di Alessandra Maiorino –

Lo hanno rifatto, non hanno resistito alla tentazione e ci sono ricascati. Con una nota ufficiale l’arcivescovo di Madrid Antonio Maria Rouco Varela ha annunciato che in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù (o GMG, come pare piaccia molto chiamarla agli stessi organizzatori) i sacerdoti deputati alle confessioni avranno, in via eccezionale, una “abilitazione” in più, diciamo pure un superpotere: quello di assolvere direttamente le donne che si sono macchiate del «delitto di aborto procurato».

Nel maggio 2010 avevamo già assistito proprio qui da noi, in Italia, alla prova generale di queste miserande svendite da fiera di paese, quando a Torino, in occasione dell’esposizione della Sindone, il cardinal Poletto, arcivescovo della città, aveva emanato un decreto simile (anche allora ne avevamo dato conto da queste pagine).

Perché una superficiale conoscenza del catechismo cattolico non induca a sottovalutare la sensazionale portata della nuova offerta madrilena, sarà bene ricordare, come i fedeli cattolici ben sapranno, che il peccato dell’aborto è gravissimo, così grave che un semplice sacerdote non basta per assolvere la pentita di turno, ma abbisogna della dispensa del vescovo: essa infatti incorre ipso facto nella scomunica latae sententiae, ossia d’ufficio, automatica.

Ma c’è di più: l’aborto è considerato un peccato più grave della pedofilia. In un’intervista di qualche tempo fa, monsignor Girotti, reggente della Penitenzieria vaticana, si era prodigato per cercare far intendere anche a noi, comuni mortali, come avvenga che un prete pedofilo se la cavi con una confessione – e al confessore sia assolutamente proibita la delazione! – mentre una donna che ha abortito necessita di un “permesso speciale”. Quanti si fossero persi la disinvolta aplomb con la quale il monsignore elargiva questa ed altre chiarissime “verità”, potranno rifarsiqui.

Ora, stupefatti, apprendiamo che questi uomini che si arrogano la facoltà di interpretare il giudizio divino sugli altri uomini, non solo sanno che Dio nutre minor disappunto verso un suo ministro chestupra e sodomizza minori – magari a decine –, piuttosto che per una donna che si sottopone all’interruzione di gravidanza; essi sanno persino che oggi – proprio oggi e non sempre –, e a Madrid – proprio lì e non ovunque –, Dio sarà un po’ più ben disposto verso tali suddette donne e concederà loro la salvezza, ma, attenzione, solo a condizione che esse si trovino a confessarsi a Madrid tra il 16 e il 22 agosto. Il 23 già dovrete cavarvela da sole, care signore, l’offerta speciale è terminata, e il prezzo delle vostre scelte torna quello che era prima: fiamme eterne, a meno che il vescovo locale non disponga diversamente.

Ora, è evidente come tutto ciò possa sanamente indurre il riso quanti dispongono di una mente sufficientemente salda. Ciò non ostante è piuttosto irritante constatare come la merce di scambio, anche per queste carnevalate teologiche – di cui, ne siamo certi, qualunque credente sincero prova pudore – debba essere sempre e ancora la condotta di vita delle donne, continuamente al centro delle “paterne” attenzioni delle gerarchie ecclesiastiche. Oltretutto qui con l’ulteriore beffa di essere appellate al maschile: nel testo originale in lingua spagnola col quale si annuncia la grande amnistia, si legge infatti che la remissione della scomunica per l’avvenuto aborto sarà elargita «los fieles verdaderamente arrepentidos», cioè «ai fedeli sinceramente pentiti». I vescovi stiano pur tranquilli: per quanto grandi passi la scienza – nonostante loro – abbia compiuto, ancora non è in grado di rendere gravidi gli uomini. Che la Chiesa stia giocando d’anticipo?

http://www.cronachelaiche.it/2011/08/gmg-aborto-e-assoluzioni-a-buon-mercato-venghino-siore-venghino/

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