di Dusty

 

di Timothy B. Lee,

articolo pubblicato il 17/4/2013 su Forbes [1]

Ho notato una differenza nel modo in cui i programmatori e i non programmatori reagiscono quando sentono parlare per la prima volta di Bitcoin. E penso che un’analogia alla crittografia aiuti a spiegarlo.

La crittografia esiste da secoli, ma prima dei giorni nostri tutti i metodi di crittografia che le persone conoscevano erano simmetrici. La chiave per crittare poteva essere ottenuta da quella per decrittare e viceversa con la stessa difficoltà.

Questa caratteristica era problematica perché prima di poter comunicare in modo sicuro con qualcuno era necessario scambiare le chiavi attraverso un canale sicuro, ad esempio incontrarsi personalmente. Siccome organizzare la distribuzione delle chiavi spesso rappresentava un problema logistico, la crittografia rimase limitata per lo più ad applicazioni militari, dove la segretezza era di fondamentale importanza.

Ma esiste anche un altro sistema crittografico chiamato asimmetrico, o con crittografia a chiave pubblica. Coinvolge l’utilizzo di una “chiave pubblica” e una “chiave privata”. Ottenere la chiave pubblica da quella privata è molto semplice. Ma è praticamente impossibile ottenere la chiave privata da quella pubblica.

Fino agli anni ’70, la crittografia a chiave pubblica fu solamente un concetto intrigante. Successivamente furono inventati i primi sistemi di implementazione. All’improvviso le persone poterono far qualcosa che prima di allora fu impossibile: una persona poteva diffondere la propria chiave pubblica a tutto il mondo, permettendo a chiunque di inviare messaggi che solamente ella poteva leggere.

Lo sviluppo di sistemi a chiave pubblica ha reso possibile altre innovazioni. Per esempio, crittare i dati con una chiave privata, genera un file che può essere decrittato da chiunque con la chiave pubblica, ma che può essere stato creato solamente dal possessore della chiave privata. Questo file funge da “firma digitale”, la prova elettronica che il possessore della chiave privata lo ha “firmato”.Questo metodo è molto usato al giorno d’oggi. Per esempio, Microsoft e Apple firmano digitalmente gli aggiornamenti del software con le loro chiavi private. I nostri computer dispongono al loro interno delle chiavi pubbliche di Microsoft e Apple, consentendo di verificare crittograficamente che gli aggiornamenti provengono veramente dal produttore. Internet stessa sarebbe molto diversa, e molto meno sicura, senza la crittografia asimmetrica.

Questo tipo di progresso radicale è molto raro nel mondo dell’informatica. I computer hanno continuato a diventare sempre più veloci, piccoli e economici per decenni, facendo diventare alla portata di tutti applicazioni che qualche decennio fa sarebbero state proibitivamente costose. Molto poco di ciò che i computer possono fare oggi era considerato impossibile, avendo a disposizione sufficiente potenza di calcolo, una cinquantina di anni fa.

La crittografia a chiave pubblica è un’eccezione rara. I programmatori negli anni ’60 non avrebbero saputo come scrivere software in grado di fare ciò che i sistemi di crittografia moderni possono, indipendentemente da quanta potenza di calcolo avessero avuto a disposizione.

Penso che Bitcoin cada nella stessa categoria. Monete digitali crittograficamente sicure non sono una nuova idea; è un’applicazione diretta della crittografia a chiave pubblica. Ma fino alla scoperta di Bitcoin, tutti gli schemi di moneta digitale necessitavano di dover riporre la nostra fiducia sull’intermediatore per evitare di poter spendere lo stesso denaro più volte.

Prima del 2009, la moneta digitale veramente decentralizzata fu nella stessa categoria intellettuale in cui la crittografia a chiave pubblica fu prima del 1976. I programmatori seppero che fu teoricamente possibile, e che avrebbe portato conseguenze rivoluzionarie se fosse stato possibile realizzarla. Ma nessuno è mai stato in grado di costruire un sistema pratico.

Penso che questo spieghi la differenza che ho notato nel modo in cui i programmatori e i non programmatori reagiscono quando sentono parlare per la prima volta di Bitcoin. Molte persone in entrambe le categorie inizialmente la recepiscono con diffidenza, come ho fatto io. Ma la natura del loro scetticismo è diversa. Chi non è programmatore non riesce a immaginare cos’è coinvolto in tutto questo casino. Non vedono molta differenza tra Bitcoin e altri sistemi tradizionali come PayPal. I programmatori invece comprendono immediatamente che Bitcoin ha caratteristiche rivoluzionarie. Serve solo del tempo per convincerli che Bitcoin ne è all’altezza.

Come la crittografia a chiave pubblica, Bitcoin è un nuovo mattone fondamentale per costruire sistemi digitali. Consente di ridurre la ricchezza a informazioni che possono essere trasmesse senza costo in tutto il mondo. Qualcosa che nessuno seppe fare prima del 2009. I suoi impieghi non saranno immediatamente ovvi, specialmente per la gente normale. Ma come la crittografia a chiave pubblica, sarà un componente importante per una moltitudine di applicazioni negli anni a venire.


Traduzione di Aga per Il Portico Dipinto

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