Ieri [31 marzo 2012 NDR] la Corte Costituzionale, che lavorava da più di un anno su questo delicatissimo tema, ha dichiarato con voto unanime l’incostituzionalità dei Patti Lateranensi. La sentenza è in stampa sulla Gazzetta Ufficialedella Repubblica Italiana.

I Patti Lateranensi, unico caso di accordo con uno Stato estero inserito nella Costituzione di un paese democratico, sono previsti dall’art. 7 della Costituzione della Repubblica Italiana: “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale”. Da alcune indiscrezioni sembra che il problema ravvisato dalla Corte sia l’evidente contrasto fra quanto stabilito dai Patti Lateranensi e l’articolo 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…”.

Il problema che sorge è  la posizione che prenderà il Vaticano; infatti, come prevede l’articolo 7 della Costituzione, “le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale”: ciò significa che le modifiche bilaterali possono essere adottate con legge ordinaria, mentre, argomentando a contrario, quelle unilaterali richiedono il procedimento aggravato ex art. 138 Cost. Pertanto, a meno che non contrastino con i principi supremi dell’ordinamento, le disposizioni dei Patti Lateranensi devono essere modificate col procedimento ordinario nel caso ci sia mutuo consenso fra Stato e Chiesa, con il procedimento aggravato proprio delle leggi costituzionali nel caso sia lo Stato unilateralmente a modificare il testo dell’atto. E’ stata questa evidentemente la posizione presa dalla Corte Costituzionale, che ha ravvisato una palese e grave incompatibilità nello status dei patti che rappresenta un vulnus insanabile nei confronti dei principi di libertà e di uguaglianza insiti nella Costituzione.

E’ ovvio che il Vaticano potrebbe rifiutarsi di recepire questa sentenza, iniziando una lunga diatriba giuridica con lo Stato italiano. Ne avrebbe la forza, il coraggio e la volontà? E se non accettasse? Una possibile dichiarazione di guerra dello stato del Vaticano contro lo stato italiano fa sorridere, ma non sarebbe impossibile. Si ricorda che, come dice l’articolo137 della Costituzione “Contro le decisioni della Corte Costituzionale non è ammessa alcuna impugnazione”Questo vuol dire cha la sentenza oramai è legge e non può essere impugnata né modificata, a meno appunto di una revisione costituzionale che richiederebbe in questo caso anni di lavori.

Gli effetti della sentenza saranno sconvolgenti per tutta la società italiana; secondo l’articolo136 della Costituzione “Quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale di  una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione…”
Gli effetti saranno quindi immediati. Abbiamo chiesto ad alcuni costituzionalisti un parere sulle possibili conseguenze. La prima sarà la nullità, per lo Stato italiano, di tutti i matrimoni che verranno celebrati in Chiesa. Da domani avranno valore civile solo quelli celebrati da un funzionario dello Stato italiano o da un suo delegato. Vengono cancellate anche tutte le norme che regolano i trattamenti economici di favore e le esenzioni fiscali nei confronti di enti, istituzioni o associazioni facenti riferimento alla Chiesa cattolica. Spariscono anche le norme che  regolano l’attribuzione dell’8 per mille. Il parere di un insigne giurista, che  desidera restare anonimo, è che i fondi dell’8 per mille già da quest’anno verranno assegnati rispettando la volontà dei cittadini: il gettito verrà quindi devoluto alla Chiesa cattolica o ad altre Chiese solo in base al numero di cittadini che avranno espresso esplicitamente questo desiderio. Si ricorda che attualmente anche l’8 per mille dell’Irpef di chi non firma, dei pensionati e di altri contribuenti esonerati dalla dichiarazione dei redditi (in totale circa il 60 per cento dei contribuenti), viene comunque redistribuito.  Questo significherà una perdita per il Vaticano, a favore dello Stato italiano, di quasi un miliardo di euro ogni anno. Scomparirà anche la cosiddetta “ora di religione”, diventando un’ora che ogni scuola potrà dedicare alle attività curricolari che riterrà più consone e utili all’insegnamento. Le Scuole private confessionali, in assenza dei sostanziosi contributi diretti o indiretti loro concessi,  saranno costrette a rivedere le rette che i loro alunni dovranno versare a partire dal prossimo anno scolastico.

Al  momento non si hanno ancora dichiarazioni ufficiali, sembra che Oltretevere regni una calma da taluni dichiarata molto preoccupante, mentre i leader e gli addetti stampa dei maggiori partiti politici hanno  rifiutato di rilasciare qualunque dichiarazione. E’ evidente che ognuno sta aspettando la prima mossa degli altri, in un ridicolo quanto penoso tentativo di salvarsi la faccia e non perdere elettori. Il presidente del Consiglio, in una nota riservata, ha dichiarato che, ritenendosi un servitore dello Stato, intende semplicemente proseguire il suo lavoro nel rispetto delle leggi e della Costituzione italiana.

http://www.cronachelaiche.it/2012/04/sentenza-shock-la-consulta-dichiara-incostituzionali-i-patti-lateranensi/

Tratto da: Sentenza shock: la Consulta dichiara incostituzionali i Patti Lateranensi | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/04/01/sentenza-shock-la-consulta-dichiara-incostituzionali-i-patti-lateranensi/#ixzz1qofIvIet

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