Da Notizie dall’Arcadia
Non è consueto che dalle pagine di questo blog ci si lanci in ipotesi fantapolitiche azzardate.
Ma quando si hanno in mano elementi ragionevoli per supporre che qualcosa si possa verificare, l’azzardo di una previsione difficile vale certamente la candela ed è preferibile a un’inerzia troppo ottimistica verso il sistema.
Ci siamo già occupati con un articolo apposito di demolire le argomentazioni a favore dei prodotti agricoli ogm – organismi geneticamente mortificati. Eppure considerando le recenti politiche dei paesi occidentali in campo agricolo emerge un nuovo pericolo collegato a questi prodotti che a questo punto non sono più inutili merci del tutto superflue per il fabbisogno alimentare mondiale e pericoli per la salute e gli equilibri ecologici, ma vere e proprie armi da guerra, organismi per genocidi di massa, appunto.
I paesi occidentali stanno acquistando distese di terra in Africa per farne zone agricole, mentre le aree seminate nell’Occidente si vanno assottigliando.
E’ quindi ragionevole credere che i cereali ogm, già comunque diffusi nei paesi poveri, saranno seminati massicciamente in queste aree africane “paracolonizzate”.
Paesi che già oggi soffrono enormi difficoltà nel procurare alla popolazione il cibo necessario alla sussistenza vedranno queste difficoltà aumentare con la perdita progressiva di sovranità agricola e il crescere di aree piantate con coltivazioni ogm sterili, ossia incapaci di produrre semenze per riseminare la stagione successiva (il cosidetto seme terminator che costringerebbe gli agricoltori a fornirsi a ogni nuova stagione dalle multinazionali che hanno l’esclusiva della produzione).
Ora basta immaginare cosa accadrebbe se un paese la cui superficie agricola fosse seminata quasi del tutto con ogm sterili si schierasse politicamente contro l’Occidente. Subito scatterebbe il ricatto alimentare e commerciale, l’Occidente potrebbe facilmente imporre un embargo non del petrolio, non del gas, non dell’oro… ma dei semi. Sarebbe sufficiente che i governi occidentali, in collaborazione con le multinazionali produttrici degli ogm sterili (le quali tendono ad avere preoccupanti, buoni rapporti coi politici…) bloccassero la fornitura di sementi allo “stato canaglia”. Se il paese in questione avesse in precedenza usufruito di almeno una parte dei raccolti ogm per il fabbisogno alimentare interno, l’impossibilità a riseminare ridurrebbe la popolazione alla fame nel giro di una sola stagione. Se invece – come è più probabile – l’intera produzione agricola ogm di quel paese fosse destinata all’esportazione verrebbe a mancare una fonte di guadagno, presumibilmente la principale entrata commerciale di un paese povero a monocoltura che si troverebbe in gravissima crisi.
Non è una rivelazione estrapolata da documenti desecretati, né un’indiscrezione di qualche fuoriuscito dalla Cia. Ma è una mossa fattibile in base al posizionamento dei pezzi sulla scacchiera e del tutto coerente col comportamento avuto dall’Occidente verso l’Africa negli ultimi decenni.
E di certo una ragione in più per opporsi agli alimenti ogm e per contestualizzare questi ultimi non come semplice aberrazione scientifica e alimentare ma come vero strumento usato dal sistema per imporre il suo ordine a livello planetario.
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