Le anime belle della democrazia globale, gli imbecilli che sognano lo Stato unico mondiale, quello che, nelle loro speranze, farà venire meno le ragioni e le cause delle guerre, stanno assistendo con sgomento alla distruzione del sito archeologico di Palmyra in Siria ad opera delle truppe dell’Isis. Dopo aver auspicato la caduta di Assad, il dittatore Assad, il laico Assad, che quantomeno garantiva la libertà di culto alle varie confessioni cristiane, questi idioti adesso invocano l’intervento degli Stati Uniti e degli altri membri della Nato, loro servi e vassalli, per “spazzare via la canaglia musulmana”, (le parole d’ordine che si stanno facendo passare, e che si sono sentite in giro, sono queste) ed avviare la Siria sulla via della Democrazia. Con la D maiuscola. Come se potesse prendere piede la democrazia parlamentare in realtà nelle quali i fattori che contano sono l’appartenenza etnico-tribale e quella religiosa. Uno scenario già disegnato quello della rivolta islamica in Siria contro il governo laico di Assad. Sono stati infatti gli Stati Uniti, in base al principio di creare il caos per il caos nel Vicino Oriente, ad aver armato le opposizioni siriane, che non potevano che essere islamiche, sia pure “moderate”, e cercare di rovesciare Assad junior. Quando la rivolta si allargò, i governi europei incominciarono a ricevere con tutti gli onori i presunti capi dell’opposizione siriana che in realtà non rappresentavano altro che se stessi. Ed ovviamente a rifornirli di armi. A questi si aggiunsero i governi di Arabia Saudita e Qatar che, da islamici “integralisti” quali sono, coltivano l’idea (perfettamente legittima per loro) di esportare l’Islam laddove era tenuto ai margini nella società. Vedi l’Iraq di Saddam, l’Egitto di Mubarak, la Libia di Gheddafi e appunto la Siria di Assad. Due governi che, grazie ai soldi del petrolio e del gas, hanno finanziato massicciamente l’Isis che è riuscito in tal modo a svilupparsi e crescere e ad attirare migliaia di nuovi militanti nelle propria fila. Non indifferente è stato anche il ruolo di Francia e Gran Bretagna che non hanno mai accantonato l’idea di rimettere piede in un area che fino al 1945 era sotto il loro dominio. Poi, come sempre succede in questi casi, sono stati gli islamici dell’Isis a prendere in mano le redini della rivolta. E perché non dovrebbe essere così considerato che l’Islam penetra in tutti gli aspetti della vita delle persone? E perché, ancora, l’Isis non dovrebbe essere conseguente con la propria natura di religione monoteista ed esclusivista? Il tutto in base al principio: “se qualcosa dice le stesse cose dell’Islam è inutile e superfluo, se dice cose diverse o contrastanti, è blasfemo”. Per questo l’Isis distrugge Palmyra, e quello che ne resta. Come peraltro fecero i cristiani divenuti maggioranza nell’Impero dei Cesari grazie al rinnegato Costantino, distruggendo i templi romani ed utilizzandone le pietre per costruire le proprie chiese. Oggi, quello che cercano gli Stati Uniti è il caos per il caos. Destabilizzare tutta l’area del Mediterraneo e del Vicino Oriente per creare problemi all’Europa con il blocco delle forniture petrolifere e con i flussi migratori incontrollati. Una strategia che si è sviluppata con la destabilizzazione del Nord Africa, la caduta di Gheddafi (grazie alla cooperazione militare di Parigi e di Londra e grazie all’ignobile tradimento di Berlusconi che offrì il supporto logistico delle basi italiane sperando di far sopravvivere il proprio governo), con la caduta di Mubarak, l’avvento dei Fratelli Musulmani e il successivo golpe militare; ed infine con l’attacco concentrico contro la Siria. Vi sono poi due altri fattori che hanno mosso Obama. Nel caso di Gheddafi e della Libia è stata la volontà di impedire il ritorno della Russia nel Mediterraneo, dopo l’accordo a tre tra Gazprom, Eni e la società petrolifera statale libica. Circondare la Russia resta sempre l’idea del noto criminale polacco-americano Zbigniew Brzezinski che, dopo esserlo stato con Carter (1977-1980), è ora anche il “consigliere” di politica estera di Obama. Il secondo fattore risiede nella solita volontà, che accomuna democratici e repubblicani, di tutelare Israele che sarebbe meno minacciato da un governo islamico (che pensa più ad irregimentare i cittadini con la religione) che da un governo “laico” (che punta sull’orgoglio nazionale e sul rafforzamento dell’apparato bellico). Il tragico, e questo dimostra che l’Europa è morta e defunta ed incapace di comprendere quali siano i propri interessi, è che anche i governi dei Paesi “minori” dell’Unione Europea non sono in grado di “leggere” le vicende internazionali e pensano che prima di ogni altra cosa venga il rapporto preferenziale con gli Stati Uniti. Una autentica follia dato che per Washington il legame più importanti è quello con la Cina e tutta l’area del Pacifico. E dato che la paura vera di Obama e dei suoi referenti di Wall Street è che l’Europa stabilisca un legame di ferro con la Russia, unendo la propria tecnologia alle immense materie prime di cui Mosca dispone.

Giuliano Augusto

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