Aleksandr Artamonov – NovorossiaReseau International 9 agosto 2015

Uno degli aspetti machiavellici dell’embargo occidentale è il loro uso per invertire le responsabilità delle conseguenze. Le sanzioni inevitabilmente conducono a scarsità e talvolta fame ed estrema povertà. Ciò serve agli autori delle sanzioni per incolparne i dirigenti del Paese sanzionato ed ha sempre funzionato in passato, ed ciò che si cerca di fare oggi con la Russia. Quindi Putin sarà presentato come affamatore del proprio popolo. (RI)putine-sanctionsI russi distruggono i prodotti alimentari importati dall’occidente. Questa notizia ha scosso i cuori sensibili degli occidentali che improvvisamente si strappano i tre capelli rimastigli sulla zucca. Immaginate il disastro proclamato e sottolineato dalla stampa occidentale, francese, statunitense, svizzera, austriaca, tedesca e così via! Mentre poveri disgraziati slavi vivono nella miseria più abietta, il governo di Putin ama schiacciare il roquefort con ilbulldozer! Inoltre, non fermandosi davanti a nulla, questo dittatore rosso attacca il chorrizoe il parmigiano! Decisamente l’Apocalisse non è lontana e il tono è più che patetico. Le foto scattate da squadre di giornalisti francesi e svizzeri ci mostrano in modo assai dettagliato le pittoresche povere (ed eterne vedendole da lustri) babushka dalle facce cupe condividere ciò che crediamo essere aiuti alimentari dall’occidente. Il tono dell’indecenza sale. Leggendo tali articoli ci sarebbe la fame in Russia davanti alle telecamere. Uno dei periodici svizzeri ha anche evidenziato certe statistiche; sembrerebbe che un sesto della popolazione russa sia sotto il livello di povertà più assoluta. Qualsiasi filisteo chiuderebbe il giornale con la ferma convinzione di avere, nella persona di Putin, un dittatore sanguinario che rifiuta i prodotti agricoli offerti quale manna dal cielo dai buoni samaritani occidentali. Per chiarire le cose propongo, da buon cartesiano, di sezionare alcuni elementi che potrebbero permettere di vederci più chiaro. Il livello di povertà della popolazione russa dovrebbe anche essere proporzionato a lavatrici, automobili, ferri da stiro e beni di consumo durevoli prodotti ed acquistati dai russi. Forzandomi a constatare, per il dispiacere dei mestatori, che non solo la vendita di questi prodotti è, da quasi 15 anni, in aumento significativo, secondo le statistiche dell’anno precedente ma, ancora più importante, sono sempre più sostituiti da prodotti locali. Cito ad esempio le automobili. Cinque anni fa era assai impopolare a Mosca avere auto nazionali, ma le Lada oggi sono molto ambite dalla popolazione russa perché il prezzo è molto più competitivo e la qualità perfettamente europea, soprattutto dopo l’acquisizione della quota di maggioranza dalla Renault. Lo stesso vale per i 4×4. Se 8 anni fa si preferiva girare in Land Rover Discovery, oggi non c’è alcun aspetto negativo nell’acquistare l’UAZ Patriot, che costa un terzo della bagnarola inglese. Quindi, in conclusione, dedurrei che non solo la popolazione continua a consumare sempre più beni di consumo durevoli, ma anche sempre più prodotti nazionali. Negli alimentari è noto che i prezzi sono poco convenienti per il carrello del cosiddetto cittadino comune. Un vinello francese come Chardonnay o Merlot viene venduto cinque volte il prezzo in Francia, con un margine di oltre 400%; semplicemente confrontandolo con il margine standard in Francia, si capisce chi paga gli articoli dei nostri colleghi francesi, tedeschi e svizzeri. Inoltre, molto spesso i cibi contengono organismi geneticamente modificati. Se si perora la causa di tali prodotti ritenendoli salutari, mi si dica perché ci sono così tanti bambini con la sindrome di Down in Francia (uno dei più alti tassi al mondo). E che fine ha fatto la famosa bellezza francese? Non sorprendetevi del cambiamento: l’uomo è ciò che consuma. Se si mangia sano, i vostri bambini saranno sani e belli! Se si mangiano prodotti sintetici, il corpo ne soffrirà e si avranno deformazioni genetiche che colpiranno anche l’aspetto fisico dell’etnia. Se lo sospettate, osservate i giapponesi: da quando hanno cambiato la struttura dei consumi alimentari, le loro taglie aumentano. Così la Russia, naturalmente, è grata a Bruxelles per essere così preoccupata del suo stato di salute fragile e precario. Ma si sa che da oltre 100 anni i russi non solo sopravvivono ma si moltiplicano pure. Riguardo gli interessi di certi corrotti mercanti di alimentari, devono solo ripiegare su altri mercati lucrativi, se li trovano!

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

[Potete aiutare i blogger a sopravvivere anche con una piccolissima donazione di 1€ ciascuno]
L’informazione libera non può accedere ai finanziamenti statali ma vive di pubblicità… USALA




Commenta su Facebook