ilgraffionews

«Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo e dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due» [George Orwell]. Del maiale non si butta via nulla. Soprattutto quando è intero. La vita di un suino dalla nascita al piatto dura in media una legislatura. È nello stesso tempo di onorato servizio che la pancetta degli onorevoli maiali ingrassa per proteggersi da improvvisi aumenti del prezzo sul mercato (caffè da 70 a 80 centesimi, cappuccino da 1 euro a 1,10 e cornetto da 80 a 90 centesimi) che inevitabilmente si trasferirebbero sui prezzi al consumo a danno della competitività, o quando le scorte tendono a scarseggiare in vista della stagione elettorale, essa mostra un trend di lungo termine di tipo rialzista. Maiali si nasce ma salami si diventa. Non che la domanda di pancetta sia calata rispetto al passato, ma si è registrato invece un progressivo e straordinario ingrassamento della gestione della catena distributiva: oltre 16.000 euro lordi mensili versati nel trogolo senza considerare le spese. Contro i 13.500 di un maiale francese, i 12.600 del tedesco, i poco più di 10.000 euro dell’olandese e gli 8.650 dell’austriaco, per non parlare dei 4.630 euro del “povero” maiale spagnolo. Ecco quante ghiande divora un maiale italiano rispetto ai colleghi europei. Lo dice il rapporto (scaricabile in basso) della Commissione Istat presieduta dal presidente Giovannini, l’organismo incaricato dal governo dello stallone di Arcore e dalle presidenze delle multinazionali del settore alimentare di Camera e Senato – e confermato dall’esecutivo della macelleria sociale del maiale bocconianoMonti – che doveva rendere noto il suo verdetto entro il 31 dicembre. L’ufficio stampa della Camera dei ladroni(comunicato n. 1787 del 03/01/2012) però smentisce: la cifra di 11.283,28 euro mensili è riferita al lordo, precisando “i deputati percepiscono 5000 euro netti al mese”. Con tanti saluti all’istigazione al suicidio eletto a mò di supercazzola da Alessandra Floriani Scicolone. E nel trogolone spunta la paghetta dello stenografoche arriva a guadagnare quanto il re di Spagna. Sembra impossibile, ma è così. Uno stenografo (cioè colui che presiede alla resocontazione dei dibattiti parlamentari) al massimo livello retributivo arriverebbe a sfiorare unostipendio lordo di 290.000 euro. Solo 2.000 meno di quanto lo Stato spagnolo eroga a Juan Carlos di Borbone, 50.000 più di quanto, sempre al lordo, guadagna il cameriere del nuovo ordine mondiale Giorgio Napolitano come presidente della Repvbblica delle leggine vergogna: 239.181 euro. Secondo la Commissione i dati raccolti sono “del tutto provvisori e di qualità insufficiente per una utilizzazione ai fini indicati dalla legge“. Quindi, “nonostante l’impegno profuso e tenendo conto dell’estrema delicatezza del compito a essa affidato, nonché delle attese dell’opinione pubblica sui suoi risultati, la Commissione non è in condizione di effettuare il calcolo di nessuna delle medie di riferimento con l’accuratezza richiesta dalla normativa“. Nel BelPaese ammantato di retorica gli onorevoli maiali chiedono sacrifici lacrime e sangue agli italiani, e poi non si riducono gli stipendi neanche di un centesimo, pur ricevendo prebende e benefici da signorotti, pagati profutamente da onesti e operosi lavoratori. Quando però il maiale è sazio si rovescia il trogolo…

Attività e risultati della Commissione
sul livellamento retributivo Italia-Europa
(31 dicembre 2011)

 

Commenta su Facebook

Tags: