Mentre spuntano qua e là scritte “violente” (scrivere su un bandone è considerato violento dalla stampa, sbattere la gente fuori casa per debiti irrisori gravati da tassi usurai no), attacchi con petardi e molotov, “pacchi bomba” che non graffiano nemmeno il marciapiede alle sedi di Equitalia, la protesta si alza contro i vampiri di stato (ecco come operano gli strozzini di stato due esempi su Free Onda Revolution).
Strumentalizzando l’innoqua forma di protesta, gli impiegati si sono lagnati di una mancanza di protezione nei loro confronti, dimenticando che le sagome impiccate si riferiscono ai morti che loro causano, in quanto esecutori dell’usura.
Mestre murano una sede di Equitalia, vediamo se gli impiegati comprendono cosa significhi non avere più un luogo dove andare (anche se lì svolgerebbero il loro pregiato lavoro).
A Napoli le forze del disordine si scatenano contro il gruppo Realtà che ha bloccato a lungo l’attività degli aguzzini di stato.
Proseguono i suicidi, Arcangelo Arpino, 63 anni,  in una lettera accusa pesantemente Equitalia, a Viterbo un imprenditore di 70 anni minaccia di uccidersi e di portare all’altro mondo con se qualche impiegato delle “Agenzie delle Entrate”, è stato arrestato.
Forse anche lui, come l’insegnante precario di Ravenna che accoltella un passante a caso, ha visto nelle patrie galere l’unica chance per sopravvivere. Forse l’insegnante era un viziato abbiente insoddisfatto della sua lauta pensione di 450 euri mensili.
Giovanni Vancheri, idraulico di 54 anni non lavorava ma le bollette

arrivavano lo stesso, non si fermano se sei disoccupato, lo stato è con gli aguzzini e se non “servi” più al mantenimento dei parassiti politici e bancari è meglio che ti levi di mezzo, questo è il messaggio delle nostre civili istituzioni che chiedono rispetto.

Due tentati suicidi, un uomo di 50 anni a Porto Torres, disoccupato con moglie e tre figli, ed un altroimprenditore di 73 anni a Torino è in fin di vita dopo essersi sparato.
Negozianti che scendono in strada contro i tecnici a Torino, a Roma un corteo contro la modifica dell’art 18, ormai inutile vista la riforma approvata, ma comodo per far campagna elettorale.
Qual’è la risposta di questo civile stato che chiede tanto rispetto, sacrifici e comprensione?
La Cgil esprime solidarietà verso i lavoratori di Equitalia, che considera veri servitori dello Stato. Che ne è dei lavoratori, precari, disoccupati ed imprenditori vessati i cui beni vengono coattivamente liquidati per “servire” lo stato?
E’ evidente che la Cgil intende fomentare una guerra tra poveri, tra lavoratori “utili” ed altri da spremere e poi buttare.
Di fronte  a tanta insofferenza, come Bersani (che è preoccupato per il sistema non per i cittadini), Monti  ePassera stessi riconoscono, l’intenzione è quella di proseguire indomiti nella macelleria sociale. Consci che questo intendimento potrebbe esasperare un popolo allo stremo, tirano fuori la strategia della tensione, nominando De Gennaro ai servizi (per l’usura?).
Monti parla stizzito di chi ci ha condotto a questa crisi, riferendosi ai governi precedenti, escludendo però il ruolo delle banche, della Ue, dell’euro, delle privatizzazioni e liberalizzazioni fatte per il Mercato. E’ solo colpa dei governi, il che è vero, ma proprio perché con i propri comitati d’affari hanno obbedito, essendo loro fantocci, a quella finanza ed a quei poteri forti che Monti rappresenta. Si sente offeso da questa mancanza di fiducia nella sua opera di risanamento, insomma dobbiamo continuare a spogliarci dei nostri averi, del nostro futuro suicidarci e zitti.
Iceberg Finanza, in questo lucido articolo, è stato l’unico blog a considerare colpevole la finanza di aver strozzato l’economia.
Equitalia chiede di non scaricare la colpa su di loro, bene, ci dicano come e con chi esattamente dovremmo prendercela quando, senza avvisare, mettono la nostra casa all’asta o pignorano d’ufficio la pensione o il reddito.
Troppo comodo fare i picciotti e dire di prendersela con il boss.
I golpisti banchieri al governo ora giocano due carte:
– la sempre comoda e funzionale strategia della tensione
– la negazione dei suicidi, operazione per la quale si trovano sempre esperti in statistica che rimescolano dati al fine di decretare quanto vuole il padrone e sociologi pronti a svolgere il ruolo di pompieri per non aumentare l’antipatia verso gli esattori
Lo abbiamo visto tutti, il Rettore in crisi. 

Mr. Monti, da qualche settimana in qua, non è più “l’uomo sobrio”, l’algido Inviato dal Cielo, il Delegato dei Signori del denaro “sicuro di far uscire l’Italia dalla bancarotta” a colpi di fame e miseria per i sudditi e di ricchi profitti per gli usurai.

Si aggira con il naso in giù, sussurra ridicole teorie all’acqua calda con qualche, mormora con i suoi pari il suo sconforto sullo “stato dell’opera” in panne.

Sentendo tremare la terra ai suoi piedi, gli unici sussulti di decisionismo riguardano ormai improbabili negoziati con la Merkel per ottenere una qualche modifica a quel patto leonino di cessione della sovranità nazionale a Bruxelles da lui già sottoscritto e che condanna l’Italia al perpetuo sottosviluppo. E, naturalmente, le obbligatorie assicurazioni, ai padroni d’Occidente, sul ruolo italiano di ascari al servizio delle guerre di conquista atlantiche: contro Serbia, Afghanistan, Iraq, Libano, Libia e, in fieri, Siria.
Per il resto, si sente trascinato verso quella terra di nessuno che di solito è l’ultima ridotta dei governanti in crisi.

E’ un fatto. Quotidianamente è lo stesso consenso dell’oligarchia a perdere i pezzi. I partiti che lo sorreggono sono in palese fibrillazione: la recente bastonatura elettorale ha fatto loro capire che è tempo di prendere le distanze da un Rettore imposto dalla finanza internazionale, dall’Europa delle banche e dei bund.

La montante protesta popolare contro lo strangolamento da tasse, contro i tagli allo stato sociale, al lavoro, alle pensioni, all’assistenza e ai servizi di tutti, contro la cessione dei residui beni strategici fondamentali a predatori e speculatori (dall’acqua al gas, al petrolio, all’elettricità, alla meccanica di precisione), crescita esponenziale dei suicidi di imprenditori, lo preoccupano.
E lo preoccupano anche i “populisti” – così ci taccia – come noi: le tante voci di protesta che pesano e denunciano un nefasto governo della miseria paravento del sistema affamatore dei popoli.

Molto. E’ evidente. Gli si legge sulla sua stessa faccia.

Ecco allora, come per incanto, sorgere “spontaneamente” in Italia, un revival di terrorismo. Una gambizzazione a Genova, desueti comunicati delle Brigate Rosse qui, “attentati” non firmati (ma “rivendicati” da sempre-pronti anonimi anarchici), grida e vesti stracciate – dal Quirinale giù giù fino ai gabinetti pubblici di ogni città – sul “dilagare del fascismo” (così tanto per irreggimentare anche Grillo &?C.).

Ecco, allora, il varo di misure di contrasto. Le uniche “felicemente” testate (anche in Italia, con l’atroce strategia della tensione e della guerra civile tra giovani degli Anni Settanta). Su più direttrici. Far tacere la protesta, o istituzionalizzarla, come riuscito in parte con i “Forconi” e già di massima con i “grillini” o – nel caso che ci riguarda come quotidiano di battaglia – esorcizzarla, tagliarne le possibilità di vita. Silenziarla con la grancassa dei mezzi di (dis)informazione di massa alzati a tutto volume.

Il tutto delegando, toh, Giuseppe De Gennaro, il Questurino per antonomasia, alla guida, come sottosegretario alla (sua) Presidenza a quella che nella lingua dei suoi padroni si chiama “intelligence”. Un uomo della “Sicurezza” gradito bipartigianamente: da D’Alema a Maroni, a Berlusconi e allo stesso premier.

Da ieri è di De Gennaro – quello del G8 di Genova, per intenderci – ogni responsabilità diretta dei servizi segreti per l’estero e per l’interno, (Dis, Aise e Aisi): con un mandato eccezionale, da Stato Totalitario, da Kgb a Sichereit Dienst. Riferirà le cose “vere” soltanto al presidente del Consiglio, a Monti, e, su proprio progetto o su indicazione di questi, metterà in moto le azioni dei servizi. L’unico impegno “formale” sarà quello di partecipare – e non certo quello di riferire l’irriferibile! – alla scatola vuota del Cisr, il Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica.

Astuto, Mr. Monti, vero? Poco e anti democratico di sicuro, ma ideatore di una mossa “efficiente”.

Un’altra stagione di sangue per l’Italia per acquetare la protesta contro il governo della miseria? E’ il nostro sospetto.

Ugo Gaudenzi
Rinascita

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