Tifo PD per gli USA e le sue “vie di fatto” contro il Venezuela

Mutismo sulla drammatica rottura della democrazia in Brasile da parte del PD, che ignora o gira la testa dall’altra parte, di fronte al “golpismo del secolo XXI” che ha rimosso -grazie ad una congiura dei Palazzi- la legittima Presidente costituzionale Dilma Rousseff. Il PD non ha nulla da eccepire di fronte al magno attentato che fa a pezzi la sovranità popolare e il suffragio universale.
Non è solo, un nutrito coro di voci castrate l’accompagnano in questa esibizione di cinicaomertà con i poteri forti mondiali.

Eppure il PD si rallegrò per la svolta iniziata da Lula più di dieci anni fa, e non nascondeva che con il partito dei lavoratori (PT) brasiliano vi era più di qualche radice comune. Addirittura l’additava come “sinistra buona” e raccomandabile per il Sudamerica, contropponendola ai contemporanei e vigorosi processi in corso in Bolivia, Ecuador e Venezuela. Questi ultimi erano bollati in modo inappellabile con il marchio di infamia di “populismo”

Come si spiega il mutismo ermetico sulla scabrosa vicenda del golpe contro Dilma Rousseff? Com’è possibile tacere sulla manovra senza precedenti contro la democrazia brasiliana? Chi tace acconsente. Evidentemente il clan di Renzi si identifica completamente con il ruspante golpismo dei deputati che hanno appena consegnato il Banco Centrale del Brasile a un alto funzionario del banco Mondiale e del FMI con passaporto israeliano.

Il PD è muto e connivente e -nel caso del Venezuela- non si cura di mimetizzare un tifo davvero singolare a favore delle vie di fatto invocate da Washington. Non cessa di stupire lastraordinaria convergenza che sta affiorando tra le tradizionali oligarchie latino-americane e l’ex area progressista europea. Bisogna arrendersi all’evidenza: le due correnti del neoliberismo  europeo (Aznar e Renzi, Mariano Rajoy e Lech Walesa, PP e PS) vanno a braccetto con Cristine Lagarde, coalizzati contro i governi sgraditi a Wall street, Obama e Pentagono.

Fonte: Selvas Blog

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