Da Domenico De Simone

un pozzo di libriDa qualche giorno gira sui social network e siti alternativi la notizia che la Finlandia sta per adottare il Reddito di Cittadinanza Universale. Ho provato a cercare conferme sulla stampa ufficiale senza trovarne nemmeno una, ovviamente. E allora sono andato a cercare sui siti finlandesi, fidandomi della traduzione di Google (benedetto Google translator!), ed ho trovato che la notizia è almeno in parte vera.

Ma prima di entrare nel merito della questione devo una spiegazione sul titolo di questo articolo, “Il petrolio della Finlandia”. Perché la notizia è passata sui social come se la Finlandia intenda distribuire a tutti i cittadini il dividendum che ricava dalla vendita del petrolio, il che implica che in Italia o nei paesi che non hanno il petrolio la cosa è infattibile.

Senonché, la Finlandia non ha nemmeno un goccio di petrolio, ed anche le sue materie prime sono scarsissime, tanto che deve praticamente importarle tutte. A parte tante foreste, innumerevoli laghi, miliardi di tonnellate di neve d’inverno e di zanzare d’estate, la natura offre ben poco altro in quantità industrialmente rilevanti. Insomma, il petrolio della Finlandia è una bufala bella e buona che serve solo a ingannare i gonzi che ci credono e commentano che in Italia una misura come il Reddito di Cittadinanza Universale che liberi tutti (ma tutti, proprio tutti, tutti1) dal lavoro è assolutamente impraticabile, perché noi siamo un paese povero di risorse naturali. A prescindere dal fatto che rispetto alla Finlandia siamo enormemente ricchi di risorse naturali e culturali, il punto è che non sono certo le risorse naturali il vero “petrolio” di una società avanzata e ricca. Nella foto ho messo un pozzo, non di petrolio ma di libri. Perché è quella la vera risorsa “naturale” che consente oggi alla Finlandia di discutere seriamente di Reddito di Cittadinanza Universale e di tentarne la sperimentazione.

E veniamo alla proposta. la notizia vera l’ho tratta da quotidiani e riviste online finlandesi di cui questo è un esempio.  Il nuovo Primo Ministro Finlandese, leader del partito del Centro ed a capo di una coalizione di centro-destra, Juha Sipilä, ha messo nel suo programma elettorale la proposta di istituire un reddito di base (il basic income di cui al BIEN – Basic Income Earth Network) per tutti i cittadini finlandesi in una misura tale da assicurare una vita dignitosa indipendentemente dal lavoro. L’idea è quella storica del Reddito di Cittadinanza Universale che ha l’obiettivo di separare il reddito dal lavoro e di fare in modo che il lavoro sia una scelta e non un obbligo. In pratica quello che sostengo da oltre vent’anni nei miei libri e che è stato per la prima volta avanzato da Thomas Paine alla fine del settecento e poi ripreso da molti studiosi e filosofi nell’ottocento e nel  secolo scorso.

Dopo le elezioni, poiché non è un politico come i nostri che promettono mari e monti e poi si dimenticano per occuparsi dei propri affari come dei veri “idiotes” (nell’antica Grecia gli idioti erano quelli che non si occupavano della cosa pubblica ma solo di arricchirsi e delle proprie faccende private), ha rilanciato la proposta sulla quale si è aperto un ampio dibattito nel paese. Le convergenze a livello istituzionale sono amplissime, persino dai partiti di destra che fanno parte della sua coalizione, e soprattutto da ampi settori degli intellettuali e della società civile. La discussione verte essenzialmente sulla misura del reddito da applicare più che sulla sua sostenibilità della misura, e le opzioni vanno da 450 fino a mille euro al mese a tutti i cittadini indipendentemente dal reddito di lavoro.

La strategia del Primo Ministro è sostanzialmente quella indicata dalla ricerca del Nomisma del 1996 della quale ho dato notizia nel mio libro “Un milione al mese a tutti: Subito!” che è del 1999. Si tratta in pratica di utilizzare buona parte delle risorse destinate al sistema previdenziale e di welfare e sostituirle con il Reddito di Cittadinanza Universale. Allora, il Nomisma era arrivato alla conclusione che tra un uso razionale di queste risorse e i risparmi in termini di costo per la loro allocazione “burocratica”, sarebbe stato possibile dare 950.000 lire a tutti i cittadini con un reddito inferiore ai duecentocinquanta milioni di lire, cioè praticamente a tutti tranne i veri ricchi. Escluderli, tuttavia, sarebbe a mio avviso un grave errore, poiché se si stabilisce che il RdC è un diritto universale, questo deve essere proprio per tutti. Se poi un ricchissimo non sa cosa farci del suo RdC e lo dona allo Stato o ai poveri è un’altra questione, ma il principio della universalità del diritto e dell’uguaglianza di tutti i cittadini deve essere fatto salvo. Comunque i finlandesi non ci pensano affatto e discutono, appunto, di introdurre il diritto universale ad una vita dignitosa indipendentemente dal lavoro e dal reddito che questo genera.

Ma dove prende la Finlandia le risorse per raggiungere questo ambizioso obiettivo? Naturalmente dal suo vero petrolio, ovvero dall’elevato livello culturale e di civilizzazione dei suoi cittadini, tale che nonostante la assenza di risorse naturali, la Finlandia è oggi uno dei paesi più ricchi e per la rivista Newsweek quello dove si vive meglio al mondo. Eppure negli anni cinquanta in Finlandia si faceva la fame o quasi e molta gente era costretta ad emigrare in Svezia, Norvegia ed altri paesi per trovare lavoro adattandosi a svolgere anche i lavori più umili per poter sopravvivere. Ancora alla fine degli anni sessanta un finlandese era considerato in Svezia come un italiano in Belgio o Germania, insomma manodopera per i lavori umili e faticosi e con scarso valore aggiunto. E che è successo in Finlandia per farlo diventare in soli trent’anni uno di paesi più ricchi e sviluppati al mondo?

Semplice, I governi finlandesi hanno lanciato e perseguito una politica di alfabetizzazione di massa e di acculturazione dei loro cittadini che nel giro di una generazione ha dato frutti straordinari. E ovviamente continuano a farlo, cosicché l’istruzione di qualunque grado è gratuita per tutti e gli studenti godono di sovvenzioni e di agevolazioni che gli consentono di mantenersi agli studi senza sforzo. In pratica, hanno messo in atto l’idea che ho espresso nel mio libro “Un’altra moneta” di sviluppare il capitale sociale inteso come conoscenze e livello culturale della società, e mano a mano che questo progredisce in misura lineare, le opportunità che esso genera si moltiplicano in misura esponenziale.   È questo il vero petrolio del paese, il segreto di tanta opulenza ancorché la Finlandia sia del tutto priva di materie prime. Queste non servono a nulla se non si ha la capacità di utilizzarle e di creare opportunità crescenti dal loro uso.

L’idea di Sipilä è di avviare una sperimentazione in un’area della Finlandia e poi di estendere l’esperimento a tutto il paese. Idea intelligente, perché si tratta di una misura assolutamente nuova, ma il fatto notevole è che la maggior parte della gente, dei partiti, degli intellettuali non solo ha compreso lo spirito della proposta ma l’appoggia con forza e con decisione, sia dal governo che dalle opposizioni. Si tratta in pratica di costruire una Faz, il cui obiettivo è dimostrare che con tasso negativo e RdC si costruisce una società migliore e molto più forte, sia dal punto di vista economico che sociale.

Come avverto a partire dal mio libro “Un Milione al Mese a tutti, subito!”, questa è l’unica soluzione possibile per ovviare alla comparsa del lavoro. Liberare completamente gli uomini dalla necessità di lavorare per vivere dignitosamente e favorire la loro creatività, cosa che genera innumerevoli ed illimitate opportunità di cui tutti possono usufruire. Per la verità, ritengo che dal punto di vista finanziario questo comporta la necessità di introdurre un denaro a tasso negativo che consente un legame stretto tra investimenti e RdC ed ulteriori risorse dalla mancanza di interessi per l’uso del capitale finanziario. Ma credo che alla fine i Finlandesi ci arriveranno, visto che hanno colto l’essenza rivoluzionaria della proposta. Anche quella è una strada obbligata, come ripeto da tempo.

Vi risparmio le corbellerie e le castronerie che si leggono sui blog e sui social italiani a proposito di questa proposta di Sipilä. Il fraintendimento della proposta ed il tentativo di considerarla una boutade elettorale o una corbelleria bella e buona è comune quasi a tutti. Ma si sa che le idee innovative trovano questo genere di accoglienza tra gli “idiotes” e i servi del padrone, ovvero il potere finanziario. La libertà fa sempre più paura, ma è sempre più vicina…

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