Basta la parola. Evadere cosa significa? Fuggire da una situazione insostenibile! E nulla è più insostenibile della schiavitù fiscale alla quale siamo sottoposti. Ma il dagli all’evasore è il gioco preferito dalla classe (casta) politica. In questi ultimi mesi, tra l’altro, s’è intensificata la propaganda, con il ministro Tremonti a battere la grancassa in testa alla banda. C’è qualcuno invece – sulla scorta di centinaia di studi e di libri di pensatori liberissimi – che prende le distanze dalla vulgata politicamente corretta di cui sopra, che vorrebbe tutti quanti noi rinchiusi in qualche inferno fiscale, Cayenne anziché Cayman! Leonardo Facco, il nostro direttore, ha pubblicato da qualche giorno un libro imperdibile: “Elogio dell’evasore fiscale”. Edito da Aliberti è reperibile in tutte le librerie d’Italia.
Si tratta di un volume importante, primo nel suo genere, che dà al lettore tutti gli strumenti – teorici e pratici – per sentirsi orgogliosi ogni volta che si cerca di difendere il frutto onesto del proprio lavoro. Del resto, per prendere posizione in modo razionale sul tema dell’evasione fiscale in Italia, si dovrebbe riflettere su un paio questioni determinanti, poste tempo fa da Marco Della Luna. Primo, pagare le tasse significa dare denaro in gestione ai politici. Domanda: come usano il denaro gli evasori? E come lo usano i politici? Chi dei due lo usa in modo più conforme all’interesse del paese? L’Italia ha più beneficio se un imprenditore evade il fisco per il 10% del suo reddito e usa il conseguente risparmio fiscale per contenere i prezzi e restare sul mercato nonostante la concorrenza cinese e l’inefficienza dello Stato italiano, oppure se quel reddito viene pagato in tasse, ossia viene versato allo Stato e viene quindi gestito dai politici italiani che sappiamo cosa son capaci di fare?
Ancora. Quali conseguenze avrebbe l’impossibilità di evadere per le imprese e per i lavoratori dipendenti che oggi evadono, e sull’andamento dell’economia? Che effetti avrebbe, sui loro costi di produzione e sulla competitività, l’impossibilità di evadere il fisco e i contributi? Riuscirebbero egualmente a restare sul mercato e a conservare il posto di lavoro e il reddito, oppure non ci riuscirebbero più?
L’ex ministro Antonio Martino ha scritto recentemente che se oggi l’Italia prospera ancora è grazie al sommerso. “Elogio dell’evasore fiscale” spiega perché e dà a tutti gli strumenti per smettere i panni dei sudditi e vestire quelli degli individui liberi.
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