“La leva economica nelle nostre mani è un elemento potentissimo che nemmeno ci rendiamo conto di avere”. Perché allora non utilizzare il grande potere che ognuno di noi ha per cambiare la situazione che stiamo ‘subendo’? In concomitanza con i ballottaggi delle elezioni amministrative, Paolo Ermani, Presidente PAEA, ribadisce l’importanza dell’agire in prima persona.

di Paolo Ermani – 21 Maggio 2012

persone
A Berlino i cittadini si stanno auto organizzando per comprarsi la rete elettrica

Berlino i cittadini si stanno auto organizzando per comprarsi la rete elettrica, la rete elettrica!

C’è ancora qualcuno che crede che dal basso non si possa fare nulla, che bisogna aspettare che ci pensi la politica, che bisogna prima prendere il potere e poi forse cambieranno le cose? Ma perché invece di illudersi di tutto ciò non si punta decisamente ad utilizzare il grande potere che ha ognuno di noi per cambiare la situazione?

 

Non sarà che continuare a pensare che occupare chissà quali posti di comando è solo un rimandare all’infinito la vera questione fondamentale, quella di agire, qui, ora, in prima persona, direttamente e possibilmente assieme agli altri? Lo abbiamo visto in Italia con i referendum di cosa sono capaci le persone anche senza i megafoni dei media e il potere dei partiti. Peccato che da quella vittoria non si siano moltiplicate le iniziative come quella di Berlino.

 

L’economia della crescita infinita ha cambiato il mondo e lo sta portando al disastro ma allo stesso tempo è un enorme gigante dai piedi d’argilla, un’economia che ha assoluto bisogno del nostro consenso, dei nostri acquisti, della nostra obbedienza alla religione del consumo. Nel momento in cui questo consenso viene meno e siamo noi ad indirizzare l’economia, questo enorme potere viene intaccato, eroso. È lì che si deve puntare con decisione: altre scelte, altra economia, altra vita e il mondo cambia davvero, perché siamo noi a determinarlo.

 

direzione
“Non servono molto i fioretti o la buona azione ambientalista ogni tanto, serve un progetto, un programma, una direzione, un obiettivo”

Non è più il tempo di sterili proteste che non approdano a nulla, non è più il tempo di lotte fratricide fra improbabili leader che sperano di essere loro i comandanti per farci salire su di una nave che affonda. La leva economicanelle nostre mani è un elemento potentissimo che nemmeno ci rendiamo conto di avere.

 

Dove mettiamo i soldi – tanti o pochi che siano – che lavoro facciamo, che acquisti facciamo, che scelte quotidianefacciamo sono la nostra politica, sono il nostro vero quotidiano voto per un sistema o per un altro, a prescindere da questo o quel partito su cui si mette una crocetta ogni due o tre stagioni.

 

Battezzandoci come ‘consumatori’ ci hanno dato il coltello dalla parte del manico e noi assurdamente lo usiamo sempre contro di noi e contro le generazioni future. La svolta è necessaria, il tempo è maturo, il mondo può cambiare, si può indicare e perseguire una direzione diversa. Bisogna essere volitivi, scrupolosi e preparati. Non servono molto i fioretti o la buona azione ambientalista ogni tanto, serve un progetto, un programma, una direzione, un obiettivo.

 

Possiamo riprenderci vita e senso costruendo un sistema di valorie opportunità opposti a quelli che ci hanno bombardato fino ad ora e ci hanno portato sull’orlo del baratro.

Tutto ciò è possibile, qui ed ora.

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