06 giugno 2006

Intervista a Denis Robert, l’uomo che denunciò Clearstream

…e il dominio del mondo!

Nella continua analisi dei meccanismi che reggono il governo e il crimine invisibile, la Etleboro ha contattato e intervistato il giornalista Denis Robert, fautore di una delle prime indagini sui sistemi di riciclaggio internazionali. Dopo aver messo da parte la sua carriera come giornalista di Libération, ha condotto una dettagliata inchiesta sulle pratiche illecite di uno dei più grandi organismi finanziari al mondo, Clearstream, con il suo libro Révélation$, seguito poi dal reportage, i Dissimulateurs. Viene così apertamente denunciata la pratica di dissimulazione delle banche, ossia un sistema di cancellazione delle tracce informatiche delle transazioni occulte, trasferendo così grandi somme di denaro verso conti correnti non rintracciabili con procedure convenzionali. Un servizio questo di dissimulazione, pagato dai clienti, che sono per lo più grandi multinazionali, che comporta una doppia contabilità che traccia somme colossali ma i reali beneficiari restano sconosciuti. Accanto a Clearstream poi opera una società di consulenti in informatica, per cancellare i tracciati e far “pulizia” di ogni indizio, una multinazionale la cui sede sociale, ironia della sorte, si trova a Clearwater, in Florida.

Tali “rivelazioni” hanno tuttavia sollevato forti polemiche innanzitutto dal mondo giornalistico nel tentativo di compromettere la stessa credibilità di Denis Robert, nonché dal mondo bancario, che ha moltiplicato sempre più le minacce di denuncia per diffamazione. Tuttavia il suo contributo ha sollevato comunque il problema presso il parlamento francese, che in un momento successivo ha nominato una commissione “anti-riciclaggio” , e presso le autorità giudiziarie del Lussemburgo per far luce su quanto rinvenuto nel corso dei processi e delle indagini giornalistiche. Tuttavia le indagini sono state ben presto insabbiate, e ,come lo stesso Denis Robert spiegherà nel suo libro Boite Noire, gli inquirenti lussemburghesi, sotto gli occhi del giudice di istruttoria e del sostituto procuratore, “sono stati incaricati di fabbricare una favola. Una simulazione. Il loro scopo non era di fare la luce, ma l’oscurità”.

Le indagini portate avanti hanno spinto così Denis Robert ad affermare che la fortuna di Bin Laden, così come le relazioni tra la famiglia saudita e quella dei Bush, siano tutte conservate nella cassaforte di Clearstream e del Lussemburgo, paradiso fiscale e giudiziario per eccellenza.

Dopo i colpi delle pressioni, ha dovuto subire innanzitutto il silenzio da parte della stampa, i tentativi d’intimidazione mediante denunce in diversi paesi, campagne di denigramento dell’integrità psicologica di tutti coloro che hanno contribuito a redigere i libri.

La metodologia è sempre la stessa, occorre innanzitutto privare l’avversario della credibilità della sua voce, per poi azionare un meccanismo di controllo della stampa e delle autorità giudiziarie.

La Etleboro ringrazia Denis Robert per la sua disponibilità e per il suo prezioso contributo nella ricerca della verità. A lui va la nostra stima per la sua tenacia e il suo coraggio con il quale continua a lottare a testa alta dei poteri invisibili, subdoli e pericolosi.

Cosa l’ha spinta ad intraprendere un’inchiesta sul funzionamento dei meccanismi di Clearstream?

Il mio incontro con Ernest Backes, un insider che ha partecipato negli anni 70 alla fondazione di Cedel, che è un progenitore di Clearstream. Ed anche il mio

interesse per le società di vendita di titoli e di valute, e per i paradisi fiscali. Quando ero giornalista di Libération ero uno specialista di queste questioni e mi sono sempre interrogato sulla memoria dei circuiti finanziari. Quando ciò avviene, si passa una frontiera e Backes mi diede alla fine una risposta .

Può spiegarci chi è Clearstream e quali sono i meccanismi che utilizza?

Clearstream è la Banca delle Banche, ma è allo stesso tempo un notaio, che registra le transazioni, un faccendiere , perché trasmette le transazione, ed è un banchiere, infatti presta e garantisce prestiti dal 1996. Il suo ruolo è fondamentale ma ambiguo.

La magistratura ha gli strumenti per individuare questo tipo di crimine?

In un ragionamento per assurdo si, gli archivi di Clearstream contengono mille segreti e sono distrutti ogni quindici anni… In realtà no, poiché la sede è in Lussemburgo, che dà l’accesso ad un vero e proprio paradiso giudiziario per il delinquente dal colletto bianco.

Chi secondo lei controlla Clearstream?

Oggi è la Deutsche Börse Clearing di Francoforte, che ha riacquistato le quote delle altre banche azioniste in seguito allo scandalo dei miei libri. Ma non saprei dire chi ne tiene la regia in maniera occulta.

Se scoppierà lo scandalo “Oil for food”, lei crede che Clearstream sarà implicata?

Implicata direttamente no, ma se si trovassero le tracce di un trasferimento nel sistema, sarebbe inevitabile…

In tutto ciò, che ruolo ha giocato la politica e quali conseguenze subiranno le istituzioni implicate?

Nessuno, la politica si disinteressa completamente del problema. Alcuni hanno provato a creare delle commissioni d’indagine, ma sono state schiacciate dagli interessi finanziari. Si consideri per esempio la Commissione Europea e Bolkenstein che hanno bloccato nel 2002 una richiesta d’indagine europarlamentare.

Le crede si cercherà di colpire anche il vaticano, colpendo indirettamente lo Ior?

Lo IOR e l’Ambrosiano sono clienti storici, quindi lascio a voi le conclusioni.

Quali conseguenze lei ha subito e ancora subisce a causa della sua inchiesta?

Molte pressioni, processi e denunce, ma riesco a reggere bene il colpo. Questa settimana uscirà un libro su tale argomento. La domination du monde .

Perché lei ha scritto un romanzo come suo ultimo libro, inventando un personaggio protagonista di tali eventi?

Perché la finzione permette anche di dire la verità, quando le denunce di diffamazione cadono…

Cosa pensa del mondo dell’informazione e del giornalismo?

Pigrizia, compromissione, panurgismo… sono le virtù meglio difese da questa classe.

Secondo lei è giusto redigere un codice etico economico e dell’informazione?

No, mi sembra inutile ma posso convincermi del contrario leggendolo.

Vuole aggiungere qualcosa?

Ho trascorso 17 giorni e 17 notti a scrivere il mio libro, ho bisogno di una vacanza… in Italia, a Siracusa.Vi ringrazio molto, con amicizia, a presto

fonte:http://etleboro.blogspot.com/2006/06/intervista-denis-robert-luomo-che.html

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