pubblicata da Simonetta Zandiri il giorno venerdì 15 aprile 2011 alle ore 0.17

Vittorio Arrigoni, il noto attivista italiano dell’Ism, che vive a Gaza ormai da anni, è stato rapito oggi, a quanto dicono le fonti ufficiali,  da un gruppo salafita, denominatosi “Hisham as-Su’eidani”, alias Abu al-Walid al-Muqaddisi: http://www.youtube.com/watch?v=gCyA7A4pDXc&feature=youtu.be

 Di seguito il comunicato emesso in serata da InfoPal: 

              Dal messaggio diramato nel sito, sembra che Vittorio sia in mano a un gruppo salafita legato ad al-Qa’ida. 

Il video mostra Vittorio bendato e con delle abrasioni. Il testo del messaggio minaccia l’uccisione dell’attivista entro le prossime 30 ore (domani, venerdì, alle ore 16) se il governo Hamas non rilascerà dei salafiti rinchiusi in carcere. 

Il ministero degli Interni del governo di Gaza ha confermato la notizia e ha fatto sapere di aver avviato le ricerche, ma non ha escluso che il sequestro coinvolga realtà esterne alla Striscia di Gaza.

Al-Qa’ida a Gaza? Fonti ufficiali del governo di Gaza hanno dichiarato alla nostra redazione che non esiste alcuna organizzazione legata ad al-Qa’ida a Gaza, ma si tratterebbe, invece, di una realtà creata dall’intelligence israeliana per fomentare conflitti interni a Gaza, che si avvale di “manovalanza” locale, indottrinata e convinta di rappresentare il network di Bin Laden.

“Tutti i gazesi sanno che questa organizzazione non esiste davvero – ci ha spiegato un collega al telefono -. Ci sono degli individui che si dichiarano suoi aderenti, ma il regista è Israele. Questo gruppo ‘salafita’ ha rapito Arrigoni per chiedere la liberazione di loro commilitoni imprigionati. Ma perché proprio un occidentale? Un italiano? Piuttosto, per far pressioni sul governo di Gaza, avrebbero potuto rapire un militante o dirigente di Hamas.

Purtroppo, noi temiamo che dietro ci sia Israele, che vuole spaventare gli attivisti della Freedom Flotilla2, in partenza il mese prossimo. C’è molta rabbia tra la gente di Gaza: tutti conoscono e apprezzano Vittorio”.

Questo è il primo rapimento a Gaza, dopo quello di Alan Johnston (si legga: http://www.infopal.it/leggi.php?id=4737http://www.infopal.it/leggi.php?id=5727http://www.infopal.it/leggi.php?id=5189)

Fonti all’interno della Freedom Flotilla2 hanno dichiarato all’agenzia Safa di “non escludere che ci sia Israele dietro il rapimento di Vittorio Arrigoni: può trattarsi di un piano per fare pressione sugli attivisti, e sulle varie organizzazioni in Europa impegnate nel tentativo di rompere l’assedio su Gaza, che dura da cinque anni. Due giorni fa, il primo ministro italiano, stretto collaboratore di Israele, ha dichiarato che lavorerà per impedire la partenza della flotta della libertà dall’Europa”.

Sempre su Safa, le stesse fonti hanno aggiunto che “questi trucchi non saranno un deterrente per il nostro lavoro umanitario per rompere l’assedio di 1,7 milioni di palestinesi intrappolati, e le cui condizioni di vita sono pessime.

“Se l’obiettivo del rapimento di Vittorio era di fare pressioni sul fronte palestinese (sul governo di Gaza che ha incarcerato alcuni militanti del gruppo salafita, ndr), perché non hanno sequestrato dei membri di Hamas? Ecco perché siamo portati ad accusare Israele del rapimento”.

Il governo di Gaza ha fatto sapere che sta facendo di tutto per liberare Arrigoni. In queste ore sono in corso retate presso le sedi di gruppi fondamentalisti.

Altre info: http://www.repubblica.it/esteri/2011/04/14/news/gaza_rapito_volontario_italiano-14944673/

Fonte: http://www.infopal.it/leggi.php?id=18080

Mandiamo un’email, tutti, a questi indirizzi:

unita.crisi@esteri.it

ministero.affariesteri@cert.esteri.it

ministrofrattini.segreteria@cert.esteri.it

gabinetto.ministro@cert.esteri.it

Oggetto: Libertà per VITTORIO ARRIGONI

TESTO: Vittorio Arrigoni è stato rapito.

La rivendicazione è di un gruppo salafita non meglio identificato. 

Noi non crediamo a questa rivendicazione. 

Siamo gravemente preoccupati per la sorte del nostro amico e compagno Vittorio, di cui conosciamo il coraggio, l’umanità, l’abnegazione.

Gli dobbiamo molto: quello che ci ha raccontato, in questi anni, la sua testimonianza, sono stati preziosi per capire la ferocia dell’aggressione israeliana contro Gaza.

Per questo, anche, non crediamo che combattenti islamici, comunque schierati, possano aver progettato di colpire chi ha difeso la causa del popolo palestinese a rischio della propria vita.

Chiediamo al governo italiano e all’Europa di utilizzare tutti i canali disponibili perché la vita di Vittorio Arrigoni sia salvata.

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