Nelle discussioni che riguardano l’uso di una moneta come l’oro ma anche come Bitcoin, una delle domande che viene spesso posta da persone che possiedono anche un background economico è se una moneta deflazionaria può realmente sopravvivere.

E’ un discorso interessante. Siamo così abituati a vivere un’economia inflazionaria dove la moneta perde gradualmente il suo valore che abbiamo difficoltà ad immaginare come potrebbe essere un’economia dove una certa quantità di danaro acquista lentamente valore nel tempo man mano che i prezzi calano.

Siccome abbiamo solo vissuto in economie inflazionarie (ed iperinflazionarie), vengono fatte ogni sorta di assunzioni sul perchè una economia deflazionaria non possa funzionare. La più grande obiezione che in genere viene presentata è che nessuno comprerebbe nulla oggi visto che la stessa cosa domani costerebbe meno. E nemmeno allora tale cosa verrebbe comprata in quanto il giorno dopo sarebbe ancora meno costosa. E così via, nessuno comprerebbe mai niente: tutti aspetterebbero indefinitamente che ogni cosa diminuisse di prezzo.

Veramente, questa argomentazione viene presentata in modo assolutamente serio e detta come se fosse una verità innegabile.

Al contrario, l’unico motivo per cui compreremmo qualcosa oggi sarebbe che domani costerebber di più, e sempre di più i giorni successivi, quindi dobbiamo sbrigarci a spendere i nostri soldi: questo sarebbe l’unico motivo per cui compriamo qualcosa.

Ma questa assunzione non solo è falsa (basti pensare al cibo: smetteremmo di mangiare perchè un domani le cose costerebbero meno?), ma perchè la sua premessa, e cioè che non abbiamo mai vissuto in una economia deflazionaria, è falsa anch’essa.

Sebbene l’economia nel suo insieme non sia probabilmente mai stata deflazionaria, una parte di essa lo è stata per decenni.

Facciamo finta per un attimo che una certa cosa di cui abbiamo bisogno costerà meno tra tre mesi, aspetteremo per comprarla. Tra tre mesi ripeteremo lo stesso ragionamento ed aspetteremo altri tre mesi. Se ci fosse un particolare oggetto che costasse sempre meno nessuno lo comprerebbe mai.

Se sei d’accordo con questo ragionamento chiediti: con cosa stai leggendo questo articolo?

L’elettronica è stata un settore deflazionario sin dagli anni ’70. Un dispositivo con determinate caratteristiche e potenzialità può sempre essere comprato ad un prezzo più basso tra qualche mese, e praticamente a costo zero un paio d’anni dopo. Questa è deflazione. I prezzi scendono ed i tuoi soldi valgono di più. Questa forse non è semplicemente deflazione, la si potrebbe quasi definire iperdeflazione.

In questo scenario, con le argomentazioni di prima, nessuno comprerebbe dei dispositivi elettronici visto che potranno essere sempre comprati ad un prezzo minore dopo qualche tempo, e quindi tutti si terrebbero i propri soldi. Quindi ti chiedo: hai mai comprato degli oggetti elettronici? Nuovamente: cosa stai usando per leggere questo articolo?

Per fare un esempio più chiaro, la Apple, una delle aziende di più valore al mondo, compete con un gigante petrolifero per la prima posizione. E la Apple opera in un settore deflazionario dell’economia.

Bitcoin potrà avere i suoi difetti, ma le sue caratteristiche deflazionarie non sono sicuramente tra quelli.

C’è però da dire che questa argomentazione contro la deflazione può dire una cosa giusta. In un’economia deflazionaria, e questo lo verifichiamo anche con l’elettronica, la gente non compra più di quello che gli serve in un certo momento in quanto sarà più economico acquistarlo magari tra un anno, quando se ne avrà bisogno.

Ed il fatto di comprare solo quello di cui si ha bisogno… è proprio una cosa così negativa?

 


Traduzione per Il Portico Dipinto dell’articolo “Bitcoin’s Deflationary Economy Not A Problem In Itself” di Rick Falkvinge a cura di Dusty

Commenta su Facebook