di Italo Romano

Oltre la Coltre

Torno a scrivere in prima persona dopo tanto tempo, forse troppo. Comunque, conta l’oggi, quel che è stato non è, e soprattutto non sarà. Veniamo a noi. Il titolo di questo mio scritto e il medesimo di una e-mail commerciale che ho ricevuto stamani sulla mia posta elettronica principale. Il mittente è uno dei maggiori siti italiani nel commercio on-line di libri. Questo che segue è il breve, e laconico, testo contenuto nella sopracitata:

Gentile Cliente,

ti informiamo che dal 1° settembre entrerà in vigore la legge sul libro che prevede non possano essere più effettuati sconti superiori al 15% sul prezzo di copertina, tranne poche eccezioni (tra di esse le campagne promosse da editori col limite del 25%, titoli invenduti da tempo).

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Lo scorso Ottobre, avevo già parlato di questa legge porcata sul mio blog. Devo essere sincero, il mio cervello l’aveva propositamente cestinata e accantonata nel dimenticatoio, sperando che questa fosse solo una paranoia totalitarista partorita da un attimo di follia sfuggitomi o dalle solite rapsodie orwelliane che ogni tanto mi pervadono. Purtroppo non è così, difatti con la “legge sulla nuova disciplina del prezzo dei libri” (proposta di legge C1257) sarà sostanzialmente vietato alle librerie di attuare autonomamente campagna promozionali senza l’input degli editori. Inoltre, questa, imporrà un tetto massimo agli sconti sul prezzo di copertina del 15% (art.1, comma 2).

Mi chiedo, forse con la consueta ingenuità che mi contraddistingue, come mai nessuno ne parla? Neanche un angolino culturale nel “vasto” parterre intellettualoide italiano, sarà un caso? Dov’è la casta della cultura italiana, quella dei Saviano, dei Travaglio e compagnia bella? Questa sarà una stangata da knock out per la cultura popolare italiana, già minata dalle armi di distrazioni di massa, che pian pianino hanno allontanato l’italiano medio dalla cultura di base, trascinandolo in un vortice “letterario” mediocre, perbenista e qualunquista, fatto di delitti falettiani e amore improbabili mocciani. Tutto questo è avvenuto con il silenzioso assenso partecipato della maggiori case editrici italiane, ovviamente in mano ai soliti noti. Tale legge andrà a distruggere le piccole librerie indipendenti, mettendo nella mani dei franchising editoriali tutto il potere decisionale sulla strategia commerciale da adottare. Di conseguenza anche le case editrici emergenti alternative dovranno affrontare non poche difficoltà, entrando in diretta competizione con i colossi editoriali italiani. La legge del mercato direte voi, la legge della giungla rispondo io. La cultura non può essere nelle mani pochi, è un bene di tutti, che in un paese democratico dovrebbe essere garantita a tutti.

Voglio sottolineare che qui non esiste nessun complotto berlusconiano-mondadoriano, perchè i promotori di questa legge sono tutti deputati del Pd. Questa legge bradburiana è solo un’appendice di una più ampia legge sull’editoria, già conosciuta ufficalmente come disegno di legge Levi-Prodi, e ufficiosamente come ddl-ammazza blog. Faccio i nomi di questi picconatori del mondo librario italiano, senza remore, con astio e rancore: Ricardo Franco Levi, Giovanni Battista Blanchet, Maria Coscia, Emilia Grazia De Biasi, Rosa De Pasquale, Maria Letizia De Torre (insegnante di scuola superiore), Manuela Ghizzoni, Dario Ginefra, Giovanni Lolli, Eugenio Mazzarella (professore ordinario di filosofia), Luigi Nicolais (professore ordinario di ingegneria), Caterina Pes (insegnante di scuola superiore), Pino Picierno (autrice di testi televisivi), Sabina Rossa (insegnante di scuole superiori), Antonino Russo e Alessandra Siragusa (insegnante di scuola superiore). Ripeto, sono tutti deputati eletti tra le file del Pd. Capite? Questa é l’opposizione, la sinistra dei benpensanti e dei raffinati intellettuali, che ciarlano di Berlusconi e le sue puttane e poi devastano le basi socio-culturali del Belpaese.

Per la maggior parte sono insegnanti e docenti universitari, magari di quelli che per fare l’esame devi presentarti all’appello con il libro originale scritto dallo stesso professorone, pagato una barca di euro, magari da ritirare nello studio del medesimo, così ci becca pure le provvigioni con l’editore. Questi sono quelli che si autoclassificano, e vengono classificati dal gregge dormiente, come intellettuali italiani. Una casta che crede nella cultura per pochi o di sicuro non per tutti. Sono loro i depositari delle conoscenze italiche, che stanno contribuendo in maniera decisiva all’annientamento del sistema scolastico italiano. Il tutto rientra in un più vasto piano, ovvere la creazione di un sistema di indottrinamento pilotato, con lo scopo palese di allevare generazioni di dementi, spogliati di spirito critico e caricati di false credenze e assurde convinzioni.

Riconosco che in questo argomento non mi sento superpartes. Scrivo in uno stato misto rabbia-delusione, è vero, ma tutto questo è tremendo. Io sono uno di quei divoratori di libri al limite del paranormale, uno di quei malati che ne ama il profumo, che adora accarezzare le ruvide pagine di un’edizione economica e che viene colto da convulsioni e crisi mistiche se introdotto in talune librerie o biblioteche. Io, che rinuncerei a tutto ciò che è materiale pur di acquistare un libro in più, tutto ciò non lo posso metabolizzare. Le mie letture saranno drasticamente ridotte, questo è certo, davanti il dio denaro sono impotente. Circa vent’anni fa, quando inizia a leggere “Viaggio al centro della terra” di Verne, non potevo lontanamente immaginare che quella “noiosa” lettura estiva , un domani, sarebbe diventata un lusso. Ero ingenuo, proprio come adesso, non capivo, non capisco, no proprio non ci riesco…

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