La Federazione Italiana Amici della Bicicletta sottolinea l’assenza del ruolo della bicicletta nel Programma sperimentale per la mobilità sostenibile

03 - bici sicura

 Se in Francia e in Inghilterra la bicicletta viene messa al centro delle politiche dei Governi e delle amministrazioni locali per la mobilità sostenibile, nel nostro Paese sembra che l’attuale politica ne abbia dimenticati i benefici economici, turistici, ambientali e sanitari che possono derivare dallo sviluppo della ciclabilità.

A denunciare l’assenza del ruolo della bicicletta nello Schema di decreto ministeriale concernente il programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro del Ministero dell’Ambiente è la Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) che ha rilevato come nello schema del decreto attuativo conseguente agli stanziamenti del Collegato ambientale a favore della mobilità sostenibile siano scomparsi le voci di finanziamento relative al bike2work e albike2school.

“Lo sviluppo della mobilità sostenibile, particolarmente in ambito urbano, può essere realizzato ponendo la bicicletta al centro di ogni progettualità, quale fulcro di un sistema integrato e intermodale di multi-mobilità. Le nostre città accusano problemi che vanno affrontati con urgenza: la crescente insicurezza sulle strade, la congestione dovuta al numero di auto private pro capite ormai insostenibile per mancanza di spazio e i dati allarmanti sull’inquinamento ambientale, che miete vittime nell’ordine di 1,4 milioni di persone nella sola Europa”,

spiega la presidente di Fiab Giulietta Pagliaccio.

Nel documento la bicicletta non viene mai citata, nemmeno quando si parla del bonus mobilità per lavoratori e studenti: si dà per scontato che l’unica forma di alleggerimento sia quella garantita dai mezzi di trasporto a basse emissioni oppure dalle auto elettriche e ibride.

A farsi portavoce delle istanze della Fiab è stato ieri il senatore Stefano Vaccari, ma la strada appare ancora una volta tutta in salita.

Via | Fiab

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