(Di MoviSol) –

Il 5 luglio la Corte Costituzionale tedesca ha tenuto un’udienza pubblica sui due ricorsi contro l’adesione del governo di Berlino alle politiche di salvataggio europee. I ricorsi sono quelli presentati dai famosi “cinque professori” (Wilhelm Hankel, Wilhelm Noelling, Karl Albrecht Schachtschneider, Joachim Starbatty e Dieter Spethmann) che si sono già battuti contro l’euro in più di un ricorso costituzionale nel passato, e dal parlamentare democristiano dissidente Peter Gauweiler, rappresentato dal giurista Dieter Murswiek. La Corte ha ascoltato i ricorrenti e quattro rappresentanti del governo e del parlamento che hanno difeso i salvataggi.

Le oltre sette ore di dibattimento hanno rivelato che il governo e la maggioranza parlamentare della Germania hanno apparentemente sposato le tesi del famigerato Carl Schmitt, che ottant’anni fa formulò la dottrina secondo cui “un’emergenza crea nuovi poteri e nuove leggi”. Schmitt così preparò il terreno al golpe dei nazisti, che nel 1933 giustificarono la dittatura con il “bisogno di agire contro l’emergenza e le minacce”. Durante tutto il corso del dibattimento, la fazione filo-salvataggi ha fatto frequente uso di termini come “emergenza” o “estremamente pericoloso”.

L’arroganza del potere degli euro fanatici è apparsa evidente quando hanno cercato fin dall’inizio di convincere la Corte a respingere il ricorso: Il ministro del Tesoro Wolfgang Schaeuble ha ammonito i giudici costituzionali che “i nervosissimi mercati finanziari osservano molto da vicino se l’Europa sia in grado di conservare fermezza”, parlando di “situazioni di emergenza in cui abbiamo dovuto agire” e sostenendo che “i mercati finanziari” avrebbero potuto scatenare” un’insolvenza incontrollata” da un momento all’altro.

I ricorrenti hanno sottolineato che persino il principale consigliere economico del governo avesse condannato il salvataggio lo scorso anno, e che un’inchiesta tra oltre 200 economisti tedeschi ha visto 189 di loro votare contro e solo sette a favore del salvataggio. Nella sua risposta, il portavoce dell’esecutivo ha affermato con arroganza che il governo ha scelto di ascoltare il FMI perché questo avrebbe “la migliore esperienza” su come affrontare i problemi del debito. Lo stesso esperto in seguito si è spinto fino a negare che fosse stato violato alcun diritto democratico dei cittadini, chiedendo: “Dove sono i cittadini che protestano contro le misure di salvataggio nelle strade di Brema o Berlino? Dove sono, mi mostri quei cittadini”.

Ma gli euro fanatici hanno oltrepassato il segno, costringendo il presidente della Corte, Andreas Vosskuhle, a interrompere dicendo di aver trovato “troppo ottimismo artificiale” da parte del governo e della BCE. “Che cosa ci avete detto un anno fa su come le cose avrebbero funzionato in Grecia, e invece non è stato così, e ci avete detto la stessa cosa riguardo all’Irlanda e ora al Portogallo. Che cosa dobbiamo credere? A dire il vero, sono scettico”.

I ricorrenti hanno centrato il tema, attaccando il “golpe contro l’istituzionalità europea” (Schachtschneider), “un’emergenza al di sopra della legge, della costituzione e delle leggi europee”, “Un criterio di emergenza che nessun tribunale può accettare” (Murswiek). Spetta alla Corte “fermare la politica UE” per proteggere i cittadini “dalla rovina dell’Unione Economica e Monetaria”, ha affermato Noelling, aggiungendo che la Corte “è l’ultima istituzione in cui la popolazione abbia ancora fiducia”. Schachtschneider e Murswiek hanno chiesto ai giudici di essere consci della propria responsabilità verso la costituzione, lo stato e i cittadini.

Quest’udienza è stata un avvenimento storico, una rara occasione per denunciare gli errori e la complicità del governo con le banche. Il parlamento non compie più il dovere di controllare il governo, e la Germania non dispone di uno strumento come il referendum popolare per correggere le scelte dell’esecutivo. Per quanto riguarda i media, essi in genere fiancheggiano le banche e i mercati finanziari, mostrando poca simpatia per le vittime della crisi. Perciò, la Corte Costituzionale si è dimostrata essere l’ultima spiaggia per ridimensionare gli abusi del governo e del parlamento in mano al partito euro fanatico. La sentenza è attesa per la fine di agosto o l’inizio di settembre.

 

 

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