Parlare di biodiversità in agricoltura oggi è praticamente una contraddizione in termini. Conosco tanti agricoltori per cui ogni insetto è semplicemente una minaccia, e allora giù con veleni di ogni tipo. Non voglio offendere nessuno, e capisco che per stare su questo mercato è quasi una scelta obbligata, ma per me è pura follia.

Lo stesso vale anche per le “erbacce”, per cui ci siamo fatti l’idea che l’orto deve essere “pulito”.
Non sono d’accordo.
Cercherò di spiegarmi meglio, anche se su questo argomento si potrebbe scrivere un’intera biblioteca di libri.
Pensiamo al classico campo coltivato a monocoltura.Solo una specie di pianta, pochissime specie di animali, in certi casi addirittura terreni praticamente sterilizzati.Se in questa situazione arriva un fitofago specializzato può riprodursi senza quasi incontrare ostacoli alla sua invasione.

Pensiamo invece ad un prato incolto.Migliaia di specie di animali di tutti i tipi possibili, con tanti consumatori primari, quindi fitofagi, ma anche centinaia di tipi di predatori che si nutrono di questi. Se in questa situazione arriva un fitofago specializzato potrà sopravvivere se c’è la pianta di cui si nutre, ma sarà molto difficile che possa moltiplicarsi a dismisura, con tanti predatori che mangiano più del 99% degli insetti che vivono in quel prato.

Pensateci bene: in un ambiente in equilibrio ogni anno ci sono più o meno gli stessi animali. Il che significa in pratica che per ogni coppia che si riproduce solo due dei spesso numerosissimi discendenti arriva a riprodursi, altrimenti alla lunga una specie prenderebbe il sopravvento sulle altre. Se pensiamo a quante uova possono produrre la maggior parte degli insetti sembra quasi incredibile. Eppure grazie alle numerose specie di predatori e parassiti presenti è proprio quello che succede.

Può capitare che stagionalmente qualche specie a causa di condizioni climatiche particolari sia più o meno numerosa (e anche in questi casi spesso c’è lo zampino dell’uomo in questi squilibri).

Ma in genere alla lunga tutto torna alla normalità.

Per me questo è l’esempio da seguire.

Ma un orto non è un prato, e per forza di cose l’ambiente non sarà mai come quello naturale. Il nostro compito allora sarà quello di farlo almeno assomigliare per certi versi ad un’ambiente naturale. E questo non è così impossibile come può sembrare.

Innanzitutto si dovrà trovare il modo di far convivere più specie possibile di piante coltivate. Ci sono molte consociazioni possibili. E poi si dovrà trovare il modo di far vivere nel nostro orto anche più specie di piante spontanee che sia possibile. Più rendiamo vario il menu e più specie diverse di fitofagi avremo, e di conseguenza avremo anche più specie di predatori che terranno sotto controllo anche quei parassiti delle nostre piante che più temiamo.

Ovviamente non possiamo lasciar fare alla natura perchè altrimenti le piante spontanee prenderebbero facilmente il sopravvento su molte delle piante che coltiviamo. Ma in molti casi un compromesso è possibile. Se per esempio fra i pomodori o i peperoni lasciamo crescere delle piante basse come la Portulaca o la Stellaria che non danno alcun fastidio a queste piante molto più alte di loro avremo diversi vantaggi. Da un lato coprendo il terreno ne limiteranno l’evaporazione dell’acqua creando un microclima più favorevole, dall’altro creeremo un ambiente più adatto a tante specie di predatori, come ragni, coleotteri carabidi ecc. che terranno sotto controllo le specie parassite delle nostre piante.

Non sempre però è possibile fare così. Specialmente le piante coltivate più basse non tollerano molto le piante spontanee.

Ma anche in questo caso si possono usare diverse startegie.

Una può essere la pacciamatura con parti vegetali tipo foglie, paglia, sfalciature di erbacce o simili che ottengono un effetto molto simile a quello delle piante striscianti.

Un’altra che a me piace molto è piantare siepi di piante perenni fra un’aiola e l’altra che se si tengono abbastanza fitte e si potano tutti gli anni in modo da non fargli fare troppa ombra creano comunque una striscia di terreno che rimane intatta e dove molte specie di animali possono trovare rifugio.

Possiamo anche scegliere di lasciare alcuni pezzi dell’orto a riposo a rotazione in modo che questi facciano da “serbatoio” di predatori per le aiole vicine.

Insomma l’importante e fare in modo da avere nel nostro orto il più alto numero possibile di specie di piante ed animali.

Tanto più sarà ricco di specie e tanto meno avremo problemi con una singola specie.

Su questo argomento tornerò ancora molte volte perchè è alla base di un’agricoltura il più possibile naturale, e che oltretutto ci farà alla lunga risparmiare anche soldi e tempo che altrimenti dovremmo impiegare per rimediare agli squilibri che crea un’altro modo di coltivare.

Fonte: Ortoecologo

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