Da sito Aurora Alessandro Lattanzio, 10/7/2014

iraq-hell-terrorism-650_41628 giugno, un capo dell’ordine Naqshabandi, Qalid Ibrahim, viene ucciso a Baquba dalle forze speciali. Il SIIL distrugge tre moschee sciite: Husaniyah, Ahlulbayt e al-Haqim e tre mausolei, Qadir Ilyas, Imam Sad Ibn Aqil, Ar Mamut a Tal Afar. Il SIIL annuncia che santuari e mausolei nel suo territorio saranno distrutti. A Tiqrit, elicotteri da combattimento attaccano le postazioni dei terroristi prima dell’assalto dell’esercito. Il Tenente-Generale Sabah Fatawi, “I terroristi del SIIL hanno due scelte: fuggire o morire“. L’ammiraglio John Kirby, portavoce del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, dichiara che gli Stati Uniti possono schierare 30000 soldati in Iraq in caso il presidente lo decida. 5 terroristi del SIIL sono eliminati dalle forze di sicurezza a Falluja; 20 autoveicoli dei terroristi distrutti presso Samara; Abu Abdul Hadi, capo del SIIL e altri 29 terroristi sono eliminati a Tiqrit. Qasim Ata, portavoce dell’esercito iracheno, afferma che i velivoli russi Sukhoj Su-25 sosterranno presto le operazioni dell’esercito. Le forniture di aerei militari russi all’Iraq rientrano nei contratti già stipulati e da completare entro la fine dell’estate, afferma l’ambasciatore russo in Iraq Ilja Morgunov. “Prevediamo di fornire 5-10 aeroplani entro la fine dell’estate, se non prima. I contratti furono conclusi nel 2013 e ora sono adempiuti. Non sono per gli aerei, ma anche per altri equipaggiamenti, che verranno consegnati appena pronti“. 5 aviogetti sono stati consegnati con un aereo da trasporto russo An-124. “Il Sukhoj Su-25 è un aereo da supporto aria-terra per le missioni antiterrorismo. In questi tempi difficili abbiamo grande bisogno di tali aeromobili. Con l’aiuto di Dio, potremo schierarli nei prossimi 3-4 giorni a sostegno delle nostre forze di terra, nelle operazioni contro il SIIL“, aveva detto il Tenente-Generale dell’esercito iracheno Anwar Hamad Ahmad. “Abbiamo piloti provetti e altri professionisti. I nostri amici russi hanno anche inviato i propri esperti per aiutarci nella preparazione dei velivoli. Anche la logistica è pianificata“. Gli aerei da combattimento saranno di stanza in una base aerea meridionale, mentre il comandante dell’aeronautica irachena Hamid al-Maliqi ha confermato l’invio di elicotteri d’attacco russi MI-35M e MI-28, per “supportare lo slancio” negli attacchi contro il SIIL. Il comandante ha firmato tre contratti con i russi e ha sottolineato l’importanza degli elicotteri quali “eccellenti armi antiterrorismo“. Se l’Iraq crolla potrebbe destabilizzare l’intero Medio Oriente e le regioni limitrofe, avvertiva il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, “Se crolla l’Iraq, e considerando che la Libia è quasi crollata, e qualcuno vuole che la Siria condivida un destino simile, l’intera regione semplicemente esploderebbe e i disordini diventerebbero sua caratteristica dominante, influenzando non solo Medio Oriente e Nord Africa, ma le regioni adiacenti. Esortiamo tutti a trarre le conclusioni da ciò che è successo in Iraq, Libia e Yemen. Non sono Londra e Washington che dovrebbero decidere,.. come in Iraq nel 2003, ma tutti i Paesi della regione, tutti i vicini dell’Iraq“, aveva detto Lavrov aggiungendo che Russia e Cina dovrebbero partecipare a “questa consultazione”. “Vorrei sottolineare ancora una volta, che tutti i vicini dell’Iraq dovrebbero partecipare ai negoziati, proprio come tutti i vicini della Siria dovrebbero discutere la questione siriana. Credo che un simile approccio dovrebbe essere adottato affrontando la crisi in Afghanistan. Se l’occidente smettesse di pensare di esser l’unico ad elaborare una strategia per tutta la comunità internazionale, la situazione si svilupperebbe in modo assai positivo“.
29 giugno, Qasim Ata afferma che 142 terroristi sono stati eliminati e 51 loro autoveicoli distrutti. Scontri tra le forze di sicurezza e il SIIL a sud di Tiqrit, nel villaggio di al-Rwashid. La milizia turcomanna cerca di spezzare la presa del SIIL sul villaggio sciita Bashir, presso Kirkuk. Unmanned Aerial Vehicles (UAV) dell’esercito iracheno bombardano le basi del SIIL a Mosul. Inoltre, al-Iraqiya TV ha riferito che aerei da combattimento iracheni avevano attaccato un convoglio di decine di autoveicoli del SIIL presso Samara eliminando tutti i terroristi a bordo, “la forza aerea irachena ha lanciato intensi e precisi attacchi aerei su raduni del SIIL presso Mosul”. Un nuovo gruppo di resistenza a Mosul, composto da 183 elementi, soldati e ufficiali dell’esercito, si propone di contrastare la presenza dei terroristi nella provincia di Niniwa.
30 giugno, il capo della più grande tribù sunnita irachena, Ali Hatim Sulaymani, dichiarava che continuerà a sostenere gli islamisti fintanto che Maliqi sarà al potere. Il re dell’Arabia Saudita Abdullah licenziava il viceministro della Difesa principe Qalid bin Bandar bin Abdulaziz, su raccomandazione del ministro della Difesa, principe Salman.
1 luglio, l’aeronautica irachena attaccava gli islamisti a Samara. La Turchia registrava un forte calo delle esportazioni in Iraq, pari al 21% rispetto l’anno precedente. Hossein Amir Abdul Allahaan, viceministro degli Esteri iraniano, durante la sua visita a Mosca dichiarava la volontà dell’Iran di fornire attrezzature militari a Baghdad, contro “il tentativo degli Stati Uniti di fare dell’Iraq una seconda Ucraina. … Anche se l’Iraq ha un forte esercito, l’Iran è pronto ad inviarvi consulenti militari per aiutarlo nella battaglia contro il SIIL. Tutte le fazioni irachene dovrebbero rispettare la costituzione del Paese“. Gli Stati Uniti inviavano altri 200 militari in Iraq assieme a droni ed elicotteri, per proteggere i propri interessi. Secondo l’ONU 2417 iracheni furono uccisi a giugno. Il capo del SIIL di Kirkuk, il ceceno Abu Baqr al-Shishani, veniva eliminato dai servizi di sicurezza iracheni. Altri 50 terroristi del SIIL eliminati ad ovest di Mosul. Scontri a Baquba, 1 soldato e 3 terroristi uccisi. Due IED esplodevano a Baghdad uccidendo 9 civili. I seguaci del movimento anti-iraniano del religioso sciita Mahmud al-Hasani al-Sarqi si scontravano a Qarbala con la polizia, 25 persone sarebbero morte. Il movimento blocca anche le strade per Nasiriya e Basrah. L’aeronautica siriana bombardava le posizioni del SIIL a Raqah, distruggendo il centro di ricerca agricolo usato dai terroristi come deposito per gli autoveicoli, un campo di addestramento usato dai terroristi come centro comando, una postazione a 10 chilometri dalla città e le basi del SIIL di Raqah, al-Manaqir e al-Hamrat, e le raffinerie di petrolio. Gli attacchi aerei distrussero numerosi autoveicoli sottratti dai terroristi all’esercito iracheno ed inviati in Siria.
2 luglio, altri 5 aerei Sukhoj Su-25 arrivavano in Iraq. L’aeronautica irachena ora possiede 10 Su-25 forniti dalla Russia, assieme a 7 elicotteri russi, 3 Mil Mi-28 e 4 Mi-35M. Altri 24 Mi-28NE e Mi-35M saranno consegnati entro il 2016 con un contratto da 4,2 miliardi di dollari firmato nel 2012. Secondo fonti inglesi altri 7 Su-25 iraniani sarebbero arrivati a Baghdad per sostenere le operazioni delle forze armate irachene contro il SIIL. I velivoli sarebbero pilotati dai Pasdaran della Guardia rivoluzionaria islamica (IRGC). Gli aerei sarebbero schierati, assieme ai Su-25 russi, nella base aerea Imam Ali. Secondo ACIG.org, l’Iran ha fornito agli iracheni 3 velivoli da combattimento Su-25UBKM e 4 Su-25KM. Tiqrit veniva sgombrata dai terroristi. L’ambasciatore iracheno negli Stati Uniti, Luqman al-Fayli, dichiarava: “Baghdad non può aspettare oltre l’assistenza degli Stati Uniti“, sottolineando che l’Iraq potrebbe rivolgersi ad altri governi per gli aiuti militari, come Iran e Turchia. Il dr. Haydar al-Abadi, portavoce di Maliqi, dichiarava, “Dobbiamo stare attenti a non farci coinvolgere in una guerra settaria: gli sciiti non sono contro sunniti, e il SIIL ha una propria agenda sull’Iraq. Qualunque cosa facciamo, anche se nominassimo un primo ministro sunnita, saranno contro di noi. Combatteranno anche contro Alawi perché è laico, anche se non sciita“. I Su-25 attaccavano le posizioni del SIIL ad Anbar e Babylon, eliminando 60 terroristi. Athil al-Nujayfi, governatore di Niniwa, chiedeva la creazione di un “territorio sunnita” in Iraq, sottolineando che la regione è ricca di petrolio, come i 15 giacimenti recentemente scoperti nella provincia di Anbar, oltre ad ampie risorse idriche. Il SIIL a Mosul chiedeva alle tribù alleate e ai combattenti baathisti di deporre le armi e giurare fedeltà al loro califfo. I capi di al-Qaida giordana Abu Muhammad al-Maqdisi e Muhammad Shalabi condannavano il SIIL. Scontri tra terroristi del SIIL e combattenti Naqshabandi ad Himrin, provincia di Niniwa, che lasciavano 4 morti. I terroristi del SIIL conquistavano la cittadina siriana di Buqamal, occupata dal rivale Jabhat al-Nusra. Il SIIL avanzava verso la roccaforte di Jabhat al-Nusra, Shuhayl. Masud Barzani incontrava il capo della Coalizione nazionale siriana Ahmad al-Jarba.
3 luglio, aeromobili iracheni bombardavano un convoglio di autocisterne del SIIL  presso il villaggio di al-Safra, a sud di Kirkuk. Il raid ha distruggeva 3 autocisterne e ne danneggiava altre 6. I peshmerga si scontravano con i militanti del SIIL a Baquba. Da Jurf al-Saqar, provincia di Babil, venivano cacciati i terroristi del SIIL, mentre l’aviazione bombardava Shurqat, nella provincia di Salahudin. Abu al-Ula al-Shami, capo del SIIL responsabile del reclutamento, veniva eliminato dalle forze di sicurezza ad Anbar. Usama al-Nujayfi, capo del partito Mutahidun, affermava di “aver ricevuto la conferma dal vicepresidente statunitense Joe Biden della ‘necessità di un cambio’ nel Paese. Maliqi è ormai il passato“, e giustificava l’indipendenza curda. La coalizione dello Stato di Diritto guidata da Nuri al-Maliqi dichiarava che non avrebbe permesso ad Usama al-Nujayfi di occupare la carica di presidente, primo ministro o presidente del parlamento. Il portavoce Muhammad al-Sayhud dichiarava: “la nostra convinzione è che Nujayfi abbia fallito nel processo politico iracheno“. L’esercito iracheno liberava il villaggio di Awja, a sud di Tiqrit, eliminando 50 terroristi.
4 luglio, scontri tra SIIL e peshmerga a Jalawa, provincia di Diyala. Il comando delle forze speciali degli Stati Uniti diventava operativo ad Irbil, nel Kurdistan iracheno. Le forze antiterrorismo del governo iracheno eliminavano 80 terroristi e 12 autoveicoli nella provincia di Salahudin, e controllavano Qarbala e le altre città coinvolte nella rivolta di Mahmud al-Sarqi. I velivoli Sukhoj Su-25 iracheni effettuavano attacchi a Kirkuk contro obiettivi del SIIL. 30 terroristi del SIIL venivano eliminati nell’assalto alla raffineria di Baiji. Maliqi dichiarava “Non rinuncerò mai alla mia candidatura a primo ministro“.
5 luglio, la Tunisia ritirava il personale diplomatico in Iraq. I curdi scoprivano finanziariamente e politicamente difficile dichiarare l’indipendenza, dato che per poter vendere il petrolio devono raffinarlo presso gli impianti di Baghdad. Una nave cisterna carica del loro greggio era al largo del Marocco in attesa di acquirenti. Le tribù irachene eliminavano un capo del SIIL, Nasir Sabat. Il pilota iraniano colonnello Shojat Alamdari Murjani cadeva in combattimento in Iraq, presso il santuario sciita di Samara. Il SIIL distruggeva un santuario sunnita, la tomba del nipote del secondo Califfo Umar ibn Qatab a Mosul. Rinforzi arrivavano alla raffineria di Baiji mentre si ebbero scontri tra il personale della sicurezza e milizie filogovernative con i terroristi a Babil, a sud di Baghdad. 2 civili venivano uccisi da 2 autobombe a Basrah. Husayn Firas al-Mashadani, l’emiro di al-Qaida in Iraq, veniva eliminato dalle forze di sicurezza irachene. Il primo ministro Nuri al-Maliqi avvertiva che un referendum sullo Stato curdo nel nord dell’Iraq è incostituzionale, “Nessuno ha il diritto di sfruttare gli eventi attuali per imporre il fatto compiuto, come è già accaduto nella regione curda“.
L’ambasciatore iracheno in Sud Africa, dr. Hisham al-Alawi, dichiarava “L’insurrezione non è solo un problema iracheno, ma internazionale, quindi richiede cooperazione internazionale per essere sconfitta. Le nostre forze di sicurezza hanno ripreso il controllo del campus universitario di Tiqrit e continuano le operazioni di rastrellamento in città, ma ci vorrà del tempo dato che gli insorti hanno piazzato molte bombe. Abbiamo ricevuto jet Sukhoj dalla Russia e attendiamo la consegna di alcuni jet F-16 dagli Stati Uniti. L’Iran ha offerto assistenza militare, se il nostro governo lo richiede, quindi abbiamo supporto morale e materiale da tutto il mondo. Gli insorti hanno ucciso più di 2000 uomini disarmati, donne e bambini nel tentativo di seminare paura tra la popolazione civile, così almeno mezzo milione di persone è fuggito dalle aree che controllano. Gli insorti provengono per lo più dell’apparato di sicurezza della vecchia dittatura. Hanno cercato di dipingerla come un conflitto settario, ma non è così, il capo dell’esercito e il capo delle forze speciali sono sunniti, 9 delle 14 divisioni sono guidate da generali sunniti. Abbiamo diviso il reddito tra le province sulla base della popolazione e le due province più povere sono infatti quelle sciite, a sud di Baghdad. Abbiamo avuto tre elezioni negli ultimi dieci anni e ridotto la disoccupazione dal 30 per cento nel 2003 all’11 per cento dell’anno scorso. Siamo impegnati in uno Stato federale democratico e unito nel rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto. I ribelli hanno commesso crimini di guerra, ucciso 14 importanti imam sunniti e distrutto santuari. Questo è un modello visto in altre parti del mondo, motivo per cui diciamo che è una minaccia globale e dobbiamo avere la cooperazione internazionale per sconfiggerlo“.
6 luglio, 20 terroristi vengono eliminati nella provincia di Salahudin, a Tiqrit, mentre un capo del SIIL e due guardie del corpo vengono eliminati da una IED, a nord-est di Baquba. Masud Barzani dichiarava a un giornale tedesco che la partizione dell’Iraq è inevitabile e che la Turchia è ormai un “buon vicino” del Kurdistan. Il ministero della Difesa iracheno inviava un battaglione di carri armati a supporto delle forze governative che combattono a Jurf al-Saqir, a nord di Babil. L’ex primo ministro iracheno Iyad Allawi incontrava funzionari turchi a Istanbul chiedendo a Maliqi di dimettersi. 3 civili uccisi a Baquba. L’esercito iracheno distruggeva 8 autoveicoli del SIIL presso la raffineria di Baiji e 5 autoveicoli di un convoglio del SIIL presso Falluja. Il giornale curdo Ozgur Gundem, del Partito dei lavoratori curdo, affermava che l’operazione avviata dal SIIL contro Mosul seguiva un piano stabilito in un incontro ad Amman, il 1° giugno, tra esponenti di Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Giordania, Turchia e il leader del Kurdistan Masud Barzani. Parteciparono alla riunione il capo dell’intelligence giordana e rappresentante del re Salah Qalab, il rappresentate del Partito Democratico del Kurdistan Azad Bervari, il vicepresidente dell’intelligence curda Masrur Barzani noto come “Juma”, rappresentanti del partito Baath, due delegati dell’esercito dei mujahidin, e rappresentanti di Ansar al-IslamAnsar al-Sunnah, esercito della ‘Comunità vittoriosa’ maghrebina, “Brigate della Rivoluzione del 1920?, Esercito dell’Islam e un libico residente a Mosul. L’obiettivo della riunione era l’occupazione di Mosul e l’avanzata su Baghdad, con cui imporsi sull’Iraq, mentre Barzani riceveva il sostegno di Gran Bretagna, Israele e Turchia all’indipendenza del Kurdistan iracheno. Secondo la rete irachena al-Sumarya, il capo del SIIL, Abu Baqr al-Baghdadi, sarebbe in Siria dopo essere stato gravemente ferito in un raid aereo ad Anbar. Secondo il rappresentante del Parlamento internazionale iracheno, dr. Haydar al-Shara, “Le forze di sicurezza irachene hanno effettuato un’operazione nella città di Qaim, al confine con la Siria. Grazie ad intelligence accurata e con l’aiuto dell’aeronautica, avrebbero ferito gravemente il capo del SIIL. Dopo essere stato colpito, al-Baghdadi e vari elementi della sua organizzazione sono fuggiti nella vicina Siria, dove al-Baghdadi potrebbe essere morto per le ferite”. Iran e Russia concordi nel sostenere congiuntamente l’Iraq contro il terrorismo, affermava il Viceministro degli Esteri iraniano per gli affari arabi e africani Hossein Amir-Abdollahian. “Teheran e Mosca sostengono fermamente l’Iraq nella sua lotta contro il terrorismo e sosterranno nettamente la nazione e il governo iracheni nel proteggere unità, indipendenza e l’integrità territoriale irachene“. Iran e Russia si oppongono a qualsiasi cospirazione per la disintegrazione dell’Iraq, “Teheran e Mosca hanno stretto in molti casi una comune e coordinata posizione sugli sviluppi regionali. Se Maliqi viene riproposto come primo ministro dell’Iraq, lo sosterremo con forza; e chiunque altro venga eletto nell’ambito del risultato delle recenti elezione, sarà anch’egli sostenuto dalla Repubblica islamica dell’Iran. È una questione interna dell’Iraq”. Il generale di brigata iraniano Masud Jazayri indica negli USA il cervello dei gruppi terroristici nella regione.
7 luglio, il Viceministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian visiterà Oman, Quwayt ed Emirati Arabi Uniti. Il comandante delle forze Basiji iraniane, Generale di brigata Mohammad Reza Naqdi, dichiarava che un nuovo fronte di resistenza contro l’occidente si formerebbe in Iraq se gli Stati Uniti continueranno a proteggere i terroristi. Citibank e Standard Chartered Bank ritiravano i loro uffici dall’Iraq, come HSBC aveva già fatto a crisi iniziata. Il governo iracheno affermava di combattere contro SIIL, baathisti e l’ordineNaqshabandi. Il Kurdistan iracheno ha bisogno di 6 milioni di litri di benzina al giorno, per alimentare oltre 600000 vetture, ma ne produce solo 3,2 milioni di litri. Il governo locale ricorre al razionamento. La protezione del santuario di Samara dell’Imam Asqari veniva assegnata alle Brigate Badr guidate da Haji al-Amari e alla Asayb Ahlal Haq guidata da Qais al-Qazali, la periferia era assegnata alle Brigate della Pace di Muqtada Sadr, mentre la polizia federale veniva allontanata. Un alto comandante delle forze irachene, Maggior-Generale Najm Abdullah Sudan, della 6° Brigata, rimaneva ucciso nelle operazioni antiterrorismo presso Baghdad, dove 60 terroristi venivano eliminati dalle forze di sicurezza irachene. L’alleanza del Kurdistan dichiarava che non parteciperà ai colloqui per la formazione del governo fino a quando non sarà scelto un nuovo Primo ministro. Le forze peshmerga effettuavano operazioni contro il SIIL a Jalawla, presso Diyala. L’esercito e l’aviazione iracheni distruggevano 15 autoveicoli del SIIL a Baiji, provincia di Salahudin, mentre altri 125 terroristi venivano eliminati a Baghdad e dintorni. Il Primo ministro iracheno licenziava il comandante delle forze di terra irachene, Tenente-Generale Ali Ghaidan Majid, insieme al suo vice maggiore Abdul Rahman al-Handal e al suo capo di stato maggiore, Generale di brigata Hasan Abdul Razaq. La motivazione era la ritirata da Mosul di giugno.
8 luglio, l’esercito iracheno assaltava Tiqrit da nord. Muqtada Sadr incontrava la leadership delle Brigate della Pace a Samara. Ad al-Zwaya, a nord di Tiqrit, l’esercito distruggeva 3 autoveicoli del SIIL. Il religioso sunnita e capo degli Studiosi in Iraq, shayq Qalid al-Mulla dichiarava che nelle città sunnite verranno organizzati i Battaglioni di Difesa Nazionale per lottare contro i terroristi, in sintonia con l’appello lanciato da Sistani. Una bomba uccideva 3 poliziotti presso Samara. Diverse bombe a Baghdad uccidevano 3 civili e ne ferivano 17. Maliqi nominava il Generale Raid Shair Jawdat nuovo capo della polizia irachena. Abdulqadir Hamat, ex-colonnello dell’esercito baathista veniva eliminato assieme a 33 terroristi nei raid aerei governativi su Tal Afar. Altri 38 terroristi rimanevano feriti. Un ex-jihadista turco afferma che oltre 6000 islamisti turchi sono stati addestrati dal SIIL. Masud Barzani affermava che i curdi non sono più soggetti alla costituzione irachena. I curdi sosteevano di aver eliminato 200 terroristi del SIIL. Il Consiglio provinciale di Najaf vietava la vendita di merci saudite. L’inviato cinese in Medio Oriente Wu Sike  incontrava il premier iracheno Nuri al-Maliqi, affermando che la Cina è saldamente al fianco degli iracheni nella loro lotta per preservare la sovranità e l’indipendenza contro il terrorismo. Iraq e Cina hanno piena fiducia reciproca e sincera amicizia, dichiarava il Primo ministro, ringraziando il governo cinese per il sostegno a sovranità e indipendenza dell’Iraq, promettendo che Baghdad continuerà a promuovere la cooperazione con Pechino in tutti i settori. Invitava inoltre la Cina a partecipare alla ricostruzione del Paese. “La stabilità dell’Iraq è essenziale per la pace e la stabilità del Medio Oriente e del mondo”, dichiarava Wu. La Cina esorta la comunità internazionale a fare di più per aiutare l’Iraq, sottolineando che continuerà a fornire sostegno materiale all’Iraq.
9 luglio, 3 autobombe esplodevano a Hila, provincia di Babil, uccidendo 3 civili e ferendone 11. Abu Usama al-Musrati, emiro di Sadiya, veniva eliminato insieme a due guardie del corpo in un attentato nella provincia di Diyala. Aerei Sukhoj Su-25 bombardavano le posizioni del SIIL a Babil, eliminando 28 terroristi, mentre unità antiterrorismo del governo, in coordinamento con l’aviazione, assaltavano le posizioni del SIIL nella provincia di Salahudin. Agenti dei servizi segreti del Qatar venivano arrestati negli Emirati Arabi Uniti. La Coalizione nazionale siriana sostituiva Ahmad al-Jarba con Hadi al-Bahra, un agente dell’Arabia Saudita.

1535591Fonti:
Electronic Resistance
ITAR-TASS
Iraqi News
Nsnbc
Nsnbc
PressTV
Reseau International
Reseau International
RussiaToday
The Aviationist
The BRICS Post
Vineyard Saker
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