di  Sergio Cararo
Contropiano

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Il braccio di ferro tra interessi della popolazione e interessi strategici statunitensi sta entrando in una fase delicata e decisiva. Gli Usa pretendono di andare avanti comunque, la gente e gli attivisti chiedono il rispetto delle leggi, il nuovo governo voluto da Napolitano giocherà pesante.

Il Corriere della Sera di oggi la mette giù chiaramente: il nuovo governo dovrà dirimere subito la vicenda della base militare che ospita il sistema Muos di Niscemi. La domanda è retorica? Appoggerà le richieste delle popolazioni locali o delle forze armate e del governo degli Stati Uniti? La risposta, purtroppo, la conosciamo sin da ora. E’ la stessa che abbiamo sulla vicenda della base militare del Dal Molin a Vicenza.

Dopo l’incursione di alcuni attivisti dentro la base militare del Muos a Niscemi, il governo Usa è andato giù pesante. “Gli Stati Uniti – afferma una nota diffusa dall’ambasciata americana in Italia – sostengono convintamente il diritto ad una protesta pacifica. Tuttavia, lo sconfinamento illegale da parte di manifestanti in una struttura militare e la deliberata e irresponsabile distruzione della proprietà degli Stati Uniti hanno messo a rischio sia i manifestanti stessi che i soccorritori. Condanniamo tali azioni. La sicurezza è sempre stata una preoccupazione prioritaria degli Stati Uniti nella realizzazione del sito terrestre per l’antenna Muos, nei pressi di Niscemi. Comprendiamo le preoccupazioni relative alla struttura Muos – prosegue la nota statunitense – sollevate da alcuni cittadini che abitano nella zona, ed è il motivo per cui stiamo cooperando a pieno con il governo italiano, che sta realizzando un nuovo studio sull’impatto per la salute e che sarà completato entro il 31 maggio 2013. Uno studio che siamo fiduciosi confermerà la sicurezza della struttura Muos. La costruzione delle torri Muos – conclude il documento dell’ambasciata Usa – è stata temporaneamente sospesa. Tuttavia, la Naval Radio Transmitter Facility (NRTF) di Niscemi rimane operativa ed è vitale per le operazioni militari e umanitarie della Nato. Le azioni illegali e irresponsabili di oggi, condotte da un gruppo di manifestanti, mettono a repentaglio queste operazioni”.

Balzano subito agli occhi almeno tre elementi:

a) dalla commissione di “esperti” è stato già tagliato il prof. Zucchetti del Politecnico di Torino che ha ampiamente documentato gli effetti micidiali dei radar del Muos sulla salute pubblica e la popolazione;

b) gli Usa parlano di sconfinamento, dunque ritengono il territorio della base di Niscemi roba loro e non territorio italiano;

c) Il progetto militare NRTF centrato sul Muos di Niscemi rimane operativo nonostante la revoca delle autorizzazioni da parte della Regione Sicilia. Dunque sono i lavori al Muos ad essere illegali e non chi sta cercando di fermarli.

Le pressioni sulle autorità regionali si stanno facendo pesanti, pesantissime, affinchè la revoca delle autorizzazioni venga … revocata a sua volta. Il Presidente della Regione Sicilia Crocetta non sembra affatto insensibile a queste pressioni. Questo atteggiamento è diventato uno dei motivi di rottura con i deputati regionali del M5S che parlano di una “rivoluzione sicialiana” già tradita da Crocetta. Dal canto suo, oltre il governo statunitense, anche il Ministero della Difesa italiano è intervenuto sulla vicenda con un comunicato dai toni espliciti e inquietanti, soprattutto e, come di consueto nelle ultime righe: “Nel rispetto del diritto ad una protesta pacifica e democratica – si legge nel comunicato – il ministero ribadisce che la tutela della salute dei cittadini che abitano nella zona di Niscemi è sempre stata e sempre sarà prioritaria e condizione indispensabile per la realizzazione delle antenne terrestri del sistema Muos”. “In tal senso – prosegue la nota del ministero- in attesa dei risultati dello studio dell’Istituto Superiore di Sanità che sarà completato entro il 31 maggio, la Difesa è impegnata a dare puntuale attuazione alle intese raggiunte che prevedono la sospensione della costruzione delle torri e dell’istallazione delle parabole del sistema Muos”. Ma il funzionamento degli impianti della Naval Radio Transmitter Facility di Niscemi, sottolinea, “deve essere assicurato in ottemperanza a quanto convenuto presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri”. Un comunicato che per l’articolazione degli argonenti sembra una fotocopia di quello dell’ambasciata degli Stati Uniti.

E’ bene che nessuno sottovaluti la posta in gioco a Niscemi. La popolazione e gli attivisti No Muos hanno ingaggiato una battaglia gigantesca su tutti i piani: politico, ambientale, democratico, internazionalista, antimilitarista. Hanno bisogno del massimo sostegno di tutti e non solo in Sicilia.

Fonte: Contropiano 24 Aprile 2013

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