Il giornalista di Servizio Pubblico diffonde il nome e il luogo dell’abitazione del sospettato su Twitter

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ruotolo tweet Ruotolo mette alla gogna il falso killer di Brindisi ma il web non perdonaGaleotto fu il tweet e chi lo scrisse. Eppure lo insegnano nelle scuole di giornalismo. Rispettare la privacy delle persone. Insegnano anche che un sospettato non è indagato né tantomeno colpevole. Ma a volte i giornalisti dimenticano le poche basilari regole deontologiche. Da rispettare anche sul web.

La deontologia sotto i piedi. In Questura a Brindisi c’era un sospettato per la bomba nella scuola. Si chiama Claudio Strada. Colpevole di nulla, si scoprirà dopo poche ore. Ma il giornalista 2.0 non poteva evitare di twittare. Cosa? Il nome del sospettato: “Il cognome sarebbe Strada. Il sospettato si chiamerebbe Claudio. Il fratello che sarebbe in questura M.”, scrive Sandro Ruotolo, giornalista di lungo corso e braccio destro di Michele Santoro, mentre il sig. Strada veniva interrogato dagli inquirenti. Perché citare il nome di questa persona? Forse per far vedere al mondo che in fondo a quasi 60 anni, si è ancora capaci di fare i cronisti. Ma la privacy e l’incolumità delle persone? Quella non conta.

“Il Derrick dei morti di fame”. Il segugio Ruotolo non molla la sua preda e continua a twittare: “Quartiere popolare. Lui mano offesa. Vive con il fratello e una signora. All’ultimo piano di un palazzo. Edilizia popolare”. E qualcuno gli fa notare che forse forse ora sta un po’ esagerando e che si rischia un linciaggio, non solo mediatico. Ma il baffuto giornalista non molla: “Abita qui il sospettato della strage di Brindisi”, e pubblica la foto della palazzina. “Ho fatto vedere il volto scoperto dell’uomo che aziona il telecomando ad un suo vicino di casa che era titubante: si può essere lui”. Poi arriva il rilascio dei due sospettati e Ruotolo scrive freddo: “Prima l’ex militare ora l’uomo con la mano offesa. Dopo i riscontri, i sospetti tornano liberi. Non ci sono indagati per ora”. La parola “scusatemi” non la conosce. Solo il giorno successivo, dopo essere stato subissato da critiche su Twitter (qualcuno lo dfinisce “il Derrick dei morti di fame”), scrive: “Accolgo i vostri rilievi ma tutti sapevano. La mia intenzione era di raccontare i fatti. Mi dispiace di aver ferito sensibilità”. Chissà se avrà chiesto scusa anche al sig. Strada.

Fonte: http://www.dirittodicritica.com/2012/05/23/ruotolo-killer-brindisi-38543/

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