Per circa 20 anni, dal 1985 al 2005, il prezzo dell’oro non ha avuto particolari variazioni rimanendo pressappoco all’interno di un range di 100 dollari, “navigando” fra i trecento ed i quattrocento dollari per oncia.

Per essere precisi, aveva avuto una piccola impennata negli ultimi mesi del 1999, un movimento “premonitore” dello scoppio della bolla internet che arriverà nel marzo del 2000, ma poi tutto si era ridimensionato.

Finita la crisi economica, nel 2003, il prezzo dell’oro cominciava a risalire, dapprima in maniera moderata, poi, dopo il 2005, sempre più intensamente …

500 dollari … 600 dollari … 700 dollari … 800 dollari … 900 dollari

I record venivano quasi giornalmente polverizzati.

Un ritracciamento nel 2008, l’anno della crisi finanziaria, ma era solo questione di alcuni mesi ed il prezzo dell’oro poi riprendeva a salire …

1.000 … 1.100 … 1.200 … 1.300 … 1.400 …

… irrefrenabile …

1.500 … 1.600 … 1.700 … 1.800 …

… ma fin dove vuol arrivare?

Fino al 22 agosto del 2011, con la chiusura sul massimo assoluto a 1.909,60 dollari per un’oncia!!!

Da lì una discesa, quasi senza interruzioni fino alla fine dello scorso anno, al 31 dicembre 2015 eravamo tornati a 1.060 dollari, poi … anno nuovo, vita nuova … e fin dalla prima seduta del 2016 il trend si è invertito completamente. Sembra quasi che il mercato abbia atteso apposta la fine dell’anno per voltare pagina.

Non è proprio una novità assoluta, spesso, anche in passato, il prezzo dell’oro è salito nei primi giorni dell’anno, ma ora le quotazioni del metallo giallo stanno crescendo ininterrottamente da due mesi ed in questo periodo le quotazioni sono aumentate di 200 dollari per oncia.

E’ un segnale da non sottovalutare, il prezzo del metallo giallo è certamente influenzato dal valore del dollaro, ma dopo il forte apprezzamento avuto dal biglietto verde nella seconda metà del 2014 ormai da un anno il cross Eur/Usd è praticamente entrato in una fase laterale fra quota 1,05 e 1,15 quindi la volatilità del prezzo dell’oro non sembra essere determinato da un aspetto “valutario” bensì riflette i timori di un rallentamento economico a livello mondiale.

Insomma si può oggi tornare a parlare dell’oro come “bene rifugio”?

Forse sì, anche se personalmente non ho mai creduto a questo luogo comune. Ritengo, però, che in questo periodo qualche Stato nazionale “importante” preferisca comprare oro anziché “carta”.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

Fonte: Finanza in Chiaro.

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