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syria humanitarian corridorsL’Europa cerca di portare sollievo al popolo siriano con la creazione di corridoi umanitari, un’idea apparentemente nobile con lo scopo di conquistarsi il sostegno russo e cinese nel Consiglio di sicurezza dell’ONU. Ma qualcuno ha chiamato il piano un lupo travestito da agnello.

La richiesta di rotte di approvvigionamento per portare aiuti umanitari alle città siriane è emersa per la prima volta lo scorso novembre, ed è tornata sul tavolo a partire da questa settimana.

“L’idea di corridoi umanitari che ho proposto in precedenza, per consentire alle ONG di raggiungere le zone in cui sono in corsomassacri scandalosi, dovrebbe essere discussa nel Consiglio di Sicurezza,” ha detto Mercoledì il ministro degli Esteri francese Alain Juppé.

Parigi ha suggerito la creazione di un passaggio sicuro per le organizzazioni di soccorso, sia con l’approvazione siriana che in virtù di un mandato internazionale – da qui la necessità dell’approvazione del Consiglio di sicurezza.

Attualmente Damasco ha forze molto limitate, e difficilmente può evitare di sorvegliare i  convogli di aiuti. Permettere alle truppe straniere di entrare sul suo territorio, inoltre, non è un’opzione, com’è stato dimostrato con il recente rifiuto di consentire l’ingresso alle forze di pace della Lega Araba.

Il Consiglio di Sicurezza potrebbe stabilire i corridoi con una risoluzione, e ordinare che siano sorvegliati da qualche governo o organizzazione. Ma la Russia e la Cina, che entrambe hanno potere di veto, hanno detto che non permetteranno l’approvazione di qualsiasi risoluzione che considerano squilibrata.

Sia la Russia che la Cina si oppongono ad ogni risoluzione delle Nazioni Unite che in seguito potrebbe essere utilizzata dalla NATO come scusa per l’azione militare, com’è accaduto in Libia. “La Libia offre un esempio negativo. La NATO ha abusato della risoluzione del Consiglio di sicurezza che stabiliva una no-fly zone e ha fornito direttamente potenza di fuoco ad una sola parte nella guerra libica”, ha detto il più grande giornale comunista della Cina, il Quotidiano del Popolo.

Il piano di Juppe’ finora ha ricevuto sostegno solo dal Parlamento europeo. Il suo presidente, Martin Schulz, ha detto che l’organismo “vuole vedere la messa in atto dei corridoi umanitari e dei rifugi previsti per il crescente numero di sfollati”.

Non tutti sembrano aver abboccato all’idea, però. La NATO sarebbe la prima scelta per il compito di controllore, ma il suo segretario generale Anders Fogh Rasmussen ha dichiarato che l’alleanza non ha “alcuna intenzione di intervenire in Siria”. Ha anche ribadito che deve essere trovata “una soluzione regionale” al conflitto.

Questo passa la palla alla Lega Araba, anche se la mancanza di fiducia della Siria  in alcuni membri della Lega come il Qatar e l’Arabia Saudita, potrebbe essere d’ostacolo. Damasco sospetta che le due monarchie sunnite stiano alimentando i disordini in Siria nel tentativo di estromettere la minoranza sciita alawita dal potere, cosicchè l’accettazione siriana delle loro truppe sul proprio territorio è improbabile.

E il Libano e la Turchia, i due paesi che potrebbero facilmente portare aiuti in territorio siriano, non hanno fretta di farlo. La stampa turca ha riferito recentemente che Ankara preferirebbe un corridoio di aiuti passante per il Mar Mediterraneo e sostenuto dalla base militare britannica a Cipro, piuttosto che attraverso i territori del sud-est della Turchia.

La riluttanza della Turchia ad agire direttamente contro la Siria è comprensibile. Unirsi al coro internazionale che chiede al presidente Assad di dimettersi e proporre una zona protetta a livello internazionale per l’opposizione siriana sul suo territorio è una cosa. Invadere il suo vicino e affrontare possibili ritorsioni militari da parte della Siria – e forse anche del suo stretto alleato Iran – è un po’ troppo rischioso, anche per un membro della NATO. Soprattutto se la ritorsione può arrivare indirettamente – attraverso il sostegno dei separatisti curdi conducendo una guerriglia contro le truppe turche.

Guerra segreta già intrapresa all’interno della Siria?

Il corrispondente itinerante di Asia Times, Pepe Escobar, ha detto ad RT che installare un corridoio umanitario è come dire ad un governo “Guarda, tu sei illegittimo e incompetente – ora vorremmo prenderci cura del tuo popolo”.

“E sul terreno di questo corridoio accadranno ogni genere di cose, come il contrabbando di armi, agenti dei servizi segreti che penetreranno e coordineranno la popolazione locale”, ha aggiunto.

Escobar ha anche osservato che i paesi del Gulf Cooperation Council (GCC) sono fondamentalmente gli unici che spingono per il corridoio umanitario.

“Quelli realmente coinvolti sono l’Arabia Saudita e il Qatar. Essi stanno vendendo questa idea agli Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia. “

Il giornalista ha anche detto che non ci sarà realmente un corridoio umanitario, ma solo un pretesto per essere sul territorio e  influenzare l’azione all’interno della Siria molto più di quanto sia attualmente possibile.

Ma oltre a tutte le domande sollevate dai corridoi umanitari proposti, Escobar ha detto che una guerra segreta è già stata intrapresa contro la Siria.

“C’è già un intervento militare straniero in corso. Non dimenticate che la NATO ha un centro di comando e controllo nella provincia di Hatay, nel sud della Turchia, molto vicino al confine turco-siriano. Si tratta di un passaggio per l’intelligence per andare avanti e indietro attraverso le frontiere, e naturalmente, per le armi – e queste armi vengono finanziate essenzialmente dal GCC, in particolare i sauditi e il Qatar partecipano attivamente – attraverso l’intelligence e con il monitoraggio e addestratori sul terreno”.

Ha aggiunto che c’è un altro canale attraverso il confine libanese – il Consiglio Nazionale Siriano.

“Essi sono supportati direttamente da Nicolas Sarkozy e David Cameron, dal governo turco e dal Qatar. E c’è anche l’Esercito Siriano Libero – che anche analisti europei imparziali, dicono, non è libero e non è un esercito: è un gruppo di guerriglieri infiltrati da persone affiliate ad Al-Qaeda e jihadisti salafiti “.

Escobar ha concluso dicendo che corridoi umanitari o meno, l’interferenza straniera è già lì.

“Questa è una guerra nascosta raddoppiata da una guerra civile”, ha detto.

In precedenza c’era stata l’ipotesi che i ribelli siriani erano stati addestrati dalle forze USA e NATO nel sud della Turchia. Secondo l’ex traduttore dell’FBI Sibel Edmonds che ha parlato con il quotidiano turco Daily Milliyet, gli Stati Uniti erano stati coinvolti nel contrabbando di armi attraverso il confine con la Turchia dalla base militare di Incirlik. Qatar e Arabia Saudita, secondo quanto riferito,  hanno anche offerto un sostegno finanziario all’opposizione siriana, per aiutarla a ricostituire le scorte di armi  in calo. Ci sono state anche segnalazioni ditruppe britanniche e del Qatar che avrebbero diretto consegne di munizioni e tattiche ai ribelli nella sanguinosa battaglia di Homs.

E, secondo la NBC News, gli Stati Uniti hanno ha un “buon numero” di droni che sorvolano regolarmente il territorio siriano e presumibilmente raccolgono prove di atrocità. Il controllo dei movimenti delle truppe del governo ha i suoi meriti come intelligence militare, e può essere utilizzato per piani di emergenza da parte del Pentagono o per un po’ di aiuto amichevole alle forze di opposizione.

Fonte: RT 19 febbraio 2012
Traduzione: Anna Moffa per 
ilupidieinstein.blogspot.com

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