Come ben sappiamo il prezzo dell’oro è un fattore estremamente importante per capire da che parte sta andando l’economia e di conseguenza le banche centrali cercando di mantenere il più possibile sotto controllo il suo andamento, perlopiù riuscendoci, usando ogni tipo di trucco.

In un mondo (economico) totalmente telematico come il nostro dove gran parte dei controlli sono demandati ai controllati stessi infatti è piuttosto facile barare, come ben sanno alcune organizzazioni che si occupano di cercare di svelare tali trucchi. [1]

In questo scenario sarebbe particolarmente importante riuscire a verificare da vicino come si sta muovendo e come si è mossa la Federal Reserve.

Verificare l’oro della Federal Reserve

di Gary North [2]

Ho postato un video su una faccenda che mai pensavo potesse accadere: tutti e cinque i candidati Repubblicani per il Senato degli Stati Uniti hanno richiesto verbalmente la revisione del Sistema della Federal Reserve. [3]

Bernanke si trova a dover affrontare quello che nessun presidente della Federal Reserve mai aveva dovuto prima: la pubblica consapevolezza del Sistema Federal Reserve. Dal tardo Dicembre del 1913 (quando un Senato quasi deserto votò per il Federal Reserve Act), fino al 2008 (quando l’inizio della recessione confermò l’avvertimento di Ron Paul di fine 2007), non c’era quasi mai stata consapevolezza, o finanche vaga comprensione, del Sistema della Federal Reserve. Il “genio” è dunque uscito dalla bottiglia in cui era stato tappato nel 1913, lo ha tirato fuori Ron Paul.

Dalla riunione segreta del Novembre 1910 (a Jekyll Island, Georgia), fino alla candidatura a Presidente, nel 2007, del Repubblicano Ron Paul, la Federal Reserve aveva sempre avuto mano libera da parte del Congresso. Non c’era mai stato molto da dover sorvegliare, e questo perché il regolamento della FED è stato il frutto di una svista.

Il texano Wright Patman, un Democratico della sinistra populista, era stato assai critico al riguardo. Egli era stato Presidente della House Banking Committee fino al 1975, l’anno prima che Ron Paul arrivasse al Congresso. Era un Greenbacker: un sostenitore dell’economia a tasso zero, che si proponeva di raggiungere questo utopistico obiettivo attraverso l’utilizzo della carta-moneta FIAT [4]. Patman non generò mai nella FED una grande preoccupazione.

Ed invece egli le inflisse una ferita importante. Insieme al Deputato della California, Jerry Voorhis, un altro Greenbacker, nei primi anni ‘40 convinse il Congresso ad approvare un disegno di legge, poi firmato da Roosevelt, che vietava alla Federal Reserve di tenersi gli interessi generati dai Titoli di Stato che essa aveva acquistato utilizzando soldi fiat. Oggi la FED deve restituire al Tesoro tutti questi soldi, a meno dei costi operativi. Per il 2011 l’ammontare è di 77 miliardi di Dollari.  [5]

Una vera e propria revisione annuale della FED, se mai dovesse arrivare, dovrebbe comprendere la verifica della quantità d’oro da essa detenuta. I revisori devono verificarne la quantità nei due caveau di sicurezza. Il primo, quello di Fort Knox, è il più famoso. Quello più importante si trova al n. 33 di Liberty Street, New York City: di proprietà della Federal Reserve Bank di New York, è il caveau “Die Hard III”.

I Revisori devono fare due cose. In primo luogo devono determinare se vi sia custodita la stessa quantità d’oro contabilizzata dalla FED (al falso prezzo di 42,22 Dollari l’oncia). In secondo luogo i Revisori devono seguire la tracce cartacee della proprietà. Essi devono assicurarsi se l’oro nei caveau sia ancora legalmente in possesso dalla FED.

C’è la possibilità che la FED abbia trasferito la proprietà di quest’oro, tramite contratti swap [6], alle Banche Centrali Europee, che lo hanno a loro volta affittato/venduto ad acquirenti privati. Non è sufficiente stabilire se l’oro fisico è effettivamente nei due caveau. E’ anche obbligatorio determinare se la FED abbia indirettamente venduto l’oro del Governo, che essa detiene fiduciariamente dal 1933.

Bernanke contrario ad un vero e proprio controllo del governo

Tutti i Presidenti della Federal Reserve (FED) hanno resistito ai tentativi del Congresso di far effettuare un controllo contabile indipendente da parte del General Accountability Office (GAO) del Governo degli Stati Uniti. Bernanke se ne mostrò fermamente contrario nel 2009. Egli naturalmente non fece alcuna menzione a quella che io considero la ragione principale della sua opposizione ad una verifica contabile: la mancanza dell’oro. Per tutti i ??Presidenti della FED l’oro è niente più che una parola di tre lettere. Egli parlò solo di politica monetaria, come se il Congresso non avesse alcuna autorità su quest’ultima, nonostante l’antica “barbara reliquia”, ovvero la Costituzione degli Stati Uniti.

Il Congresso ha recentemente discusso riguardo l’aumento delle possibilità di verifica sulla FED da parte del GAO. Come saprete, la FED è tutt’ora oggetto di frequenti critiche da parte del GAO. Questo ha, a livello teorico, ampi poteri di verifica sulle sue funzioni ed attività.

Tutto ciò è però un inganno. In primo luogo, la FED è verificata a rotazione da società di revisione private, che sono nominate dall’Ufficio dell’Ispettore Generale. Questo sistema a rotazione fa della continuità dei controlli a lungo termine un obiettivo molto difficile da raggiungere. La FED vieta inoltre alle società di revisione di verificare tutte le sue operazioni.

Secondo la FED di New York, le operazioni sono sì soggette al riesame da parte del GAO, tuttavia i Revisori sono impediti per legge dalla verifica sulle operazioni di politica monetaria e sulle transazioni effettuate dalla FED per conto delle Banche Centrali estere. Questa restrizione è stata imposta dal Congresso per garantire l’indipendenza della FED dalle influenze politiche. “Influenza politica”.

C’è un altro termine per definire l’”influenza politica”, ed è “Governo degli Stati Uniti”.

La FED difende il seguente principio: “la politica monetaria è troppo importante per essere sottoposta a revisione da parte del Governo”. Dopo tutto, quale pretesa d’autorità dovrebbe mai avere il Governo, a parte il fatto di aver creato esso stesso il sistema della Federal Reserve?

In secondo luogo, un vero e proprio controllo richiederebbe al Congresso di rinunciare alle restrizioni sulla propria autorità, restrizioni che il Congresso ha imposto a se stesso, convinto a ciò dal settore bancario. È per questa ragione che Bernanke si opponeva ad un controllo. Ha aggiunto questo nel 2009.

Il Congresso ha recentemente concesso al GAO la possibilità di condurre verifiche sulle linee di credito estese dalla FED a singole e specifiche società, sotto la copertura legale garantita dalla sez. 13 del Federal Reserve Act, comprese le facilitazioni di credito fornite, o create, per l’American International Group e per la Bear Stearns. Il GAO e lo Special Inspector General hanno il diritto di verificare il programma TALF [7], che utilizza i fondi del Troubled Assets Relief Program.

Mentre Bernanke stava dando questa testimonianza, la FED fu coinvolta in una controversia giudiziaria con il Freedom of Information Act [8], richiesto dal Bloomberg News per scoprire chi ha il possesso effettivo dei soldi TALF. Bloomberg News ha avviato questa causa nel Novembre del 2008 [9], dopo che la FED aveva fatto ostruzionismo riguardo la sua richiesta, poi effettuata nel Maggio scorso. C’è voluta una decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, nel 2011, per strappare queste informazioni alla FED. [10]

Bernanke continuò:

“Il Congresso però, e di proposito, escluse dall’ambito dell’applicazione di eventuali verifiche del GAO alcune aree particolarmente sensibili, in particolare le delibere e le operazioni di politica monetaria, comprese quelle “window” ed “open market” [11]. In tal modo il Congresso bilanciava con attenzione le necessità della responsabilità pubblica, con i benefici di una politica forte, che derivano entrambi dal mantenimento di un adeguato grado di indipendenza della Banca Centrale, nella realizzazione ed esecuzione della sua politica monetaria.

La frase “bilanciamento delle necessità” è in codice, e sta per “abdicata autorità del Congresso”.

I mercati finanziari, in particolare, vedrebbero probabilmente la concessione al GAO dell’autorità di verifica su queste aree come un serio indebolimento dell’indipendenza della politica monetaria. Poiché le verifiche del GAO possono essere avviate su richiesta dei membri del Congresso, queste (o la loro minaccia), se applicate in queste aree, potrebbero essere viste come tentativi di influenzare le decisioni di politica monetaria. La percezione di perdita d’indipendenza della politica monetaria potrebbe sollevare timori per l’inflazione, portando così a più alti tassi d’interesse a lungo termine, e riducendo la stabilità economica e finanziaria. Continueremo a lavorare con il Congresso per fornire le informazioni necessarie alla sorveglianza delle nostre attività in modo efficace, ma in modo tale da non compromettere l’indipendenza della politica monetaria”.

Ma il Governatore si trova ora ad affrontare i segni di una ribellione politica. Milioni di elettori hanno capito che il Sistema FED equivale ad una truffa in favore delle maggiori Banche Commerciali, comprese le Banche Centrali straniere. Ron Paul rappresenta questo punto di vista. Una nuova generazione di candidati per il Congresso sta scoprendo che non c’è alcuna ampia circoscrizione elettorale disposta a correre in soccorso della FED. La maggior parte degli elettori non ha ancora alcun parere in merito, ma tra coloro che lo hanno, questo è negativo.

La FED ha fatto affidamento sulla segretezza e sull’oscurità, per quasi un secolo, per proteggersi dalle critiche. La strategia ha funzionato fino al 2008. Ma Ron Paul era come il bambino del corteo imperiale che gridava “Il re è nudo!”.

L’imperatore è Bernanke, un blando accademico, che sicuramente dovrebbe farsi un trapianto di carisma.

Questo attacco è di grande rottura con il passato. William McChesney Martin durò per oltre 18 anni, da Truman a Nixon. Era inattaccabile. Fece seguito Arthur Burns. Egli fumava la pipa al Congresso, e sembrava così saggio. G. William Miller era un neofita della politica monetaria, e durò solo 18 mesi. Carter in qualche modo lo convinse a dimettersi per diventare Segretario al Tesoro, dove non ha più potuto fare alcun danno. Poi è arrivato Paul Volcker, alto due metri e grande fumatore di sigaro. Ha sopraffatto ogni critica. Poi venne Greenspan, apparentemente saggio, le cui chiacchiere sulla FED hanno confuso il Congresso, e la cui politica di inflazionare ed inflazionare, di offuscare e di confondere, di grida d’allarme riguardo l’inflazione, ha funzionato bene per 18 anni. Se ne andò appena in tempo.

Poi nel 2006, regalo di George W. Bush al mondo, è arrivata la sventura Bernanke. Obama lo rinominò nel 2009, e resterà in carica fino al 1 Febbraio 2014. E questo è un bene. Egli passerà alla storia come lo studioso di “note a piè di pagina”, in carica quando la marea dell’opinione pubblica passò dal chiedersi “Che cos’è la FED?” alla perentoria richiesta “Controllate la FED!”

La doppia contabilità dell’oro

Se si facesse la verifica completa della contabilità della FED, è probabile che questa rilevi che l’oro è gravato da ipoteche. Le Banche Centrali straniere hanno dato in prestito il loro oro. Il che è come dire che lo hanno venduto, poiché i soggetti che lo hanno preso in leasing al tasso dell’1% annuo, lo hanno poi venduto per incassare denaro e comprare titoli di Stato pagati il 5% o anche di più. Questi soggetti però non possono vendere i titoli al loro valore nominale, poiché esso è diminuito di valore. Essi non possono, del resto, permettersi di comprare oro sul libero mercato, per restituirlo poi alle Banche Centrali. Il suo prezzo è infatti molto più alto di quello a cui esso è stato venduto.

Le Banche Centrali non osano chiedere la restituzione di quest’oro, poiché esso risulta falsamente presente nei loro libri contabili. Le cambiali che esse hanno ricevuto dai soggetti acquirenti sono considerate di ottimo livello, esattamente come l’oro stesso. Gli elettori però non sanno che quest’oro non c’è più.

Nel Dicembre del 2004 un’oscura Commissione dell’FMI presentò una relazione sui contratti swap e sui leasings relativi all’oro. Per quanto riguarda la contabilità di quello dato in leasing, la relazione ammise che non ci sono delle statistiche in merito. “”Le implicazioni statistiche dei contratti swap e dei crediti/depositi in oro sono complesse, e non sono state completamente elaborate. Il lavoro della Commissione è ancora in corso per valutarne le conseguenze””. Quali conseguenze? Una di queste è senz’altro la questione della doppia contabilità.

L’oro, in particolare, può essere contabilizzato due volte, sia con un contratto swap che con un contratto di credito/deposito, nel momento in cui i soggetti che lo hanno acquistato dovessero rivenderlo a titolo definitivo, poiché sia ??il proprietario originale che l’acquirente definitivo ne avrebbero entrambi denunciato la proprietà. Inoltre, ci sono difficoltà sia ad avere in uso l’oro monetario per un’operazione che sia diversa dal suo mero utilizzo come riserva, sia sul modo per rendere applicabile la sua demonetizzazione, se questo fosse venduto per scopi industriali. Inoltre, ci sono proposte per trattare l’oro non monetario come se questo fosse un’attività finanziaria, piuttosto che una merce, e l’esito della discussione potrebbe avere ulteriori ripercussioni sul trattamento dei contratti swap e sui crediti/depositi in oro. Infine, deve ancora essere risolto il problema su come trattare la “tassa” relativa. Tutte queste questioni sono al vaglio della Commissione, ed un rapporto per la AEG sarà emesso a tempo debito. [12]

In ogni caso nulla è cambiato.

La FED ha sempre negato di aver dato l’oro in leasing, ma essa è comunque coinvolta con Banche Centrali straniere in qualsiasi tipo di swap. E si ricordi, citando allo scopo la FED di New York:

“I Revisori GAO sono limitati per legge dalla verifica su operazioni di politica monetaria e su transazioni effettuate dalla FED per conto di Banche Centrali estere”.

Si considerino quali conseguenze politiche ci sarebbero, se dovesse essere dimostrato che l’oro presente nei caveau della FED di New York è oggetto di rivendicazioni riguardo la sua proprietà. E se dovesse risultare che la FED di New York, che è un’organizzazione privata, avesse in qualche modo compromesso la proprietà dell’oro del Governo?

Che tipo di pressione potrebbe mai essere proposta dagli elettori, per ottenere la restituzione dell’oro?

Che tipo di risposta sarebbe probabile da parte dell’assemblea degli sciocchi (la FED, ndt)?

Bernanke dovrebbe doverosamente andare al Congresso per presentare le sue “note a piè di pagina”, per dimostrare che tutto ciò era una buona cosa per l’economia mondiale. Avrebbe trovato una calda accoglienza: una furia impetuosa.

Egli pensa davvero che il fornire “note a piè di pagina” servirà a proteggerlo. Questo è ciò che egli ha imparato nel mondo accademico. Ma i politici non badano alle “note a piè di pagina”.

La credibilità di Bernanke è niente rispetto a quella posseduta da tutti i Presidenti della FED, tranne Miller. Bernanke ha respinto le verifiche contabili alla FED per quattro anni. Ma Ron Paul è ormai un serio candidato per la nomina repubblicana. Egli insiste su un tema, sopra a tutti gli altri: l’incompetenza della Federal Reserve. Nessun serio candidato presidenziale ha così tanto menzionato la FED nei suoi discorsi elettorali.

I media respingono bruscamente le tematiche di Ron Paul. Essi continuano a dire che questo problema non interessa agli elettori normali. Ma il problema interessa certamente, fino ad ora, ad almeno il 20% dei votanti alle primarie repubblicane. Questo è il maggior numero di elettori che i burocrati della FED abbiano mai incontrato, e non hanno alcuna idea su cosa fare al riguardo.

 

Conclusione

La campagna elettorale di Ron Paul continuerà ancora per mesi. Egli continuerà a martellare su questo tema: la Federal Reserve è incompetente. Questo messaggi lasceranno il segno, anche se egli non dovesse ottenere la nomination. I suoi sostenitori sono come Bruce Willis: duri a morire.

La Federal Reserve non sarà mai più in grado di nascondersi agli elettori dietro ad una cortina di segretezza. Bernanke è il Mago di Oz, e Ron Paul è Totò. Ha alzato il sipario, e d’ora in poi, ogni volta che si leggerà una relazione sulla sua testimonianza davanti al Congresso, si pensi a questa scena:http://bit.ly/TheWizardHasSpoken. La differenza principale tra questa ed un discorso di Bernanke è costituita dalle “note a piè di pagina”.


Traduzione di Franco per il Portico Dipinto

Commenta su Facebook