Di Marina

ponte sullo stretto di messina arrivano gli espropri

Nessuno pensava che in questa coda d’estate 2011 arrivassero gli espropri, anzi “comunicazioni di procedimento propedeutico all’espropriazione”, come scrive Eurolink nel suo avviso per avviare le procedure di costruzione del Ponte sullo Stretto. Si attendevano i fondi Cipe che secondo quanto dichiarato dalla Società Ponte di Messina sarebbero arrivati solo a fine settembre. Anzi in quest’ottica di chiaroveggenza anche la Regione Calabria si porta avanti con il lavoro che ci sarà da fare per il Ponte sullo stretto e finanzia con 500mila euro corsi di formazione per le maestranze attraverso Calabria lavoro. Ma come mai se i fondi Cipe non ci sono ancora a 586 cittadini di Villa San Giovanni viene comunicato che dovranno lasciare allo Stato le loro proprietà a favore di opere di Pubblica utilità?

Riporta Il Cambiamento:

l’amministratore delegato dello Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha dichiarato che al fine di mettere a disposizione degli espropriandi su entrambe le coste un percorso chiaro, trasparente, agevolato e vigilato, “con anticipo, rispetto all’approvazione da parte del Cipe del progetto definitivo e la conseguente dichiarazione di pubblica utilità (necessaria per dare l’avvio agli espropri) abbiamo individuato un percorso che privilegia la mediazione ed il confronto fra le parti per raggiungere accordi consensuali con ciascuno espropriato. Il tutto dovrà essere finalizzato ad una tempestiva individuazione del giusto indennizzo in tempi congrui per trovare altre soluzioni abitative o produttive”.

Dunque ragioni economiche alla base dell’anticipato invio. Ma i passaggi istituzionali prevedono che la Società Stretto di Messina invii il progetto definitivo sia al ministero delle Infrastrutture sia a tutti gli Enti coinvolti. Dopo il parere di tutti il Ministero potrà convocare la Conferenza di servizi da chiudersi entro 60 giorni. In seguito il Ministero invierà il progetto definitivo al Cipe e dopo la sua approvazione e la Dichiarazione di Pubblica utilità si darà il via agli espropri.

Per i cittadini di Rete No ponte la realtà è un altra egli espropri nascondono il tentativo di rianimare un progetto, declassato dall’unione europea e che di fatto sta morendo:

È lo stesso Ministro Tremonti, non certo un no pontista, ad aver più volte ribadito che, dopo il previsto passaggio della società di gestione sotto il diretto controllo del Tesoro, responsabile Giulio Tremonti, per il Ponte non si spenderà più neppure un euro: se non siamo alla liquidazione della società – i cui organigrammi verranno tra l’altro sciolti con il trasferimento suddetto – poco ci manca. Invece di prendere atto della situazione e bloccare immediatamente ogni operazione e quindi ogni ulteriore spesa, la lobby rilancia con l’approvazione del progetto definitivo (non esecutivo) e il rilancio di una quanto mai improbabile procedura che dovrebbe portare alla prima pietra nel 2013. Questo rende ancor più evidente quello che noi abbiamo sempre sostenuto: il Ponte non è un’opera ingegneristica, ma una operazione funzionale solo al drenaggio di soldi pubblici. Ai danni dei cittadini che in nome del Ponte subiscono tagli di servizi e aumento delle imposte. Il Ponte è insomma un grande bancomat buono a trasferire i fondi residui ad Eurolink ovvero ad Impregilo, che già imperversa nella nefasta vicenda della ristrutturazione dell’autostrada.

Riporta Scirocco l’intervento di Pasquale Tripodi consigliere della Regione Calabria per il Gruppo misto:

L’Europa ha stoppato nel suo bilancio il Ponte sullo Stretto, cancellando uno dei suoi principali punti di forza: essere visto come il terminale del corridoio Berlino-Palermo, ma la Regione Calabria, per non essere da meno rispetto ad un Governo antimeridionale che usa il Ponte come uno spot elettorale, noncurante dei tanti dubbi che circolano da decenni sulla costruzione di un’infrastruttura che potrebbe essere estremamente invasiva per il territorio, ha fatto di più. Ha pubblicato, attraverso ‘CalabriaLavoro’, un bando per la formazione delle maestranze necessarie per un’opera che non c’é e che l’Europa ha cancellato. L’obiettivo è di ‘creare una piattaforma informatica denominata Desk dedicata al reclutamento delle maestranze per favorire l’occupazione di personale residente sul territorio della Regione Calabrià, anzi specificamente nella provincia di Reggio Calabria”. “Ma è evidente che si tratta di un’operazione puramente clientelare, scissa da ogni utilità pubblica e soprattutto fuori tempo massimo su cui occorre una riflessione urgente in Consiglio regionale, allorquando la giunta regionale deciderà, trovandone il tempo, di tenere una seduta sullo stato delle infrastrutture calabresi. Visto, oltre tutto, che il nuovo scenario prefigurato dall’Unione europea, aldilà del Ponte, taglierebbe fuori la Calabria e la Sicilia, acuendo soprattutto la marginalità della nostra regione che già oggi a Roma e a Bruxelles non conta niente.

Foto | Normanno

Ponte sullo Stretto, arrivano 586 espropri a Villa San Giovanni é stato pubblicato su Ecoblog.it

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