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Xylella fastidiosa, gli agricoltori continuano a lottare per la difesa degli ulivi sani da inutili abbattimenti, mentre l’Efsa si esprime sulla possibilità di ricorrere a delle alternative per salvare le piante.

La Corte di Giustizia Europea ha deciso di avviare un procedimento per accelerare l’esame dei ricorsi presentati dagli agricoltori che vogliono evitare che ulivi sani vengano abbattuti come invece previsto daii provvedimenti adottati dal Governo italiano per far fronte all’emergenza Xylella.

Gli agricoltori vogliono salvare dagli abbattimenti almeno le piante sane per tutelare il patrimonio degli ulivi pugliesi. La data dell’udienza per valutare i ricorsi verrà fissata al più presto. E’ così che la Corte di Giustizia UE decide di dare ascolto agli agricoltori pugliesi dato che il decreto per l’emergenza Xylella impone l’abbattimento degli ulivi, anche se sani e non colpiti dal batterio. Basta infatti che gli alberi sani si trovino a 100 metri di distanza da ogni albero infetto.

In particolare, è inaccettabile per gli agricoltori che il decreto preveda la distruzione di 3 alberi sani per ogni albero infetto. Coloro che non rispettano il decreto rischiano pesanti sanzioni. Ecco allora la presentazione dei ricorsi per difendere gli ulivi sani.

Nel frattempo l’Efsa si è occupata di valutare l’efficacia dei trattamenti alternativi proposti in Puglia per salvare gli ulivi dalla Xylella. Secondo l’Efsa le cure non eliminano il batterio Xylella dalle piante ma riducono i sintomi.

L’Efsa spiega che i ricercatori di Foggia hanno trattato gli ulivi infetti con diversi composti bioattivi dopo una potatura severa. Grazie a questo tipo di trattamento si è manifestata unanuova e vigorosa crescita dei rami delle piante con la nascita di foglie sane entro cinque mesi dall’applicazione del trattamento.

Non solo: gli alberi trattati hanno ricominciato a produrre olive e hanno consentito raccolte notevoli. Nonostante l’Efsa affermi che questi trattamenti non eliminino il batterio, notiamo comunque che per gli ulivi colpiti dalla Xylella può esistere una speranza.

I ricercatori continueranno a studiare gli esperimenti sui trattamenti per permettere di sopprimere i sintomi della malattia che sta colpendo gli ulivi pugliesi. Occorrono ulteriori studi al riguardo, ma i risultati sono incoraggianti.

C’è di più: secondo alcune ricerche è possibile ridurre la virulenza della Xylella e nel contempo aumentare la resistenza degli ulivi in modo efficace ed ecosostenibile. La speranza ora è che l’UE ascolti gli agricoltori che hanno presentato ricorso per fermare gli abbattimenti e nello stesso tempo decida di sostenere il proseguimento delle ricerche alternative per salvare gli ulivi dalla Xylella, anche al di là del parere dell’Efsa.

Marta Albè per GreenBiz

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