Di Fabrizio Fiorini

La bomba atomica possiede una caratteristica che – se non si trattasse di un formidabile strumento di distruzione – potremmo definire meravigliosa. E’infatti da una reazione che avviene nell’infinitamente piccolo (la rottura delnucleo dell’atomo) che si sprigiona una forza infinitamente grande, quelladell’arma dal più devastante effetto distruttore che la scienza sia mai riuscita a concepire.

La tesi della Sovranità Popolare della Moneta enunciata dal professor Giacinto Auriti si dipana seguendo un medesimo schema, andando tuttavia in direzione della Vita anziché essere, come il formidabile ordigno, latrice di morte edistruzione.

Anche l’esposizione auritiana, infatti, scaturisce da un principio elementare, lineare,che si offre a un’immediata comprensione. Ma che al pari dell’esplosioneatomica genera, dall’ “infinitamente piccolo”,conseguenze di portata tale da poter cambiare la storia dell’intera umanità come mai è verosimilmente avvenuto nel corso dei millenni.  La teoria di Giacinto Auriti è la radicale messa in discussione di tutto quanto fino ad oggi è stato dato perscontato;  sarebbe, ove applicata, la più grande rivoluzione che il genere umano potrebbe mai ricordare.

Si tratta, in sintesi, di mettere in discussione tutto quanto oggi viene dato perscontato in quanto a emissione monetaria. Il sistema attuale, che hapesantemente condizionato la vita di popoli e nazioni asservendoli all’arbitriodelle Banche, si fonda sull’indebitamento generato dall’appropriazionefraudolenta, da parte degli Istituti di emissione, del denaro. Denaro che viene prestato a interesse agli Stati, ai cittadini, i quali, per poter “tener testa” a un debito pubblico prevalentemente costituito dagli interessi su questo debito, sono costretti a sacrificare una parte del loro “circolante”, della loro “liquidità”: con le tasse, coi balzelli, con imposizioni fiscali e contributive che ci costringono all’indigenza.

Sono dati verificabili con semplicità, è sufficiente consultare i rapporti periodici della Ragioneria generale dello Stato.

La tesi giuridica di Giacinto Auriti ci indica la strada della liberazione da questo circolo vizioso: la proprietà popolare della moneta all’atto dell’emissione. Illibero utilizzo delmezzo monetario,il vero, autentico “reddito dicittadinanza”. Al di là, al di sopra e contro le strampalate teorie sulla“sovranità monetaria” grazie alle quali dovremmo percepire una qualche elemosina dagli istituti previdenziali dello Stato.

Non è una teoria economica. E’ una dottrina giuridica, una tesi filosofica. E’ la consapevolezza di non necessitare di chiedere denaro in prestito (a interesse) per scambiare i beni (materiali e intellettuali) che noi produciamo. La consapevolezza di poter disporre liberamente e sovranamente del mezzo con cui misurare questo valore.

E’ questal’unica via per uscire dalla crisi. Il professor Giacinto Auriti lo disse già molti anni or sono: “pagare un debito di moneta con altra moneta emessa a debito è impossibile; a lungo andare si pagherà con i propri beni, o con il proprio lavoro non retribuito: quindi, con la schiavitù”.

Per saperne di più, la Scuola di Studi Giuridici e Monetari “Giacinto Auriti” è su internet: www.giacintoauriti.eu

Link diretto: https://www.facebook.com/notes/scuola-auritiana-comitato-direttivo/articolino-per-giornale-locale/146041332233033

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