Pubblicato 14 ottobre 2012 da Franco Sellarione

E’ ben nota la mia vis­cerale avver­sione per gli avidi insip­i­enti che da decenni stanno dis­truggendo l’Italia stando comoda­mente seduti e ric­ca­mente for­ag­giati in Par­la­mento, in par­ti­co­lare per Casini, un soggetto di cui si può dir tutto tranne che sia uno tutto d’un pezzo.

Da arido oppor­tunista senza ver­gogna, reuc­cio della “stram­bata” polit­ica al cui cospetto volt­agab­bana del cal­i­bro di Scilipoti, Razzi, De Gre­go­rio ed altri appaiono dei ridi­coli apprendisti di fronte a un’irraggiungibile mae­stro, ha cam­bi­ato spesso alleati a liv­ello comu­nale, provin­ciale e regionale ed ha addirit­tura stretto alle anze a mac­chia di leop­ardo, il suo inde­cente “doppio forno” per garan­tirsi in ogni caso un pezzo di torta.., e spesso si è alleato su due fronti opposti in due cit­ta­dine a pochi chilometri l’una dall’altra.

Ha scaraboc­chi­ato e poi difeso a spada tratta il “Por­cel­lum” che ora dis­prezza, ha votato una trentina di leggi ver­gogna in favore dei cor­rotti, si è incener­ito entrambi le mani met­ten­dole sul fuoco per Cuf­faro, ha un seg­re­tario (Cesa) “reo con­fesso” sal­vato da una dura con­danna da il solito “cav­illo”, è lui stesso padrone di un par­titino infarcito di con­dan­nati inda­gati e pre­scritti.. ma ora sbraita invo­cando “liste pulite” nono stante i nomi che gli girano intorno a far­gli da corollario.

Come solo in Italia è pos­si­bile, qui da noi il “nuovo” nella polit­ica si fa  rici­clando senza alcuna ver­gogna il “vec­chio” che però, nien­te­meno, fa l’immane sforzo di cam­biarsi nome e logo.   Scom­met­tendo ancora su questo squallido espe­di­ente, il Casini, che da trenta anni annaspa tra il 4 ed il 6% cosa che in qualunque altra parte del mondo lo avrebbe fatto pre­cip­itare nel dimen­ti­ca­toio da decenni, con la “geniale” oper­azio ne “togli il cog­nome e metti Italia”, è con­vin­tis­simo di essere lui la mas­sima espres­sione del “travol­gente nuovo” della polit­ica tutta intenta a per­cor­rere la strada del “Nuovo Ordine Mon­di­ale”. Quel “nuovo ordine” forte­mente desider­ato dall’ottuagenario “boc­cuc­cia a tarallo” che dopo oltre ses­santa anni di inde­fessa con­tribuzione al dram­matico dis­as­tro ital­iano, non ren­den­dosi conto di essere giunto al capo­linea, un giorno sì e l’altro pure invoca la ces­sione della “sovran­ità nazionale”, certo di poter essere ancora a lungo tra i fau­tori del cambiamento..

A 57 anni, di cui 30 pas­sati comoda­mente assiso in Par­la­mento senza aver mai provato a vivere un sol giorno del suo lavoro (nes­suno immag­ina quale potrebbe essere..), dal 1983 ha mil­i­tato servil­mente por­tan do la borsa a nota­bili Dc, poi nel Ccd ferreo alleato di Berlus­coni, poi ancora nell’Udc acer­rimo (per finta) nemico di Berlus­coni..  ed oggi, da sedi­cente alto stratega della polit­ica del nulla, ha furbesca­mente sci­olto l’inquinata e decotta Udc per mime­tiz­zarsi nell’immaginario “Par­tito della Nazione”.., un coac­ervo di incarta pecoriti per­son­aggi (Casini, Fini, Rutelli, Mon­teze­molo ecc.) che si pro­pone niente­d­i­meno di for­mare una grande coal­izione, assieme a Bersani e Berlus­coni, per con­tin­uare a sostenere Monti nell’operazione macel­le­ria sociale con alle­gato “sal­vatag­gio garan­tito” di Banche, Vat­i­cano e Fondazioni.

Un chiaro esem­pio della sua capac­ità di pas­sare da una “ferma posizione” ad altra altret­tanto “ferma.. ma agli antipodi”, ci viene offerta dalla feroce avver­sione che provava nel dicem­bre 1994 per i gov­erni tec­nici che egli, “l’ondivago per eccel­lenza”, si rifi­utò di appog­giare definendo quel gov­erno tec­nico (Dini) “la ver sione raf­fi­nata, tecnico-universitaria, del rib­al­tone politico, dunque un gioco scor­retto con­tro il bipo­lar­ismo che abbi­amo costru­ito, allo scopo di far dimen­ti­care il voto popo­lare e negare la parola agli elet­tori “. Era il 17 gen­naio 1995!   Quando un anno dopo Dini si can­didò con una sua lista nel cen­trosin­is­tra, Casini tuonò ancora con un  “Se c’è una per­sona inaf­fid­abile è Dini (con cui suc­ces­si­va­mente è andato lunga mente a brac­cetto) per­ché ha fatto un gov­erno tec­nico che doveva restare neu­trale e invece è diven­tato un par­tito”. Era il 24 marzo ’96!  Ora, con la sua ridi­cola per­centuale, vor­rebbe a tutti i costi imporre una Lista Monti.. zeppa di “min­istri tec­nici” e sputazza inviper­ito schizzi di saliva bian­cas­tra ed appic­ci­cosa in fac­cia a chi­unque si azzarda a definire inco­er­enti quei “tec­nici” che ormai dichiarano aper­ta­mente la loro ambizione a fare i “politici”.

Divenuto pres­i­dente della Cam­era per esager­ato ringrazi­a­mento berlus­co­ni­ano per aver­gli por­tato in dono i suoi quat­tro voti, l’intonso Casini (lavo­ra­ti­va­mente par­lando), ha ver­gog­nosa­mente usufruito pure della norma ris­er­vata  agli onorevoli  con­viventi “more uxo­rio” pro­prio men­tre la Cam­era capeg­giata da lui stron cava bru­tal­mente i ten­ta­tivi di far dis­cutere una legge sulle unioni civili o sul mat­ri­mo­nio gay, cioè elim­inare che i par­la­men­tari eteroses­su­ali usufruis­sero di diritti che non erano estesi a tutti i cit­ta­dini met­tendo sotto i riflet­tori la loro ipocrita doppia morale.

Ine­bri­ato dal ruolo pres­i­den­ziale, minac­ciò pure di far cadere il gov­erno se la tracimante mag­gio­ranza di cen tro destra sia alla Cam­era che al Sen­ato, non avesse imme­di­ata­mente cam­bi­ato la legge elettorale.

Il “Por­cel­lum” lo pre­sentò Calderoli ma sem­bra che fu scritto sotto det­tatura dei con­sigliori di Casini e dunque fu subito un pro­porzionale senza pref­erenze.. con liste bloc­cate e soprat­tutto con uno stratos­ferico pre­mio di mag­gio­ranza alla coal­izione vin­cente!   Oggi, con ben altri obi­et­tivi  per­son­ali e di famiglia (Cal­t­agi rone) poiché è noto a tutti che il soggetto antepone sem­pre i suoi inter­essi a qual­si­asi altra cosa, inveisce pesan­te­mente con­tro il “Por­cel­lum” e addirit­tura minac­cia di pro­muo­vere una rac­colta di firme (che rac­coglierebbe solo le firme sue e forse della moglie) per rein­tro­durre le pref­erenze.. boc­ciate da lui!

E così se nel 1995 definiva il gov­erno Dini “nemico del bipo­lar­ismo che abbi­amo costru­ito”, oggi che sogna  la “grande brodaglia ” non vuol sen­tire par­lare di una legge elet­torale che costringa i par­titi a dichiarare pri ma del voto con chi si alleer­anno.. La cosa per lui, mas­simo espo­nente delle gira­volte oppor­tunis­tiche, non gli con­sen­tirebbe di allearsi, ma solo dopo i risul­tati defin­i­tivi,.. con il vincitore!

Insomma un uomo tutto d’un pezzo.. che dopo aver votato una trentina di leggi ver­gogna in favore dei cor­rotti, invece di andarsi a nascon­dere per l’incancellabile ver­gogna che rimarrà scol­pita negli annali, tutti i santi giorni aus­pica la legge anti­cor­ruzione dichiarando (ancora non ha perso il vizio..) “Rite­ni­amo sia giusto pre­sentare un’offerta polit­ica com­posta da per­sone perbene”!

Dichiarazione grave­mente inde­cente, visto che a pro­nun­cia­rla è il soggetto che portò in Par­la­mento Totò Cuf­faro, Calogero Man­nino e Save­rio Romano quando erano già impu­tati per sto­rie di mafia.. e che oggi ad ascoltare i suoi far­net­i­canti solil­o­qui seg­gono in prima fila gente come Paolo Cirino Pomi­cino (due con­dan ne defin­i­tive), Gior­gio La Malfa (una con­danna), Lorenzo Cesa (reo con­fesso di una dozzina di tan­genti sal­vato.. per un vizio di forma), Emma Marce­gaglia (la cui azienda di famiglia ha pat­teggiato per cor­ruzione), Passera (inda­gato per frode fis­cale) e alcuni emis­sari di Italia Futura di Luca Cordero di Mon­teze­molo (con­dan­nato in primo grado per abusi edilizi)..

Avrà mica già cam­bi­ato idea?

Fonte: http://www.italiachevoglio.com/2012/10/14/il-reuccio-della-strambata/

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