L’esercito americano è il secondo più grande al mondo per numero di personale in servizio attivo. Con un totale di 1.414.149 (ultima statistica del dicembre 2011), è il secondo più grande dopo l’esercito cinese e poco più numeroso dei militari russi. Con i tagli previsti nel personale militare attuati dall’Amministrazione Obama, la dimensione della macchina militare americana, si prevede sarà ridotta di oltre 100.000 unità entro la fine del bilancio fiscale del 2013. A quel punto, le forze armate USA si posizioneranno giusto dietro i russi in termini di personale attivo. Per molti questo taglio rappresenta una inversione di tendenza, un cambiamento di tattica militare e mentalità da parte dell’Amministrazione Obama. Niente di più lontano dalla verità`. La realtà è che l’attuale amministrazione sta riducendo le dimensioni delle forze armate ad uno stato pre 11-settembre 2001, prima dell’inizio delle operazioni anti-terroristiche militari. Una crisi finanziaria associata con l’eliminazione di molte delle menti terroristiche come Osama Bin Laden, giustificano un ritorno a una dimensione più consona della macchina militare a stelle e strisce. Obama non è uno sprovveduto, non si permetterebbe mai di smontare le legioni americane in maniera tale da comprometterne il loro stato di dominatori, ma piuttosto si tratta di riaggiustare il loro livello in accordo con l’attuale situazione sullo scacchiere mondiale. Non sono i tagli di bilancio, ma piuttosto c’è qualcos’altro che sta destabilizzando l’esercito americano: Letteralmente parlando,  un esaurimento nervoso.

Quando il sergente Robert Bale ha deciso di intraprendere una spedizione omicida in Afghanistan uccidendo 17 civili afgani e ferendone altri sei, lasciandosi dietro una scia di sangue e lacrime, lo ha fatto, secondo alcune fonti, sotto l’influenza di pisco-farmaci prescritti. L’avvocato di Bale ha raccontato alla stampa che il suo cliente non ricorda nulla delle azioni che lo hanno portato ad uccidere spietatamente.  Si è saputo che il Sergente Bale era sotto forte stress sia per  questioni personali (a casa), sia per le azioni di combattimento con la sua unita`. Bale ha scelto di distruggere la vita degli altri, ma altri soldati in servizio attivo hanno scelto di terminare la propria vita. Il 2011 è stato l’anno che ha fatto registrare il numero più alto di suicidi tra le forze armate degli Stati Uniti. Le prolungate guerre in Iraq e in Afghanistan hanno influito sulla stabilita` ‘delle menti dei soldati americani. Queste due guerre, da sole, hanno costituito il più lungo periodo di conflitto bellico nella storia degli Stati Uniti. Il numero di suicidi varia a seconda di chi pubblica lo studio. Se vogliamo credere alle cifre ufficiali del Dipartimento della Difesa, ci sono stati 164 suicidi nel 2011 tra il personale militare statunitense. Nel 2010, sono stati 159. Secondo uno studio dell’esercito, il tasso di suicidi tra i soldati degli Stati Uniti è aumentato dell’80% nel periodo tra il 2004 e il 2008. Si tratta di una crisi di grandi proporzioni che ha messo gli ufficiali militari americani in stato di allarme. I vertici militari stanno lottando per trovare una risposta a questa crisi di salute mentale. Dal 2009, se si sommano I sucidi tra le truppe attive e non attive, inclusi i veterani, è più alto il numero di coloro che si sono suicidati rispetto a quelli uccisi in combattimento in Afghanistan e in Iraq. Questa crisi “di nervi” ha costretto il Congresso Americano, nel 2011, a includere una clausola finanziaria nella Legge per l’Autorizzazione della Difesa, sovvenzionando il sostegno a programmi sull’igiene mentale per i militari e i  reduci delle guerre.

Non importa quale siano le soluzioni e quanti soldi i politici americani sono disposti a spendere per affrontare la crisi depressiva, molti ostacoli devono essere rimossi prima di vedere un significativo miglioramento.  Alcuni sostengono, che siccome la dimensione dell’esercito è in fase di riduzione e le guerre in Iraq e in Afghanistan stanno giungendo al termine, il numero di suicidi e dei problemi che affliggono le forze armate americane sono destinate a diminuire. Ma, per altri questa teoria non regge perché, a causa dei tagli e susseguente allontanamento dall’esercito, molti di questi soldati, si troverebbero a contemplare l’abisso, il vuoto, perché per molti di loro il mondo militare è l’unico che conoscono e in cui si identificano. Questi orfani della vita militare potrebbero aggiungersi alla lunga lista di persone con patologie mentali. Anche se fosse vero che il numero di suicidi e problemi mentali sarà destinato a diminuire, giusto per forza di inerzia, il rapporto tra problemi mentali e numero di personale rimarrà alto. Questo perché l’esercito è il riflesso di una società civile che si trova ad affrontare molti degli stessi problemi che affliggono  i militari.

I suicidi sono i risultati estremi di uno stato di declino mentale presente ed evidente tra il personale militare. Le statistiche ci dicono che oltre 110.000 persone in servizio attivo fanno uso di farmaci antidepressivi. Farmaci come Zoloft, Klonopin e Quetiapina sono comunemente prescritti dai medici militari ai soldati per trattare una vasta gamma di condizioni psicologiche. I medici militari affermano che questi farmaci stanno aiutando a prevenire i suicidi e sono anche necessari per mandare i soldati in combattimento in stato completamente funzionale. C’è qualcosa di illogico in queste dichiarazioni. Se è vero che questi farmaci aiutano a ridurre il numero dei suicidi fra i militari americani, dati gli alti tassi di suicidi tra i militari, non riesco a immaginare quello che sarebbe il numero dei suicidi senza questi farmaci. D’altro canto se è vero che questi farmaci prevengono il suicidio, allora è scioccante sapere che tra poco più di 1,400,000 di personale attivo, 110.000 di questi ha bisogno di un numero costante di pillole per funzionare in qualche modo normale. Scommetto con sicurezza che se 110,00 è il numero ufficiale di individui dipendenti da farmaci anti-depressivi, quello reale, di personale militare dipendente da questi psicofarmaci non registrato è almeno due volte tanto, semplicemente perché non trattati come malattie mentali o non segnalati, inoltre perché sono molti i militari che nemmeno sanno di soffrire di malattie mentali, non essendone neppure consapevoli di essere in una difficile situazione di patologia mentale. C’è sempre un certo machismo associato con il far parte del mondo militare, machismo che tende a mascherare le debolezze umane che io stesso, come appartenente prima al mondo militare e poi a quello delle forze dell’ordine, ho sperimentato e continuo a sperimentare.

Molti di questi farmaci portano a effetti collaterali  pericolosi, con tanto di etichette sulle scatole messe dai produttori. Lo stesso farmaco che si suppone per il trattamento di condizioni mentali può causare effetti collaterali mortali come il suicidio e comportamento aggressivo. Disturbi psichiatrici e dipendenza da questi psicofarmaci non sono le uniche cose che devono preoccupare il Dipartimento della Difesa Americano. Molti di questi farmaci sono presi insieme o in combinazione con altri farmaci come antidolorifici, droghe pesanti  o leggere, come ”l’innocente” marijuana ed altri oppiacei, associati in molti casi con il consumo eccessivo di alcol. Il risultato è un cocktail pericoloso di medicinali, droghe e alcol, che ha causato non solo il crescente numero di suicidi, ma anche l’incremento della violenza domestica, che è aumentata del 54% tra il periodo 2006-2011. C’è tutta la ricetta per partorire più di un sergente Bale. Una guerra di nervi senza precedenti nella storia dell’esercito Americano dalla fine della seconda guerra mondiale. Militari già attivi e inattivi che combattono o hanno combattuto non solo lo stress della guerra legato ai vari talebani e terroristi, ma anche ansia, depressione, abuso di sostanze stupefacenti, post-traumi da stress, ecc, insomma un esercito di zombie si aggira per le strade del mondo pronto ad annientare le loro vite o quelle di persone innocenti, come estranei o familiari.

Questi soldati sono il riflesso di una società decadente, che si trova alla fine del suo corso naturale, una società che non ha più nulla da offrire se non illogiche guerre condotte da eserciti fantasma.

Di Gianfranco Campa

Fonte: http://www.conflittiestrategie.it/2012/04/20/military-blues/

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