Di Lorenzo Acerra 

Il Prof. Michael Hudson discute apertamente le basi teoriche del ripudio del debito pubblico.
Rincorrere l’interesse composto è matematicamente un’assurdità perché il debito non finirà mai se non quando lo si ripudia.

Quella che per noi è una schiavitù, per il pianeta diventa una condanna a morte. La matematica dell’interesse composto, insaziabile, non conosce le limitazioni fisiche della natura dalle quali deve estrarre i guadagni. Per non far crollare il sistema sono necessari sempre nuovi prestiti, nuova monetizzazione di qualcos’altro, ma il debito accumulato non è mai estinguibile. Ovviamente le cose che una volta erano considerate sacre ora vengono segnate su un cartellino con il relativo prezzo.

Alcuni dei grnadi non hanno potuto fare a meno di parlare di questo ovviamente. Il Goethe ne parla in “Il Faust”. Benigni ne ha parlato in uno show.
E prima di tutti raccontano questo i Mesopotami con il loro diritto e le loro tavolette. Si tratta dell’illegittimità di un sistema centrato sul perpetuo aumento della base monetaria prestito che è necessaria per far fronte agli addebiti dell’interesse.
E gli islandesi e gli irlandesi? E la politica pro- finanza di Barack Obama e Angela Merkel? Abbiamo anche il tempo di vedere quale delle scelte a nostra disposizione funziona meglio.

Fonte: http://www.vocidallastrada.com/2012/01/il-prof.html

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