Il video che testimonia come i ribelli provano le armi chimiche sui conigli a testimonianza che non è stato Assad a lanciare le armi chimiche.

di Maria Melania Barone

armi chimiche mappa SiriaMa torniamo a noi, alla Siria e a quell’affaraccio chiamato petrolio. Soprattutto è arrivato il momento di parlare della verità sulle armi chimiche, una verità nuda e cruda così come testimoniato dalle email rubate da un hacker malese all’agenzia d’intelligence Britam 28 Gennaio 2013 scambiate tra

L’attacco bellico è fortemente voluto dagli USA, anche se il recente isolamento sta frenando gli impulsi di guerra. Li frena soltanto, ma non li arresta. Il fattore principale che attualmente frena gli impulsi bellici americani è l’inchiesta dell’Onu però ha annunciato ieri che necessita di 4 giorni per terminare la sua inchiesta sulla questione siriana e anticipare le decisioni dell’ONU significa dichiarare guerra con ammissione di colpa. Per questo anche se l’America freme trepidante, deve approfittare del rinvio per rafforzare la coalizione dato che Turchia e Giordania hanno cambiato rotta. Non solo: l’America cercherà un nuovo casus belli dopo il flop delle armi chimiche dovuto alla fuga di notizie di due alti funzionari della difesa britannica.

Queste email furono pubblicate dal Daily Mail e furono oscurate dopo qualche ora.Pino Cabras ne scrive in un articolo pubblicato su Megachip del 29 Agosto 2013 intitolato. Cabras cita Roberto Quaglia e la sua teoria della

“Legge delle prime ventiquattr’ore”. Nell’epoca dei mass media, informazioni reali e significative vengono occasionalmente riferite al pubblico da giornalisti in buona fede durante le prime ore che seguono un evento. Poi, una invisibile catena di comando evidentemente si attiva. E le notizie vere, ma scomode, scompaiono in fretta e per sempre dal proscenio dei media. Solo le notizie comode – non importa se vere o se false – rimangono in circolazione. Per capire il mondo diventa quindi particolarmente interessante soffermarsi proprio sulle notizie soppresse». Anche per il pezzo di Louise Boyle, è così. Fortuna che c’è il Webarchive. Il sottotitolo dell’articolo della Boyle recita così: “E-mail trapelate da un fornitore della difesa trattano di armi chimiche dicendo che “l’idea è approvata da Washington”.

L’articolo fatto sparire dal Daily Mail e tuttavia presente ancora in archivio riferisce testualmente: “Secondo Infowars.com, la e-mail del 25 dicembre è stata inviata dal direttore dell’area di sviluppo degli affari della Britam, David Goulding, al fondatore della società, Philip Doughty. Vi si legge:

Phil … Abbiamo una nuova offerta. Si tratta di nuovo della Siria. I Qatarioti propongono un affare interessante e giuro che l’idea è approvata da Washington. Dovremmo consegnare dell’armamento chimico (“cw” nell’originale, ndt) a Homs, una g-shell di origine sovietica proveniente dalla Libia simile a quelle che Assad dovrebbe avere. Vogliono farci dispiegare il nostro personale ucraino che dovrebbe parlare russo e realizzare una registrazione video. Francamente, non credo che sia una buona idea, ma le somme proposte sono enormi. Qual è la tua opinione? Cordiali saluti, David.

Importante sottolineare che la nuova offerta parla nuovamente della Siria. Quindi c’è stata già una prima volta? E quando? Una mail di questo genere confermata da più fonti accreditate e dall’intelligence britannica finiscono involontariamente per riconoscere il colpevole dei disordini in Medioriente: gli USA, Israele e il Quatar con l’Arabia Saudita che ha per altro pagato gruppi terroristici col fine di creare caos generale in Siria soprattutto nella zona curda già massacrata dal governo turco. In questa zona negli ultimi mesi sono state registrate migliaia di uccisioni, stupri e violenze, tutte avvenute per mano di terroristi.

L’articolo del “Daily Mail” precisava che:

Le e-mail sono state diffuse da un hacker malese che ha anche ottenuto i curricula degli alti dirigenti e le copie dei passaporti attraverso un server aziendale non protetto, secondo quanto riferito da “Cyber War News”». E per far capire quanto i ribelli siriani alleati degli Usa e del Qatar potessero essere spregiudicati (oltre che ben addestrati) nell’uso di armi chimiche, l’articolo incorporava anche un video nel quale questi provavano gli effetti delle armi chimiche sui conigli (il video mostra immagini particolarmente crude, attenzione).

Proprio in riferimento a questa vicenda il Ministro degli Esteri Siriano avrebbe detto all’Europa che è sbagliato aiutare i ribelli a produrre le armi chimiche in quanto conferire una simile conoscenza i ribelli, manovrati dall’esterno avrebbero potuto usarla anche contro la stessa Europa. Una frase del genere pubblicata dal Daily Mail è stata completamente stravolta da tutta la stampa nazionale italiana. Come lo stessoPino Cabras ci fa notare:

Le pagine online del 28 e 29 agosto 2013 di tutti i principali quotidiani italiani, ad esempio, titolano che “la Siria minaccia di colpire l’Europa con le armi chimiche”, distorcendo in totale malafede una frase di un politico siriano che diceva tutt’altro. Il viceministro degli esteri Faisal Maqdad criticava infatti i paesi che hanno aiutato «i terroristi» (ossia i ribelli jihadisti) ad usare le armi chimiche in Siria, ammonendo sul fatto che gli stessi gruppi nemici di Damasco «le useranno presto contro il popolo d’Europa». Tradotto: attenta Europa, ti stai allevando da sola le serpi in seno. La frase era correttamente riportata in mezzo all’articolo. Ma il lettore osservi qual è invece la cornice scelta da “La Repubblica” e da “La Stampa” (e tutti gli altri, compreso “Il Fatto Quotidiano”, fanno lo stesso): “Minaccia siriana: gas colpiranno l’Europa”. “Assad minaccia: useremo i gas”.

Ma se la stampa nazionale ignora, omette o stravolge affermazioni di somma importanza, possiamo pensare che l’Italia sarà neutrale in questa grande guerra del terzo millennio?

Fonte: http://news.you-ng.it/2013/08/31/la-verita-sulle-armi-chimiche-ecco-le-email-segrete-che-svelano-i-retroscena-dellattacco-chimico-siria/

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