“Se vuoi renderti conto del valore del denaro, prova a chiedere un prestito” – Benjamin Franklin, “Almanacco del povero Riccardo”.

Quando qualcuno di noi entra in una banca per accedere al credito – tutti ne siamo un po’ convinti – pensiamo che il prestito ci verrà concesso se considerati solvibili e se la banca avrà la “liquidità” necessaria per prestarci il “denaro”. A questo sommiamo spesso l’idea che le banche ci prestino “loro propri” soldi, che hanno come riserve, o in qualche caveau, oppure i soldi di altri correntisti; o anche, che ci sia un moltiplicatore monetario che permette alle banche di espandere i depositi in relazione alla “frazione” di riserva determinata legalmente. Tutto questo non trova riscontro nel modo in cui le banche effettivamente concedono credito.

L’opinione più diffusa – ma anche insegnata – nel circuito mainstream, avallata dal lessico anacronistico  dei trattati di Basilea – che parlano espressamente di riserva frazionaria – è quella in base alla quale le banche espanderebbero i depositi, creando denaro dal nulla, tramite un moltiplicatore che sarebbe determinato dalla frazione di riserva considerata legale (da qui riserva frazionaria). Per cui, per es., se in un sistema avessimo un obbligo di riserva del 10%, ad ogni nuovo deposito di 100€ potrebbe corrispondere una moltiplicazione del credito fino a 94 interazioni nel modo in cui segue: la prima banca riceve 100, ne tiene 10 di riserva (obbligo 10%) e ne presta 90; la seconda banca ne riceve 90, ne tiene 9 (sempre 10%) e ne cede 81; la terza banca ne riceve 81 ne tiene 8,1 e ne cede 72,9: e così via. Questo determinerebbe l’aumento dell’offerta di moneta. Tutto ciò è descritto in un libro dal titolo Modern Money Mechanics che era un woorkbook della Federal Reserve scritto a maggio del 1961; ma viene anche riportato su libri di lettura nonché nei libri di testo mainstream.

A questa opinione affianchiamo l’idea – comunque legittima, visto che non lavoriamo tutti in banca – che la banca “ci presterà i suoi soldi”; e che, facendoci un favore, sarà legittima la richiesta di un premio di liquidità (interessi), proprio per il motivo che la banca si priva del suo denaro per prestarlo a noi. Quindi alla banca, rinunciando a una parte del denaro che ha a disposizione, spetterebbe questo premio di liquidità in ragione di una diminuzione che subisce nel suo “patrimonio” per garantirci la liquidità necessaria a soddisfare un nostro desiderio e/o bisogno.

Bene, le cose non stanno proprio in questi termini. “In primis” quando la banca presta ed espande i suoi depositi non subisce nessuna “diminuzione”; anzi un nuovo prestito (ed un prestito è un deposito a tutti gli effetti) determina una espansione dei depositi ed aumenta le “cifre” nella somma di questi – e nello stato patrimoniale della banca. Chiariamo. Quando un conto bancario è in attivo, è messo a bilancio dalla banca come:

attività

passività

P

P+I

Pertanto, quando un conto corrente ha un saldo positivo la banca mette tra le sue attività l’importo di denaro che consiste nella quantità del saldo attivo (dove P sta per Principal); e visto che sul conto in attivo la banca pagherà gli interessi al correntista, metterà tra le sue passività lo stesso importo del saldo attivo (che il correntista potrebbe prelevare, sempre P), più gli interessi (I).

Quando si espande un deposito per il prestito, e quindi il saldo è passivo, la banca mette a bilancio:

attività

passività

P+I

P

Cioè porta gli interessi tra le attività in quanto questa volta è lei che li percepisce sul denaro depositato tramite il prestito. L’unica differenza tra un deposito in attivo e uno in passivo è che sul primo la  banca paga un interesse mentre sul secondo lo percepisce – e le banche preferiscono percepire interessi piuttosto che pagarli. In definitiva, comunque, un prestito è un deposito a tutti gli effetti; un deposito redditizio per la banca che ci guadagna un interesse – ma non solo, come vedremo.

Ora, tutto questo sembra normale, ma vediamo meglio. La regola è: “loans create deposits” (prestare crea depositi), quindi per la banca il semplice concedere un prestito espande il deposito (lo crea) indipendentemente dalle posizioni di riserva. Le banche prima prestano! Quando entrate in banca considerano la vostra solvibilità, la possibilità che ripaghiate il debito e i suoi interessi; una volta sicuri di questo vi concedono il prestito (salvo una policy contraria che volesse un credit crunch). E lo faranno  indipendentemente dalle proprie posizioni di riserva, perché il solo “prestare crea depositi” e quindi quando la banca presta, lo fa senza riguardo alle riserve e a nessun altro genere di deposito preesistente e/o relativo a quello che sta creando con il prestito. Quindi è il prestito che crea il deposito; è il credito (nella forma del prestito) concesso che espande i depositi – la moneta è endogena – non un moltiplicatore della riserva: ma andiamo con ordine.

Una volta che la banca ha deciso di “prestarvi” perché solvibili – indipendentemente dalle posizioni di riserva – dovrà espandere il deposito del vostro “conto”. L’operazione consiste semplicemente nello scrivere l’importo del credito concesso sul vostro conto corrente. Si scrivono numeri al rialzo e nulla più. La banca non prende i soldi che vi presta dal conto di altri, dalle riserve, da qualche caveau o in qualsiasi altro posto; la banca non prende i soldi che presta da nessuna parte, bensì li crea (dal nulla) nel momento stesso in cui li presta – prestare crea depositi – e semplicemente scrivendo numeri al rialzo su un conto corrente e senza sottrarli da qualche altra parte. Conseguenza di tutto questo è che tecnicamente la banca non vi presta né soldi suoi, né soldi che ha nella sua disponibilità prima che voi gli chiediate un prestito. E ancora di più, se la banca non avesse la vostra richiesta di un prestito non potrebbe nemmeno averli quei soldi, perché prestare crea (espande i) depositi, e senza prestare i depositi non si possono espandere. Quindi la banca non vi presta soldi suoi e nemmeno soldi di altri – vi presta soldi che può creare dal nulla e solo perché voi li avete chiesti. Senza una vostra richiesta di prestito le banche non potrebbero espandere i depositi secondo la regola “loans create deposits”.

Dopo aver visto che prima le banche prestano – in ragione della solvibilità, delle caratteristiche, di chi accede al credito – poi espandono i depositi – scrivendo numeri al rialzo sui conti correnti di chi accede al credito – vediamo il terzo “step”: le banche prendono a prestito (borrow).

Una volta che le banche vi hanno ritenuto meritevole di credito e hanno espanso il vostro deposito dovranno – ad una certa ora della giornata – determinare la quantità di riserve necessarie a supportare i depositi (oltre ad una quantità di riserve per il clearing che qui non ci interessano); ed il prestito è un deposito a tutti gli effetti. Solo ora, dopo che le banche hanno prestato e creato il deposito entrano in gioco le riserve – ed è per questo che le posizioni di riserva non determinano il credito come caldeggiato  dai sostenitori della riserva frazionaria e del moltiplicatore; perché se determinassero il credito lo farebbero prima e non dopo, quando il credito è già concesso e il deposito creato. Se la banca avrà una quantità di riserve sufficienti a supportate tutti i depositi bene, altrimenti prenderanno le riserve a prestito nel mercato interbancario. Qualora il mercato interbancario fosse veramente a corto di riserve le banche potranno vendere titoli alla banca centrale oppure, pagando una penale, accedere alla discount window (standing facilities in Europa) presso la banca centrale. Quindi non è la quantità delle riserve che ha un ruolo “per sé”, bensì, al massimo il loro costo: e finché la differenza tra il tasso a cui le banche prestano ed il tasso a cui le banche prendono a prestito nel mercato interbancario, o presso la discount window/standing facilities, avrà saldo positivo, il prestito sarà vantaggioso per le banche (ma lo è quasi in ogni caso – anche in relazione al fatto che la banca paga interessi minori ai vostri, su una cifra minore rispetto a quella che presta). Quindi la quantità di riserve non incide sulla possibilità di incrementare lo stato patrimoniale delle banche – loans create deposits. Le banche prima prestano, poi espandono i depositi, poi prendono a prestito.

Ora vorrei evitare che mi venisse detto che le banche hanno comunque bisogno di una quantità di riserve, anche se solo “ex post” – se non ci sono riserve si avrà al massimo un overdraft per il periodo amministrativo di riferimento presso la banca centrale. Vi sia anche sufficiente ricordare che con un obbligo di riserva del 10%, 1.000€ supportano un deposito (prestito/mutuo o conto attivo) di 10.000€, e 10.000€ di 100.000€. Per chi non avesse capito “la giro”: le banche (sempre con un obbligo di riserva al 10%) con 1.000€ di riserve, “comprate” ex post o in forma di overdraft presso la banca centrale, possono supportare un deposito di 10.000€. Ancora, se vi suona meglio: con una riserva (10% obbligo) di 1.000€ la banca ne può prestarne 10.000 di euro – e li prende dopo che li ha prestati o va in overdraft. E gli altri da dove arrivano?! Da nessuna parte, scrive dei numeri al rialzo sul vostro conto, crea denaro dal nulla, e grazie alla vostra “necessità” di credito – e non li sottrae da nessun altro conto! L’obbligo di riserva in Italia è del 2%, fate i vostri conti!

Capisco la difficoltà di credere a questo, visti gli schemi mentali ai quali siamo abituati, ma vediamo un ricorso storico. Nel 2007 abbiamo avuto il “meltdown” di Wall Street; quando Bush ha detto “give the money”, un agent della Federal Reserve ha semplicemente aperto i conti correnti delle principali banche di Wall Street a vi ha accreditato le riserve necessarie per il “bailout” – ha semplicemente scritto dei numeri al rialzo (vedete R. Wray, J. Galbraith, M. Hudson, W. Mosler). Dal 2007 al 2011 (fonte GAO, Government Accountability Office 2011, pagina 131), le banche americane hanno avuto dalla Federal Reserve prestiti per 16 trilioni di dollari – più del debito americano nel 2011 (che era di 14 trilioni di dollari). E non c’erano gnomi grassi che stampavano soldi nottetempo e li portavano con dei tir a Wall Street – no, si sono semplicemente “scritti” dei numeri al rialzo utilizzando la possibilità, prevista per la Federal Reserve, su prescrizione del Congresso americano, di accreditare direttamente riserve. Sentite cosa dice Ben Bernanke il CEO della FED, in questa intervista/articolo:

http://larspsyll.wordpress.com/2012/10/23/ben-bernanke-and-mmt/

“He also confirms the Modern Monetary Theory view that the financing of these operations is made possible by simply crediting a bank account and thereby – by a single keystroke – actually creating money”. Qui il CEO della Fed conferma che il punto di vista della MMT è esatto, e che il finanziamento di certe operazioni (nel contesto si riferisce ai QE) avviene tramite l’accreditamento dei conti correnti e che, quindi, si crea semplicemente moneta premendo una sequenza di tasti (keystroke).

Chiedete a Mario Draghi come sono stati prestati 1,2 trilioni di € – e guardate che 1,2 trilioni sono 1.200 miliardi – dalla BCE alle banche europee!

Infine, la banca su soldi non suoi, i quali non potrebbe avere senza che prima voi li chiediate in prestito – come appena detto – vi fa pagare un tasso di interesse. E questo è ancora più scandaloso. Allora, seguitemi. Siamo in un sistema in cui la riserva legale è il 10% e chiediamo un prestito di 10.000€; la banca ce lo concede al 5% di interesse annuo e prenderà le riserve necessarie a supportare il deposito sul mercato interbancario all’1%. Quindi su 1.000€ di riserve la banca spenderà 10€ in interessi (annuo, ma le banche settano le riserve giornalmente – consideriamo l’anno altrimenti sarebbe troppo complicato), mentre voi 500€ – e già qui lo “spread” tra voi e la banca è elevato. Questo perché voi pagate tassi di interesse più elevati di quelli che paga la banca e su una cifra maggiore – la banca paga bassi interessi (1% nel caso di specie) sulla quantità di riserve necessarie a creare l’asset/prestito (1.000€); voi alti (5%) e sul valore intero dell’asset (10.000€).

Da ultimo vediamo un effetto ulteriore che viene sempre trascurato. Sappiamo che quando la banca crea un asset finanziario (quando presta in questo caso) mette a bilancio – come sopra riportato – tra le attività la sua posizione creditoria più gli interessi; e tra le passività la vostra posizione debitoria – che ha il medesimo importo della posizione creditoria della banca.  Man mano che ripagate la vostra posizione debitoria, dacché contabilità è contabilità, anche la posizione creditoria si estingue ed al netto restano solo gli interessi – ed è effettivamente così nella contabilità. Pertanto se una banca ha depositi per 100.000€ e vi concede 10.000€ di prestito, sale a 110.000€ in depositi. Gli altri depositi restano costanti mentre voi pagate il vostro debito e quindi a fine anno la banca torna a 100.000€. Ai termini della contabilità – ed è tutto regolare, perché così è la contabilità – l’estinzione della vostra posizione debitoria estingue anche la posizione creditoria della banca e, al netto, restano solo gli interessi.

Ma non fermiamoci però alla sola contabilità, consideriamo il sistema nel complesso del suo funzionamento e vediamo quando è il momento di “settare” le riserve. Ora, se voi chiedete un prestito di 10.000€, per voi il “costo” della vostra posizione debitoria è 10.000€ – più gli interessi, che adesso comunque trascuriamo – cioè, l’equivalente dell’importo che la banca vi presta; che è poi lo stesso importo dell’asset che crea. Come da contabilità la posizione creditoria della banca è di 10.000€; ma come da funzionamento del sistema la banca non avrà bisogno di 10.000€ per espandere il deposito (creato con l’asset/prestito), perché con un obbligo di riserva del 10%, 1.000€ di riserve supportano 10.000€ di deposito. Pertanto la banca necessiterà di soli 1.000€ per creare – in questo caso – un asset da 10.000€; e se non li ha li prenderà a prestito sul mercato interbancario o avrà un overdraft alla banca centrale – ma sempre 1.000€ è per la banca il costo dell’asset. La banca mette in riserva 1.000€ e scrive sul vostro conto 10.000€ – perché così “funziona” (male adesso); il denaro viene creato dal nulla con una sequenza di tasti (keystroke). Ne risulta che per la banca – sempre trascurando gli interessi – l’asset ha un costo molto inferiore; il 10% di quello che costa a voi!

Quando poi voi ripagate il vostro debito (asset/deposito), estinguendo così anche la posizione creditoria della banca, pagate l’intero importo prestato; e così fa la banca, paga l’intero l’importo delle riserve prese a prestito. Con la differenza che mentre voi pagate il prezzo “pieno” – di mercato – che è 10.000€, la banca paga il prezzo a “riserva” – diciamo – che è determinato dalla percentuale di riserve richieste per supportare l’importo del deposito – 1.000€ in questo caso (obbligo sempre al 10%). Quindi anche lo “spread” relativamente al costo dell’asset, tra voi e la banca, è abbastanza elevato.

Infatti, anche in questo caso, come sugli interessi, la banca ha un lauto guadagno – solo che non risulta dalla contabilità; ma è bensì “sistemico”. Se io ho un obbligo di riserva del 10%, come già detto, 1.000€ supportano 10.000€; pertanto un asset di questo importo avrà per la banca un costo “reale” del 10%, 1.000€ – la quantità di riserve necessarie a supportare il deposito. La banca guadagna la differenza tra l’importo della vostra posizione debitoria (10.000€), meno l’importo delle riserve necessarie a supportare, nella forma di deposito, quella posizione debitoria (1.000€). E mentre il vostro debito verso di lei è 10.000€; il “debito” che la banca ha “verso” il mercato interbancario, o nella forma di overdraft alla banca centrale, è di 1.000€ – il 10%, l’obbligo di riserva. In breve, la banca con una spesa di 1.000€ guadagna una posizione creditoria di 10.000€ – mentre a voi la posizione debitoria costa tanto quanto la pagate (10.000€). In ultima analisi la posizione creditoria della banca nei vostri confronti ha, per lei, un costo molto inferiore se comparato al costo che ha per voi la vostra stessa posizione debitoria, ma questo non si vede dalla contabilità; e ciò è determinato dalla regola loans create deposits – e dalla quantità di riserve legali necessarie per supportare il deposito.

Le riserve non incidono “per sé” nella concessione di credito, mentre la quantità richiesta, nella forma dell’obbligo di riserva e non di “amount” disponibile, non incide sulla quantità di “asset”, bensì  unicamente sul costo dell’asset per la banca. Quindi le banche non guadagnano solo sugli interessi, ma hanno anche un guadagno “sistemico” che deriva dal modo in cui il “meccanismo” funziona; e che non si rileva in contabilità – la posizione debitoria e creditoria si annullano e al netto restano solo gli interessi. Ma vi è una differenza enorme tra il “costo” che ha l’asset per voi, ed il costo per la banca di creare quell’asset – con un obbligo di riserva al 10% il rapporto è 1 a 10! A voi l’accesso al credito in forma di posizione debitoria costa 10.000€, mentre alla banca “l’accesso” alla una posizione creditoria dello stesso asset (prestito) con il medesimo importo, costa 1.000€ – la differenza è creata dal nulla, mentre voi la ripagate con denaro che avete faticato a guadagnare; e che entra, dritto per dritto, nelle tasche della banca.

Concludo. Le banche non prestano soldi loro, e nemmeno prestano soldi che hanno nella loro disponibilità prima che voi gli chiediate un prestito. La regola “loans create deposits” permette alle banche di creare denaro dal nulla espandendo i depositi e prendendo a prestito, poi, solo una parte minima di quello che vi presta; la parte che devono tenere come riserva (legale) per supportare il deposito. L’asset finanziario che le banche creano prestando viene determinato con un “keystroke” in breve – il tempo della sequenza dei tasti – mentre voi lo ripagherete per un ventennio (in un’ipotesi media). Inoltre lo stesso asset ha per la banca un costo molto inferiore rispetto a quello che costa a voi – per es. con un obbligo di riserva al 10% quello che a voi costa 10.000€ a lei costa 1.000€: 10 a 1 – la posizione creditoria che la banca matura è pertanto realmente di molto superiore rispetto al costo della stessa per la banca (se vi presta 10.000€ dovrebbe spendere 10.000€, invece spende 1.000€ e “accumula” una posizione creditoria da 10.000€). Ancora, prestare crea depositi; senza prestiti niente depositi che si espandono, quindi quando la banca vi presta espande il suo stato patrimoniale, ergo: siete voi che fate un favore alla banca – al peggio il favore è reciproco, ma la banca ci mette poco a prestare, voi molto a ripagare e con tanto di interessi. Le banche, pertanto, hanno un guadagno in interessi e uno “sistemico” – ed in più, sui prestiti, ultimamente, vi fanno pagare anche una assicurazione (derivato). In Italia l’obbligo di riserva, come già detto, è del 2%. Ripeto, fate i vostri conti…

Chi conta le sue gocce di sudore, non conterà mai denaro” – Christian Friedrich Hebbel, “Diario”.

Luca Pezzotta

Fonte: http://www.ilmoralista.it/2013/03/28/le-banche-ci-prestano-i-loro-soldi-ancora-un-falso-mito/

Commenta su Facebook