Autore: Luca Martinelli, Altreconomia.it

Dove non arrivano le banche private, in Italia può spingersi la Cassa depositi e prestiti (Cdp). Forte di una liquidità di circa 130 miliardi di euro, infatti, la Cassa (che lo scorso anno ha compiuto 160 anni) è ormai quasi ogni giorno al centro delle cronache economiche e finanziarie del Paese.
Nella maggior parte dei casi si tratta, però, di operazioni che esulano da quello che è stato, storicamente, il ruolo della Cassa, ovvero di garantire -a fronte di una raccolta “pubblica”, il risparmio postale e i Buoni fruttiferi postali- i mutui degli enti locali. La trasformazione “in atto” si è completata nell’aprile del 2011, quando lo Statuto della Cassa depositi e prestiti (una società per azioni partecipata al 30% da 66 fondazioni bancarie) ha reso possibile un ulteriore allargamento dell’operatività della Cassa, diventata una sorta di fondo sovrano, “Il sovrano sconosciuto” come l’abbiamo descritta nell’approfondimento su Altreconomia di luglio/agosto 2011.
Un elenco sommario delle ultime che hanno riguardato la Cassa, dopo che il numero di Ae era andato in stampa, aiuta a comprendere lo “spettro d’azione” del fondo sovrano italiano. La prima: l’erogazione di un prestito fino a 765 milioni di euro a favore della società di progetto BreBeMi (incaricata di costruite la nuova autostrada tra Brescia, Treviglio e Milano). Finanziamento che, ricorda Edilizia e territorio, supplemento de Il Sole 24 Ore, per il 66% copre il cosiddetto “prestito bullet”, ovvero quello a lunghissimo periodo (19 anni e mezzo, l’intera durata della concessione autostradale), che è anche il più rischioso.
La seconda: la creazione -nell’ambito dell’ultima manovra finanziaria-, da parte del ministero dell’Economia, di “fondi d’investimento immobiliari chiusi promossi da Regione, Province e Comuni anche in forma consorziata […] al fine di valorizzare o dismettere il proprio patrimonio immobiliare disponibile”, fondi cui può partecipare anche la Cassa depositi e prestiti.
La terza: un intervento della Cassa, auspicato dal sottosegretario all’Economia Stefano Saglia, sul dossier Edison, per “salvare” l’azienda energetica dall’assalto dei francesi di Edf. Il tutto avverrebbe nella cornice offerta dal nuovo Fondo per le imprese strategiche, che il cda della Cassa ha dotato -a fine luglio- di un capitale di un miliardo di euro, che potrà salire fino a 4. Anche se, spiega Il Sole 24 Ore, il capitale “sarà aperto ad altri soci qualificati, anche se la Cassa manterrà comunque una quota non inferiore al 51 per cento”.
C’è infine chi, su Il Sole 24 Ore, ha messo anche la Cassa depositi e prestiti nell’elenco di società “a maggioranza” pubblica da privatizzare per far fronte alla crisi. Ma, ha ricordato Massimo Mucchetti sulCorriere della Sera (14 luglio 2011), chi lo ha fatto “dimentica che la Cdp finanzia opere pubbliche ed enti locali secondo regole impensabili per una banca e con il risparmio postale garantito dallo Stato”.

 


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