia Benini ha invece ricordato la drammatica situazione nelle scuole e negli ospedali, fra bambini denutriti e mancanza di medicinali o addirittura rifiuto di fornire cure a chi – privo dell’assistenza sanitaria perché disoccupato – non ha i soldi necessari per essere accolto nei nosocomi. E ancora la scrittrice ha riportato le testimonianze di chi è stato costretto a decidere di lasciare i figli in orfanotrofi per garantirgli cibo e riparo durante l’inverno, o le scene fra le vie di Atene di chi si è visto portar via la casa o delle bambine di 9-10 anni che si prostituiscono per racimolare qualche spicciolo per poter mangiare.
Un panorama dunque che fotografa una Grecia ancora a tinte drammaticamente cupe, mentre i vari provvedimenti e le misure imposte dalla troika (Banca Centrale Europea, Commissione Europea, Fondo Monetario Internazionale) attraverso i Memorandum d’Intesa hanno prodotto un ulteriore aggravamento della tragedia del popolo ellenico.

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