Di comidad20/11/2012
Adesso anche le ministre Cancellieri e Severino possono vantare il loro caso “nipote di Mubarak”. Infatti il rapporto del Raggruppamento dei Carabinieri per le investigazioni “scientifiche” sul presunto “rimbalzo” dei lacrimogeni sulla facciata del Ministero della Giustizia, può certamente fare il paio in fatto di spudoratezza con quel voto parlamentare che sancì solennemente l’illustre parentela di Ruby. Ad un anno di distanza dall’inizio del suo mandato, si deve dunque constatare che Mario Monti non è riuscito a tenere fede neanche al suo impegno di “sobrietà”, visti i tanti episodi farseschi che hanno contrassegnato l’esperienza del suo governo.
Purtroppo non esiste un monopolio italiano della cialtroneria, come sta dimostrando la triste vicenda dei cugini d’Oltralpe. Chi sperava che il nuovo presidente francese, François Hollande, potesse rappresentare una discontinuità rispetto al nefasto Nicholas Sarkozy, oggi non solo dovrebbe rimanere deluso, ma addirittura pietrificato. A differenza di Obama, il presidente Hollande non si è giovato di un alone mitologico in grado di affascinare le masse e di annullare i dati di fatto. Molte persone, letteralmente, non vogliono sapere nulla del denaro delle lobby che controllano Obama, o della sua Kill List, o della truffa di Medicare.
Ci si comincia invece già a rammaricare della scarsa determinazione che Hollande sta dimostrando nell’opporsi alla politica finanziaria imposta dal governo tedesco; ma la rinuncia francese alla propria indipendenza riguarda anche aspetti più decisivi. Come Sarkozy aveva fatto da battistrada per l’aggressione alla Libia, oggi Hollande sta agendo da testa di legno del Dipartimento di Stato USA per ciò che riguarda la questione siriana. Forse è ancora presto per stabilire se Hollande sia un mistificatore, oppure un impasto di velleitarismo ed ignavia. Sta di fatto che il suo attivismo anti-Assad vorrebbe dare l’impressione di un’iniziativa autonoma, mentre invece sta ricalcando punto per punto l’agenda dell’emiro del Qatar; quello stesso Qatar che in questi giorni è sede di un devoto pellegrinaggio/accattonaggio da parte di Mario Monti.
Nell’agosto scorso Hollande aveva annunciato che avrebbe offerto il suo riconoscimento diplomatico ad un governo siriano costituito dagli oppositori di Assad. Dopo la riunione degli anti-Assad in Qatar, questo governo si è formato, ed ora Hollande ha proclamato che lo riconosce come unica autorità legittima della Siria. Il primo atto di questa “autorità legittima” è stato quello di proclamare che non vi sarà alcun negoziato con Assad, quindi la guerra continua senza esclusione di colpi. Tanto c’è Hollande ad additare Assad come l’unico cattivo, mentre la questione dell’effetto destabilizzante dei soldi e dei mercenari del Qatar e dell’Arabia Saudita, non viene neppure considerata, come se non esistesse. Il tutto viene condito da continue minacce francesi di aggressione alla Siria, con i più vari pretesti. Anche la prospettiva di uno scontro con la Russia – partner commerciale di primaria importanza per la Francia – viene ignorata da Hollande in nome dei superiori interessi della NATO.[1]
A completare il quadro ci sono gli affari della multinazionale francese Total con il Qatar. In premio delle bravate di Hollande, la Total si è vista rinnovare con un accordo venticinquennale il contratto per lo sfruttamento di un giacimento. L’emiro Al Thani è assurto così al ruolo di grande elemosiniere dell’Europa, e ciò spiega la crescente piaggeria nei suoi confronti. Ci si è, giustamente, scandalizzati per i baciamani a Gheddafi; ma quelli erano eccessi personali del Buffone di Arcore, mentre negli affari la Libia agiva da socio alla pari. Oggi invece l’emiro Al Thani può permettersi di entrare nell’economia e nella finanza dell’Italia e dell’Europa con l’atteggiamento del padrone, poiché agisce in concerto con la NATO e con le multinazionali finanziarie sia britanniche che statunitensi.[2]
Il rientro a pieno titolo della Francia nella NATO, voluto nel 2009 da Sarkozy, costituisce una di quelle date cruciali del calvario della colonizzazione europea, come la caduta del Muro di Berlino o la fine dell’Unione Sovietica. La relativa indipendenza militare francese rappresentava infatti l’ultimo residuo di equilibrio di potenza a livello internazionale. Gli effetti di questo nuovo fattore di squilibrio non si sono fatti attendere. La cosiddetta “austerità”, cioè il dominio incontrastato degli interessi della grande finanza, è stato il principale tra questi effetti. Non bisogna dimenticare che il Consiglio Atlantico della NATO costituisce la principale agenzia di lobbying delle grandi multinazionali finanziarie. Tra gli sponsor ufficiali del Consiglio Atlantico non ne manca nessuna, da Goldman Sachs, a Deutsche Bank a JP Morgan, ecc., ecc. La NATO perciò è esattamente come il Fondo Monetario Internazionale, con in più le bombe.
Il recente appello internazionale per fermare la guerra in Siria, è stato espresso certamente da motivazioni generose, ma invocare un negoziato per arrivare alla democrazia, mentre la NATO e le monarchie del Golfo sono del tutto determinate ad eliminare Assad, finisce per fare il gioco della NATO e delle monarchie. La democrazia è un’astrazione, mentre il denaro e le bombe non lo sono. In certi proclami, la politica estera sembra il luogo dei valori astratti, dimenticando che non sono le teorie economiche a determinare le scelte economiche, ma i rapporti di forza interni ed internazionali. I processi di colonizzazione, anche se localizzati, hanno sempre effetti globali. Senza la colonizzazione industriale della Polonia e della Serbia, non sarebbe stato possibile a Marchionne attuare i ricatti di Pomigliano e Mirafiori. Anche la colonizzazione della Siria esporrà l’Europa ad ulteriori ricatti energetici e finanziari. [3]
Hollande non soltanto non ha fatto nulla per sanare lo squilibrio di potenza, ma sta portando questa sudditanza francese nei confronti della NATO ad un livello che sembrava impensabile persino ai tempi del servilissimo Sarkozy. La Francia, in passato, non aveva mai approfittato più di tanto della propria indipendenza militare, basti pensare all’atteggiamento ambiguo del presidente Chirac di fronte all’aggressione statunitense contro l’Iraq del 2003; un’aggressione contrastata da Chirac in termini puramente retorici. Ma questa indipendenza allo stato latente era sufficiente per innervosire gli USA al punto da riempire di spunti di propaganda antifrancese i film ed i telefilm hollywoodiani dell’epoca. Oggi per la propaganda dei film statunitensi i Francesi sono di nuovo dei bravi ragazzi, ma ciò non basta a salvare la Francia da ben altri attacchi. Pochi giorni fa il settimanale britannico “The Economist” ha definito la Francia come la “bomba ad orologeria dell’Europa”, esponendola come bersaglio delle prossime speculazioni finanziarie. Anche i Francesi sono in lista per essere spennati. [4]
Una NATO che ormai può permettersi di fare quello che vuole al suo esterno, può fare ciò che vuole anche al suo interno. Ogni volta che un cosiddetto “dittatore” viene eliminato, ciò significa che i rapporti di forza internazionali si sono ulteriormente spostati a favore degli interessi finanziari rappresentati dal Consiglio Atlantico.
La Merkel, come leader, non è certo più autonoma di Hollande. Ma la Merkel ha alle sue spalle il FMI (diretto da una “francese” come Christine Lagarde!) e gli interessi delle multinazionali finanziarie. Hollande può anche invocare la “crescita” nei vertici europei, ma intanto si dà la zappa sui piedi, poiché sta rinunciando all’unico potere contrattuale che il suo paese potrebbe vantare nei confronti della potenza finanziaria tedesca, e cioè l’indipendenza militare della Francia, che è pur sempre la terza potenza nucleare del mondo.

[1] http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=168753
http://www.agi.it/estero/notizie/201211171224-est-rt10047-siria_hollande_vede_capo_opposizione_ci_sara_ambasciatore
[2] http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.ogj.com/articles/2012/11/total-qatar-extend-al-khalij-agreement.html&prev=/search%3Fq%3Dtotal%2Bqatar%26hl%3Dit%26prmd%3Dimvns&sa=X&ei=-5OoUOXJM9HMsgaMkIGIDQ&ved=0CEUQ7gEwAw
[3] http://www.antimperialista.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2251:appello-internazionale-per-fermare-la-guerra-in-siria&catid=28:siria-cat&Itemid=116
[4] http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-11-16/francia-contro-economist-175620.shtml?uuid=AbSSpZ3G&fromSearch

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