by S. Kahani

Un recente rapporto rilasciato dal Sindacato palestinese dei giornalisti e degli operatori dei media ha evidenziato ben 18 casi di aggressione contro reporter nello svolgimento delle loro funzioni soltanto nel mese di luglio: la maggior parte di essi, ovviamente, sono imputati a forze militari e di polizia dell’occupazione israeliana ma, nel novero, non mancano nemmeno abusi e violenze perpetrate dalla Fazione Fatah, che governa ‘de facto’ la Cisgiordania dopo il suo fallito Colpo di Stato del 2007 contro Hamas.”Israele ha intensificato drasticamente i comportamenti violenti contro i reporter palestinesi, prendendoli deliberatamente di mira per evitare che possano diffondere foto e immagini della brutale repressione attuata in Cisgiordania”, ha commentato Omar Nazzal, rappresentante del Sindacato; “L’attacco più grave si é avuto a fine mese contro Moheeb al-Barghouti(foto), pestato selvaggiamente dagli israeliani mentre riprendeva immagini di una protesta vicino a Ramalla, nel villaggio di Nabil Saleh”.

“Anche se non bisogna smettere di menzionare gli attacchi delle forze di Abu Mazen e di Fayyad, bisogna notare che, se pochi anni fa essi erano quasi pari come frequenza e violenza a quelli israeliani, oggi i sionisti superano di molto i loro lacché locali, la nuova ondata di violenza contro i media viene da Tel Aviv e corrisponde all’implementazione di una precisa politica: ‘il mondo non deve sapere'”. Nazzal ha dichiarato che, nonostante aggressioni e minacce, da qualunque parte vengano, i reporter e giornalisti palestinesi continueranno nella loro missione, trasmettendo ovunque le immagini e le testimonianze della brutalità israeliana, della codardia dei collaborazionisti palestinesi e della sofferenza tragica della popolazione di Gaza e Cisgiordania.

Fonte: Palestina Felix.blogspot.com

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