La valuta locale (o moneta locale) è un caso particolare di valuta complementare (o moneta complementare) con circolazione ridotta ad una zona geografica definita.
Essa non produce debito pubblico in quanto e’ stampata liberamente da associazioni di cittadini o dai Comuni e non “prestata” da una banca a interesse.Cos’è
Le valute locali sono strumenti di scambio, utilizzati su base volontaria, con cui è possibile scambiare beni e servizi. Le valute locali sono pensate per facilitare le transazioni e non per il risparmio o l’investimento. Dagli anni ’90 il mondo sta vivendo lo sviluppo, a livello mondiale, di migliaia di differenti monete locali. Tra mezzi di scambio dominati da monete nazionali e sovra-nazionali stanno moltiplicandosi le monete progettate per usi locali e regionali.

La valuta locale può essere utilizzata in modo alternativo o complementare alla moneta ufficiale, avente corso forzoso per legge. Ogni valuta ha un rapporto di cambio con la moneta ufficiale, solitamente la parità.

In genere, la moneta locale è caratterizzata da un’emissione centralizzata a valore indotto, a debito zero: la quantità di moneta locale emessa è divisa in parti uguali fra gli appartenenti alla comunità che ne riconoscono il valore.

In Italia
Sebbene il SIMEC si può ritenere il primo esempio di valuta locale in Italia, attualmente le monete locali italiane non sono operative.
Da evidenziare che lo SCEC, molte volte erroneamente descritto come moneta locale, è organizzato secondo un modello diverso, basato sul concetto di riduzione di prezzo in Euro in maniera molto simile ai meccanismi della Grande distribuzione, il Buono Locale di Solidarietà, lo SCEC, è presente in diverse regioni ed è interscambiabile all’interno del sistema Arcipelago Scec.

Arcipelago Scec
Il 5 aprile 2008 sul Vesuvio nasce l’associazione Arcipelago Scec, che riunisce sotto un’unica regia tutti gli esperimenti di Buoni Locali italiani: Ecoroma (Roma), Scec (Napoli), Kro (Calabria), Thyrus (Terni) e Tau (Toscana).

I Buoni locali SCEC non sono una moneta complementare. Si tratta di buoni per ottenere una riduzione di prezzo che gli associati decidono di farsi reciprocamente attraverso un atto volontario, da cui ci si può svincolare in qualsiasi momento. La percentuale di accettazione del buono di Solidarietà viene lasciata alla libera scelta dell’associato che offre prodotti o servizi; un’accettazione che va solitamente dal 10 al 30%. Pur essendo mutuato dalla pratica della GDO lo SCEC, la Solidarietà ChE Cammina, viene messo a disposizione della comunità e usato esclusivamente insieme agli euro ed ha la particolarità di ancorare al territorio la ricchezza e farla reinvestire nel circuito. Questo evita il drenaggio di ricchezza operato da multinazionali favorendo le produzioni locali. Arcipelago lavora anche alla ricostruzione delle comunità sociali attraverso la Solidarietà reciproca ed il mutuo aiuto riscoprendo i valori delle nostre radici contadine.

Altro aspetto dell’uso del buono SCEC è quello legato allo scambio di servizi occasionali fra privati regolato dalla legge 53/2000 dove può essere usato come metro per il tempo dedicato.[1]

Gli “Scec” attualmente in circolazione

Roma
A settembre 2005 nasce il simbolo econometrico Ecoroma[2], in circolazione tra gli aderenti dell’omonima associazione. Contestualmente alla circolazione degli Ecoroma, l’associazione si prefigge la costruzione e sviluppo di un circuito di economia locale preferenziale che permetta di trattenere la maggior parte possibile della ricchezza prodotta dai suoi aderenti sul territorio in cui essi stessi operano. Attualmente l’associazione EcoRoma ha adottato lo statuto di ArcipelagoScec ed utilizza gli scec tra i propri associati.

Napoli
A maggio 2007 nasce il Buono Locale di Solidarietà Scec[3], in circolazione tra gli aderenti dell’associazione Masaniello. Contestualmente all’uso degli Scec, l’associazione si prefigge la costruzione e sviluppo di un circuito di economia locale preferenziale che permetta di trattenere la maggior parte possibile della ricchezza prodotta dai suoi aderenti sul territorio in cui essi stessi operano. La prima distribuzione avviene a Napoli il 6 maggio del 2007.

Il nome è l’acronimo di Sconto ChE Cammina o anche Solidarietà ChE Cammina. Non si tratta di una moneta complementare, si utilizza con l’euro, è a tutti gli effetti un buono sconto (abbuono) che circola all’interno di un circuito chiuso di associati.

Toscana
In Toscana, nel 2006 è nato il progetto TAU a seguito dell’accordo di associazioni di cittadini e commercianti di Firenze, Prato, Pistoia, Empoli, Lucchesia. Questo progetto di Buono locale, in perfetta sintonia con altri sparsi in Italia, si è fuso poi in Arcipelago Scec, che coordina i buoni locali di solidarietà Scec.

Umbria
Il “Thyrus”, ideata a Terni ed inizialmente pubblicizzata dall’Associazione Arcipelago, non è poi stata data alle stampe in quanto sostituita dal più valido e pratico “Scec” nazionale di più ampio respiro, tanto è vero che di quello che avrebbe dovuto essere il circuito ternano e che invece è diventato circuito umbro tout-court, fanno parte non solo cittadini e commercianti di Terni, ma anche della sua provincia e della provincia di Perugia[4].

A Terni tuttavia, per definire il buono locale “Scec”, si può dire indistintamente “Scec” o “Thyrus”. Tecnicamente e giuridicamente ha valore di abbuono.

Allo Scec è dedicata una trasmissione settimanale sull’emittente umbra Radio Galileo, in onda tutti i giovedì dalle 18, chiamata Scec-point.

Calabria
Secondo il quotidiano Nuovacosenza.com del 1º settembre 2008 poi, sarebbe allo studio nei Comuni di Crotone ed in quelli della sua provincia Melissa e Cirò, l’adozione di delibere analoghe a quelle di Trento e Castrovillari.

Nel giugno 2008 il Comune di Castrovillari ha deliberato in merito alla promozione dello Scec, seguito a settembre dal Comune di Scandale.

È da precisare comunque che l’Arcivescovo di Crotone-Santa Severina Mons. Domenico Graziani, in quanto Presidente Nazionale del comitato scientifico di Arcipelago Scec è attualmente impegnato a promuovere l’utilizzo dello Scec nella sua diocesi attraverso incontri pubblici (Quotidiano della Calabria del 23 giugno 2008 e del 9 agosto 2008, Il Crotonese del 31 Maggio 2008).

Veneto
Dal Novembre 2008, nel Veneto è in circolazione il Buono Locale di Solidarietà SCEC, acronimo di Solidarietà ChE Cammina. dalla fine del 2009 l’associazione veneta si divide dall’Arcipelago SCEC non condividendone più obiettivi e mezzi.

Lombardia
Il 31 gennaio 2009 è nata a Pedrengo l’Associazione ArcipelagoLombardia, registrata presso l’Ufficio Agenzia delle Entrate Bergamo2 in data 25 febbraio 2009.

Eco-Aspromonte
Un’altra delle prime monete locali in Italia è l’Eco-Aspromonte, circolante nel Parco nazionale dell’Aspromonte dal 2004. È una banconota-voucher disponibile in quattro tagli per gli acquisti effettuati all’interno del parco stesso, introdotta con lo scopo di incentivare le filiere dei prodotti tipici e rafforzare l’identità locale. Inoltre tutte le banconote hanno una scadenza che impedisce l’accumulo di moneta inoperosa e dunque evita la funzione della cosiddetta “riserva di valore”.

Altri esempi di valuta locale, come i SIMEC, sono stati contestati ma poi dissequestrati e quindi legali, ma l’esperimento non è ricominciato. L’euro è l’unica moneta avente corso forzoso.

Danee
Il 15 settembre 2007 è stato lanciato il DANEE, “buono locale milanese”; gli organizzatori dell’iniziativa si prefiggono di farla penetrare in settori come commercio, PMI, Welfare, politiche di territorio, progetti territoriali, politiche previdenziali-assistenziali, sanitarie, carcere e giustizia.Il progetto è stato adottato da tre zone di Milano LA ZONA 6- LA ZONA 7-LA ZONA 5.

Nel mondo

I sistemi di scambio non monetario che maggiormente utilizzano valute complementari sono il MORE (Member Organised Resource Exchange system) presente negli Stati Uniti (Ithaca Hours) e in Giappone, il LETS (Local Exchange Trading System) diffuso in Gran Bretagna e Australia, il ROCS (Robust Complementary Community Currency System) inglese, il SEL (Système d’Echange Local) e il Tronc de Services comuni in Francia e in Paesi francofoni, i RERS (Réseaux d’échange Réciproque des Savoirs) diffusi in Francia, Svizzera, Belgio e Olanda, la Banca del Tempo attiva in Italia, Svizzera e Spagna, i Tauschring e il Wir sviluppatisi in Germania e Svizzera.

1.^ http://www.arcipelagoscec.net/
2.^ ecoroma
3.^ Associazione Masaniello
4.^ http://www.arcipelagoumbria.org/

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