di LUCA FUSARI

Nel sud-est della Florida, a 15 miglia da Miami, vi è un arcipelago formato da oltre 1700 isole di corallo fossile chiamate Keys (il loro nome non significa “chiavi” ma deriva dallo spagnolo “Los Cayos”, che significa “le piccole isole”) unite da un’infinità di ponti sui quali originariamente correva la ferrovia; esse formano una sottile penisola separando il Golfo del Messico dall’Oceano Atlantico. Da 30 anni in queste isole esiste un curioso esperimento a metà via tra una micronazione e una rievocazione storica per turisti, che in maniera sottilmente ironica si autoproclama indipendente dagli Stati Uniti: la Repubblica di Conch.

Nel 1982, la polizia di frontiera degli Stati Uniti istituì un posto di blocco sull’autostrada US Route 1 a Florida City, a nord delle Florida Keys tra Key West e la terraferma della Florida, il che comportò per i cittadini americani l’obbligo a fermarsi ed essere perquisiti al fine di evitare che questi non importassero droghe o immigrati clandestini all’interno dello Stato, creando un ingorgo di diciassette miglia a fronte delle perplessità di residenti e visitatori i quali  annullarono le prenotazioni svuotando gli alberghi.

I media dettero grande rilevanza all’azione senza precedenti della polizia di frontiera statunitense, in quanto venne creato un posto di controllo già all’interno del territorio degli Stati Uniti. Secondo alcuni abitanti del luogo, l’istituzione del blocco stradale fu un’operazione tesa a promuovere a livello massmediatico-commerciale l’Eastern Air Lines (avente un hub internazionale a Miami) quale unica compagnia aerea a stabilire una rotta di collegamento al Key West International Airport bypassando il blocco stradale.

Dopo i tentativi giudiziari da parte di una delegazione delle Keys presso il tribunale federale di Miami, per far rimuovere il blocco stradale al fine di non veder danneggiato il turismo, vedendo che la Corte sostanzialmente si rifiutava di ingiungere il ritiro del blocco, il sindaco della città di Key West,  Dennis Wardlow, preannunciò alla stampa la minaccia di secessione.

Il 23 aprile 1982, il sindaco circondato dai suoi sostenitori, lesse la dichiarazione d’indipendenza alla folla riunitasi in Clinton Square di fronte al Palazzo della Vecchia Dogana, proclamando la nascita della Repubblica di Conch, auto-nominandosi primo ministro e dichiarando guerra agli Stati Uniti.

L’atto di sedizione del sindaco fu la rottura di un pezzo di pane cubano raffermo sulla testa di un uomo della marina navale statunitense, ma tale gesto fu di breve durata. Un minuto dopo la secessione di Key West ufficialmente rientrò,  il primo ministro Wardlow si arrese alle forze dell’Unione chiedendo 1 miliardo di dollari di aiuti esteri per ricostruire la nazione dopo “l’assedio federale”.  Il clamore del gesto creò molta attenzione sulle isole Keys provocando il ritiro del blocco stradale.

Minacce e proclamati tentativi locali di secessione, come quello intrapreso dalla Repubblica di Conch, non sono rari negli Stati Uniti e molto spesso più che veri movimenti secessionisti sono degli escamotage mediatici messi in atto dalle autorità politiche e dagli abitanti del luogo allo scopo di richiamare l’attenzione della stampa nazionale e delle  autorità federali o statali su problemi di ordine socio-economico locale.

https://i0.wp.com/www.jfvcoins.com/WebRoot/StorePiensa/Shops/eb5124/4B8C/EC07/EA63/37F5/39A6/52DF/A3D8/7AAB/CON271_-_Conch_Republic_1_Conch_Dollar_2007.jpg?resize=260%2C139Quel che però differenzia la Repubblica di Conch da altri esempi di micronazioni americane proto-secessioniste è la capacità da parte dei suoi promotori di aver costruito nel tempo, a partire da tale episodio, un vero e proprio business (con un proprio sistema di broadcastinguna propria università telematica e una serie di monete, dollari di Conch, in edizione limitata che possono essere utilizzate a corso legale sulle isole) e perfino un riconoscimento ufficioso della loro autodeterminazione da parte delle autorità statunitensi.

Nonostante la sua brevissima esistenza quale effettiva entità separata dagli Usa, la Repubblica di Conch è divenuta l’ufficiosa entità sovrana della zona, con un proprio sito web e una propria bandiera con al centro una conchiglia (da cui prende il nome) e un motto: “Abbiamo secesso dove altri hanno fallito” divenendo una fonte turistica fondamentale per l’intera area dell’arcipelago.

Ciò che caratterizza la micronazione è la condizione di “Stato sovrano mentale”, il tutto allo scopo di portare più humor, calore e rispetto in un mondo affamato di tutti e tre. Il divertimento è l’attrazione principale del luogo assieme alle immersioni subacquee. Ogni 23 aprile si festeggia il suo “Giorno dell’Indipendenza” dagli Stati Uniti e in vista del 31° anniversario nel 2013, si prevedono festeggiamenti dal 19 al 28 aprile sotto il patrocinio dell’attuale Segretario generale della Repubblica, Sir Peter Anderson.

I funzionari della Repubblica di Conch amano porre tra il serio e il goliardico le loro prerogative indipendentiste: gli Stati Uniti non avendo mai reagito alla secessione avrebbero così stabilito la sovranità di fatto della nuova Repubblica, sul piano del diritto internazionale, quale forma di “usucapione tra nazioni sovrane”.

Nel 1994 la Commissione della contea di Monroe, con voto unanime, ha approvato una risoluzione riconoscendo l’operato del sindaco Wardlow e le azioni del 23 aprile 1982 a nome delle genti delle Florida Keys. Le autorità di Key West non hanno rinunciato a creare un proprio (non riconosciuto) sistema amministrativo, un loro passaporto diplomatico e nazionale, tale da caratterizzare Conch sul piano internazionale quale notorietà acquisita in 13 nazioni dei Caraibi così come in Germania, Svezia, Cuba, Messico, Francia, Spagna, Irlanda e Russia (esistono consolati della Repubblica in Svizzera, L’Avana, Maine e New Orleans, Atlanta), pur mantenendo di fatto il passaporto statunitense. Funzionari della Repubblica di Conch hanno compiuto missioni diplomatiche in tutti i Caraibi, venendo invitati al Summit delle Americhe tenutosi a Miami nel 1994 e al Giubileo della Florida nel 1995.

Il 20 settembre 1995, a seguito di alcune previste esercitazioni ad opera del 478° Battaglione della Riserva dell’Esercito degli Stati Uniti, simulanti un’invasione ad un’isola straniera presso Key West, vedendo un’altra possibilità per pubblicizzare l’isola, Wardlow e il gruppo secessionista della  Repubblica di Conch, si mobilitò per una “guerra su vasta scala” (con cannoni d’acqua e pane raffermo cubano) protestando con missive spedite alla Casa Bianca, al Dipartimento della Difesa e al Segretario di Stato Warren Christopher per non aver consultato la città di Key West prima di indire le esercitazioni sul suo territorio.

Gli stessi capi militari del 478° Battaglione Usa, imbarazzati dalla reazione dei locali emisero un comunicato di scuse il giorno seguente, affermante come «non si volesse in nessun modo diretto contestare o mettere in dubbio la sovranità della Repubblica di Conch». Senza sparare un colpo l’esercito degli Stati Uniti riconobbe la sovranità della Repubblica di Conch che pareva irrimediabilmente perduta, sottoponendosi a una cerimonia di consegna il 22 settembre.

https://i1.wp.com/static.findrentals.com/new_images/map_florida_keys_r1_c1.gif?resize=277%2C130Tali scuse non furono però giudicate sufficienti, e per vendetta, sul finire del primo mandato di Bill Clinton, la Repubblica di Conch inviò una propria flottiglia della Marina a Fort Jefferson, sede del Parco nazionale di Dry Tortugas, per riaprirlo. Ispirati dagli sforzi dello Smithsonian Institution di tenere i suoi musei aperti a donazioni private, i residenti locali della Repubblica avevano raccolto fondi privati ??per mantenere il parco funzionante. Si aprì un contenzioso legale (Stati Uniti d’America contro Peter Anderson) che venne in seguito chiuso a danno della Repubblica. Tuttavia gli abitanti della Conchiglia, non intendono arrendersi alla sentenza e mantengono un loro “apparato militare” autonomo (Esercito, Marina ed Aeronautica) il cui principale compito è quello di contribuire alla riconquista di Fort Jefferson. La Marina dispone di non meno di 10 imbarcazioni civili e di una goletta sotto il comando di Finbar Gittelman. L’esercito è composto dalla 1° Artiglieria di Conch a Fort Taylor.

In tempi più recenti, la micronazione delle Keys, è tornata a far parlare di sé per un altro gesto di protesta, il 13 gennaio 2006, Peter Anderson propose di annettere l’arco abbandonato di Seven Mile Bridge che era stato sostituito da un ponte parallelo nel 1982. La mossa era una risposta a quanto accadde  il 4 gennaio, quando quindici rifugiati cubani pur avendo raggiunto il ponte, vennero riconsegnati alle autorità cubane dalla polizia di frontiera statunitense a causa di un decreto federale nell’ambito della politica del governo degli Stati Uniti sull’immigrazione. Dal momento che due sezioni della campata rientravano nel territorio della Repubblica di Conch, Anderson,  espresse la speranza di utilizzare il ponte per costruire a prezzi accessibili degli alloggi ecologici. In risposta a tale rivendicazione, Russel Schweiss, portavoce del governatore della Florida Jeb Bush, ha dichiarato: «Con tutto il rispetto per la Repubblica di Conch, il ponte appartiene a tutto il popolo della Florida e non siamo attualmente in trattative per venderlo».

Fino a pochi anni fa, il territorio della Repubblica era di 15,4 chilometri quadrati e comprendeva la ripartizione geografica di terre che cadevano entro i confini legalmente definiti dalla Monroe County, a nord del “Saloon Skeeter Last Chance” a Florida City nella Dade County. Key West era la capitale della nazione e tutti i territori a nord di Key West erano definiti come “I Territori del Nord”.

Nel 2008 è però scoppiata “un’insurrezione” in seno ai territori della Repubblica di Conch a causa di disaccordi di natura fiscale tra le varie isole; i leader del governo provvisorio del territorio più settentrionale della Repubblica Conch, hanno proclamato la secessione da Key West in una cerimonia tenutasi presso Snappers, un abbeveratoio popolare, dove la bandiera di Conch è stata bruciata al fine di porre fine al legame con la “capitale”.

Una delle accuse rivolte dai neo-secessionisti delle isole del nord verso le autorità di Key West è la perdita maturata nel tempo dei valori fondativi della Repubblica di Conch, divenendo ormai dei burattini degli Stati Uniti; in realtà la popolazione di Key Largo vuole organizzare una propria festa della Repubblica senza dover pagare una sorta di tassa a Key West.

In seguito i separatisti hanno dichiarato guerra totale  alla Repubblica di Conch, arrivando a minacciare di  far saltare in aria una replica in scala del Ponte che collega i territori del Nord e del Sud. Il 15 dicembre 2009 il governo degli Stati Uniti avrebbe “riconosciuto” i territori più settentrionali della Repubblica di Conch mediante la registrazione del logo commerciale della nuova bandiera e del nome.  L’11 gennaio 2010, il Tribunale di Monroe ha deciso che la Monroe County è libera dalla tirannia del Sud.

La nuova proclamazione di indipendenza ha segnato dunque la separazione delle Keys del nord (tra cui Key Largo) da quelle meridionali (tra cui Key West) e la nascita di una nuova Repubblica nota come i Territori Indipendenti più settentrionali della Repubblica di Conch. I nuovi territori indipendenti a nord della Repubblica Conch hanno iniziato ad organizzarsi un loro sito web e come nuovo confine settentrionale hanno il Last Chance Saloon di Florida City fino al miglio 71.

Quel che colpisce di più dell’intera surreale vicenda della Repubblica della Conchiglia sta nella capacità degli abitanti delle isole di aver realizzato una sorta di reality in grado di fondere realtà e finzione, turismo e politica, riuscendo abilmente a coinvolgere addirittura le autorità locali e federali in funzione di interessi ed esigenze fittizie o autoreferenti alle singole isole.

La Repubblica di Conch e la sua controparte secessa formalmente non esistono sulla carta geografica come Paesi sovrani, ciò nonostante per gli abitanti delle isole, l’indipendenza e l’autodeterminazione non sono attestati concessi dagli Stati Uniti, ma in primo luogo, la capacità di immaginare scenari e realtà che superano e trascendono il confine della realtà e dell’utopia. Sotto il caldo sole dei tropici, gli abitanti di un gruppo di isole hanno capito che per essere veramente liberi è sufficiente agire come tali, consapevoli di esserlo.

Fonte: http://www.lindipendenza.com/repubblica-conch/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=repubblica-conch

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