di Italo Romano
Oltre la Coltre

Siamo una colonia franco-americana, succube delle decisioni internazionali, senza minima possibilità di replica. La sporca dichiarazione di guerra, anche se addolcita con parole di circostanza e con volteggi linguistici, è l’atto più meschino che il governo italiano avesse potuto partorire.

Si, guerra, dobbiamo chiamare le cose con il loro nome. Non “intervento su obiettivi militari” come l’ha definita Berlusconi, ma guerra imperialista, per giunta un imperialismo subappaltato, roba da servi.

L’Italia non era un paese in crisi? I soldi per andare a giocare ai coloni chi li sborsa? Il carburante per gli aerei, le munizioni, i missili, gli equipaggiamenti e tutto il marasma che può comportare un’operazione di tale portata, da dove vengono spillati? Dal mercato del lavoro? Dalla scuola? Dalla cultura? Dalle infrastrutture? Fatemi capire, perchè proprio non ci arrivo.

Inoltre la nostra Costituzione, all’articolo 11 parla molto chiaro “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…”. Ancora una volta la Costituzione è usata ad uso e consumo di chi comanda.

Sarebbe ora di trovare un’alternativa. Magari si potrebbe fare a meno di vendere armi. No, ho detto una stronzata, poi si ferma la giostra. Se non abbiamo più i mostri contro cui sparare, magari la gente potrà iniziare a pensare, senza essere offuscata dalla quotidiana dose di paura propinata dalla propaganda bellica. Sarebbe un circolo vizioso, quindi meglio trovare qualche altra alternativa. Quale? Ah, non si sa, a loro non importa più di tanto, nel frattempo fanno a modo loro, fanno l’unica cosa che sono in grado di fare, uccidono.

La guerra è la mostruosità perfetta create dal genere umano: violenza, odio, terrore, paura. La guerra genera guerra, in una escalation infinita di distruzione e disperazione. Se la catena non viene spezzata, l’autodistruzione sarà la “normale” conseguenza. Se la civiltà non prenderà posto tra i popoli della terra, lo farà l’abisso che con la sua oscura immensità inghiottirà tutto e tutti, lasciando dell’uomo un tenue e triste ricordo.

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