Umani ed equidi lavorano fianco a fianco per ripulire dai rifiuti le dune del Parco Naturale di S. Rossore, in Toscana.

Mettere insieme un parco naturale, una fascia di dune costiere, dei cavalli da lavoro e un approccio sostenibile è stato un processo quasi obbligato in un’ottica ecosistemica. I parchi, infatti, se vogliono contribuire alla loro missione per la conservazione della natura, in questa fase storica di consumo delle risorse naturali devono usare la tradizione assieme alla tecnologia per tracciare nuove strade di sostenibilità.
Questa semplice idea è stata messa a fuoco durante un seminario sul lavoro con gli equidi realizzato proprio nel Parco Regionale Migliarino S. Rossore Massaciuccoli, e si è concretizzata a partire da quest’anno.

Dune e animali a rischio

È bene però fare qualche passo indietro e fornire alcuni elementi di comprensione. La necessità che si avverte per tutte le spiagge e le dune naturali rimaste in Europa, infatti, è quella di ottemperare a due necessità. La prima è quella di un uso balneare sicuro, in spiagge cioè prive di rifiuti, che solitamente vi giungono da usi impropri delle aree dunali o che, abbandonati ahimè lungo tutti i corsi d’acqua o in mare, in gran parte ritornano con le correnti e le mareggiate sulle spiagge. La seconda esigenza è quella di conservare habitat, specie biologiche e morfologia naturale delle coste sabbiose, che non sono solo profondamente danneggiate dall’uso di pesanti mezzi meccanici, ma compromettono anche la naturale dinamica e resistenza all’erosione costiera…

Sempre nell’articolo:

>> Il Parco di San Rossore
>> Lavorare in modo rispettoso con gli equidi
>> La giornata sulle dune
>> Interrogativi etici
>> Box1: Il Parco e le dune
>> Box2: I cavalli da lavoro nel Parco

La versione completa dell’articolo è disponibile sia nel formato cartaceo di Terra Nuova Ottobre 2011 che come eBook.

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