(Gaetano Gatì) Sono i lobbisti i principali target della politica del Partito Democratico americano. Una tendenza che parte dalla campagna elettorale di Obama per le prime elezioni presidenziali del 2008.

Come ha riportato Politico, i democratici si sono fatti avanti con delle proposte concrete durante questa campagna elettorale, e tra i progetti è presente la riforma che vede al centro due importanti aspetti della politica americana: l’attività di lobbying e i finanziamenti delle campagne elettorali. La decisione è stata presa nelle scorse settimane, proprio mentre si svolgeva l’incontro tra l’allora candidato Bernie Sanders e lo stesso Obama, dal capo designato dei democratici al senato Chuck Schumer (democratico dello Stato di New York). “Una coincidenza”, secondo le parole del futuro capogruppo Dem al Senato, che però secondo molti opinionisti era dettata dal tentativo di conquistare una parte dell’elettorato molto cara al senatore del Vermont, ossia gli studenti e i giovani in generale. “Non abbiamo parlato con il senatore Sanders ma siamo sicuri che approverebbe questo tipo di misure”.

Particolarmente a cuore sta ai democratici la riforma sui finanziamenti, che porterebbe a un limite ai flussi di denaro nelle campagne. Questo limite fortemente voluto dai Dem è però in contrapposizione con il forte utilizzo che loro stessi hanno fatto dei PAC, con quello dedicato alla maggioranza del Senato.

Ma la riforma non è fine a sé stessa: l’aspetto fondamentale è il tentativo di accaparrarsi il favore di Sanders che da tempo sta prendendo posizioni molto più estreme rispetto ai propri compagni di partito. Anche la candidata alla presidenza Clinton vede con favore il disegno di legge affermando che potrebbe mettere un freno ai forti interessi privati a Washington a favore di un rafforzamento della democrazia. Tra le iniziative proposte dai Dem anche un divieto permanente di “revolving doors” per chi ha ricoperto la carica di decisore pubblico .

FONTE: Lobbying Italia

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