Tonnellate di acqua radioattiva gettate in mare, menzogne sul ‘nucleare sicuro’ e sul ‘carbone pulito’, CO2 trasferita sottoterra e rifiuti bruciati negli inceneritori. Per quanto ancora potremo continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto? Riempita ogni giorno degli scarti di una società basata sulla crescita infinita, la discarica-mondo è in grande difficoltà, traboccante com’è della nostra spazzatura.

di Paolo Ermani – 13 Aprile 2011

mondo rifiuti
Lo sversamento in mare di tonnellate di acqua radioattiva in Giappone dalla centrale di Fukushima riporta alla luce l’annoso problema del mondo usato come pattumiera

Lo sversamento in mare di tonnellate di acqua radioattiva in Giappone dalla centrale di Fukushima riporta alla luce l’annoso problema del mondo usato come pattumiera.

Dove avrebbero messo quell’acqua se non avessero avuto il mare a disposizione? L’avrebbero fatta usare per i gargarismi sotto l’egida dell’ultimo scienziato di turno, magari anche oncologo lautamente pagato dalla multinazionale di turno per dire che l’acqua radioattiva è consigliata per il mal di gola e ringiovanisce?

E perché si usa il mare come pattumiera? In base a quale logica perversa e folle si usa un bene di tutti, compresi i suoi abitanti marini, per cercare di nascondere i tragici errori di pochi ma purtroppo tanto potenti. Perché chi compie questo gesto non viene immediatamente incriminato come devastatore ambientale? Chi è responsabile della costruzione delle centrali nucleari ‘sicure’? Ci saranno dei responsabili che devono renderne conto?

Se io sverso un bidone di nafta in un fiume sotto gli occhi di una guardia forestale, pagherò una multa, andrò in galera. Cosa succede a chi sversa tonnellate di acqua altamente radioattiva in mare sotto gli occhi del mondo? Per non parlare di tutto quello che si sta riversando in atmosfera. Dove è la democrazia, la giustizia? Ma del resto siamo così abituati al sopruso, alla menzogna, a montagne di schifezze quotidiane che anche una cosa così inaudita passa come normale.

A questa pratica molto edificante possiamo associare pure il cosiddetto carbone pulito che è come dire nucleare sicuro, cioè una contraddizione in termini, una totale presa in giro.

Inoltre se il nucleare di domani ci dicono che è sicuro, allora vuol dire che quello di oggi e di ieri non lo è e non lo era. Quindi dobbiamo tremare ogni minuto per le oltre 440 centrali nucleari già costruite e sparse per il pianeta. Stessa cosa per il carbone, se quello di domani è pulito, quello di oggi e di ieri è sporco. Ma queste sono solo ridicole ginnastiche lessicali per dimostrare l’impossibile. Il nucleare era, è e sarà insicuro, molto insicuro e il carbone era, è e sarà sporco, molto sporco.

co2 centrali
L’idea che la CO2 emessa delle centrali termoelettriche soprattutto a carbone, possa essere trasferita sottoterra è la logica della polvere messa sotto il tappeto

L’idea che la CO2 emessa delle centrali termoelettriche soprattutto a carbone, possa essere trasferita sottoterra, cioè quello di cui si tratta quando si parla del sequestro di CO2, è la logica della polvere messa sotto il tappeto tanto cara a chi produce inquinamento e spera di far credere che poi sparisca come per magia.

La polvere sotto il tappeto, dopo un po’ se ne va da sola? Si volatilizza? Non mi risulta. E poi questo tappeto quanto deve essere grande, visto che a quanto pare la polvere che gli si vuole mettere sotto non ha fine?

La CO2 ha bisogno di luoghi consoni sotto terra per essere immessa e non sempre se ne trovano, in più cosa succederebbe se improvvisamente con un terremoto o per qualsiasi altro motivo, questa pratica demenziale facesse uscire improvvisamente tutta la CO2 fino a quel momento messa sotto il tappeto? E chi ci dice che i luoghi trovati per lo stoccaggio siano così sicuri che non si verifichino fuoriuscite a nostra insaputa? C’è qualcuno che si fida ancora di quello che fanno e dicono coloro che costruiscono e gestiscono queste mostruose aberrazioni tecnologiche?

Visto che ci dicono continuamente che l’economia, e di conseguenza il consumo energetico, deve sempre crescere, considerato poi che di carbone ne abbiamo purtroppo ancora molto a livello mondiale ed è quello che piace tanto alla nostra Enel (altro che ridicole pubblicità sulle rinnovabili), fino a quando stoccheremo CO2? Fino ad imbottire il pianeta? E dopo cosa facciamo? Ognuno di noi ne ingerisce un po’ e anche in quel caso il famoso scienziato, sempre oncologo e sempre rigorosamente pagato dai costruttori di centrali, ci dirà che fa tanto bene alla pelle e fa dimagrire?

Qualcuno dirà o penserà che il mondo è grande, c’è tanto spazio per inquinare, ma queste asserzioni oltre che essere assurde, si scontrano con dei limiti fisici ineludibili. L’isola o meglio il continente galleggiante di rifiuti plastici del Pacifico e quella recentemente scoperta anche nell’Atlantico le cui dimensioni complessive sono spaventose, stanno a dimostrare che anche considerando il mondo una grande discarica dopo un po’ si satura.

discarica
La discarica mondo è già in grandissima difficoltà oggi

La discarica mondo è già in grandissima difficoltà oggi, figuriamoci cosa succederà con l’ascesa sempre più prepotente nell’olimpo del progresso ‘lavora -consuma-spreca-butta’ di paesi come India e Cina che da soli contano circa due miliardi e mezzo di persone e che ovviamente non vogliono essere da meno di noi nella corsa al suicidio collettivo. Ma a noi tutto ciò non basta dato che anche lo spazio è già affollato di nostri rifiuti. Siamo veramente delle menti superiori, non c’è che dire. E questo è il famoso e decantato progresso? Quello a cui tutti vogliono ambire?

Ritornando poi dalle nostre parti si pensi alla spazzatura a Napoli o zone simili. Aprono l’ennesima discarica, la riempiono e poi la chiudono (più o meno), nel frattempo interrano rifiuti ovunque, meglio se tossici, con la complicità di industriali, malavita e politici, che sempre più spesso sono la stessa cosa. Poi le discariche si esauriscono e bisogna trovarne altre e poi altre ancora perché l’economia, intesa come PIL, cresce e con essa i rifiuti, anzi a volte in proporzione crescono più i rifiuti che l’economia.

La raccolta differenziata è risibile ma anche fosse maggiore, per quanto si possa differenziare e riciclare da qualche parte poi questi materiali nuovi prodotti si dovranno utilizzare, e anche di prodotti riciclati ce ne sarà in surplus. Va senz’altro bene riciclare ma meglio ancora non produrlo proprio il rifiuto.

lampedusa immigrati
Ultima forma di rifiuto, figlio della crescita economica, è il rifiuto umano

Provano a costruire inceneritori ovunque ma anche qui gli va male perché ormai si sa quanto inquinano quanto sono pericolosi per la salute, oltre a non risolvere di un centimetro il problema rifiuti, anzi, creando gravi problemi ulteriori, con la combustione di preziosissimo materiale recuperabile, e trasformando rifiuti normali in rifiuti tossici e producendo micidiali nanoparticelle.

È inutile sperare in miracoli o continuare ad accumulare polvere sotto al tappeto, non se ne esce. Il sistema della crescita infinita è senza senso, assurdo e mortale.

Ultima forma di rifiuto, figlio della crescita economica cioè del sistema economico imperate per cui più si producono e vendono merci più stiamo bene e l’ambiente ringrazia, è il rifiuto umano. Coloro che – grazie ai nostri sistemi economici o perché finanziamo e armiamo i loro dittatori o perché strangolati da economie più forti delle loro cioè le nostre o perché accecati dal mito della televisione per cui qui da noi è una festa continua in abiti Dolce e Gabbana – ovviamente arrivano a migliaia per entrare nel regno dei balocchi.

Si pensa di fermarli con le cannonate? Si spera che il mare ne inghiotta il più possibile o di fare del razzismo una riforma istituzionale?

Per chi vorrebbe affogare chiunque abbia il colore di pelle un po’ diverso dal suo, può essere istruttivo sapere che non si fermerà la marea umana che l’economia della crescita e devastazione inevitabilmente presenta sul conto.

Va ripensato tutto, di certo non sulla base della crescita infinita che non ha nessun senso economico e ambientale. Non sarà ora di metterla in pratica una società di decrescita? Protagonista la gente e poi la costruzione di economie locali, energie locali e minima o nulla produzione di rifiuti, così come di inquinamento e sprechi. Ci sono già tanti esempi in questa direzione, basta conoscerli e applicarli.

Tratto da Il Cambiamento

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