Ciò che contraddistingue una persona veramente felice da una persona ordinaria sono sempre le stesse peculiarità ed è per questo che, se la felicità è ciò che desideriamo ottenere, è necessario conoscerle e focalizzare il nostro tempo e le nostre energie su di esse. Ciò nonostante, queste peculiarità non hanno tutte la medesima importanza (alcune lo sono di più, alcune lo sono di meno), vediamo quindi di fare una categorizzazione suddividendole in:

  • Requisiti Fondamentali
  • Requisiti Facoltativi ma molto importanti
  • Requisiti Facoltativi ma importanti
  • Requisiti Utili ma non fondamentali

Già il fatto di possedere le caratteristiche fondamentali (le prime) ci permette di sperimentare questo stato d’essere a tutti gli effetti, ma ciò nonostate, coltivando anche le caratteristiche successive (in scala di importanza), questo piacevole stato d’essere si perfeziona maggiormente e diventa sempre più stabile e duraturo nel tempo.
I pensieri benevoli, che rappresentano i requisiti fondamentali, caratterizzano qualunque stato di felicità e, allo stesso tempo, coltivare pensieri benevoli, respinge parallelamente quelli malevoli, condizione anch’essa assolutamente necessaria (le due condizioni non possono coesistere).
La salute è invece una condizione assolutamente molto utile ma stranamente non fondamentale: questo non vuol dire che si puòtrascurare, ma bensì che possiamo vivere felici anche dovessimo perderla irrimediabilmente: purché siamo in grado di controllare le emozioni e i pensieri (come farlo lo vedremo prossimamente…).
Stessa cosa vale per la cultura, si può essere totalmente ignoranti ma felici (ne sono una dimostrazione i bambini del terzo mondo che, pur non essendo acculturati come noi, hanno visi pieni di gioia che in occidente sono difficili da vedere[1]), ma certamente, anche in questo caso, un valido percorso formativo pone basi migliori per vivere una vita più felice e decorosa.
L’ordine è una caratteristica che compare in cima alla piramide, quasi fosse un elemento irrisorio, ma in realtà per quanto possa essere meno influente rispetto a quelli posti alla base, in realtà vivere nel disordine porta allo stress e lo stress è una condizione che determina ansia, nervosismo e rabbia (che ci allontanano facilmente dallo stato mentale della felicità). Anche qui, se siamo determinati a sufficienza nel controllare la nostra mente, riusciamo comunque a non farci condizionare, ma se possiamo evitarlo molto meglio, no ?
Allo stesso tempo ci sono persone che possiedono già alcuni requisiti, oppure che sono più facilitate a svilupparli. Questo perchè determinate qualità o predisposizioni sono innate: come ad esempio la capacità di instaurare solide amicizie, oppure avere una salute di ferro.
Ma si tratta di “capricci” della natura che in ogni caso, fortunatamente, si può rimediare: perchè la felicità è accessibile a tutti !

Fondamentali
  • Addestramento mentale. Controllare i pensieri perturbanti è fondamentale: provare rabbia, gelosia oppure avere sensi di colpa è abbastanza normale (chi più chi meno lo provano tutti), ma questo non è però sufficiente per giustificarne l’accettazione passiva (sarebbe un po’ come voler accettare la malattia solo per il fatto che è naturale).
    Allo stesso tempo non è sufficiente eliminarli per garantirsi una vita felice: parallelamente è fondamentale rimpiazzarli con i buoni propositi come i pensieri altruistici e benevoli.
  • Essere se stessi. Illudere gli altri su qualità che vorremo avere ma che non abbiamo, ci rende schiavi, ovvero siamo felici unicamente quando ciò che vogliamo rappresentare ci viene riconosciuto (non brilliamo più di luce nostra).
  • Svalutazione dell’Io. Accrescere il nostro Ego e come voler riempire un secchio bucato, si continuerà all’infinito ad assecondarlo inutilmente.
    Infatti l’avidità di riconoscimenti, non potendola sfamare all’infinito, se ci ostiniamo a farlo comunque, saremo in balia di continue frustrazioni.
  • Non giudicare (le persone). Giudicare per il gusto di farlo o per trovare conferma alle nostre credenze preconcette, è un comportamento illusorio. Perché la colpa è per natura effimera: se analizziamo approfonditamente il motivo di determinati comportamenti non troveremo mai il vero colpevole. Prendiamo pure un killer, chiunque giudicherebbero lui il colpevole (certamente da un punto di vista giuridico lo è), ma se analizziamo ciò che l’ha reso tale arriveremo a concludere che sono le sue credenze, esperienze o l’ambiente in cui a vissuto (tutte condizioni effimere).

Facoltativi ma molto importanti

  • Amicizia. Prosperare ad avere relazioni sociali profonde rafforza l’autostima, amplifica la felicità comune e aumenta l’altruismo.
  • Salute. Essendo una qualità che non possiamo rimediare se la perdiamo definitivamente è opportuno conservarla con ogni mezzo possibile, ad esempio curando l’alimentazione: da altra parte al di fuori di una certa igiene alimentare la felicità fatica ad esprimesi.

Facoltativi ma importanti

  • Denaro quanto basta. Anche poveri ed estremamente poveri si può comunque essere felici ma ovviamente in uno stato di povertà estremo, siamo preclusi da molte possibilità ed essere felici diventa molto arduo.
  • Cultura. Vista la complessità del mondo, specialmente quello Occidentale, è molto difficile poter interagire con esso se si è completamente ignoranti. Allo stesso tempo, se non si ha una cultura sufficiente per fare le proprie scelte, è facile essere vittime dei malintenzionati.

Utili ma non fondamentali

  • Ordine. Avere una mente libera e vivere in uno stato di calma interiore è molto più facile se siamo circondati dall’ordine. Una condizione opposta invece, come il caos, rende invece molto più suscettibili a condizioni mentali disagevoli.
  • Liberarsi dal superfluo. Riempirsi la vita con beni inutili ci diminuisce la libertà e crea stress, perchè implica un quota di risorse per la gestione (tenere la macchina pulita, ricaricare il telefonino, tagliare l’erba in giardino…).
    Allo stesso tempo ricercare la felicità con l’acquisto di beni è un desiderio avido e senza fondo che ci spinge regolarmente in uno stato di insoddisfazione.

[1] Ovviamente non tutti, ma comunque una buona parte.

Fonte: http://blog.greenme.it/gola-salute-e-felicita/la-piramide-della-felicita/

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